




In Europa si fa ogni giorno più evidente l’azione del capitale finanziario internazionale, volta a prendere il controllo economico dei paesi dell’euro attraverso la conquista del potere politico. Oggi i tecnocrati liberisti governano, mentre una classe politica asservita, in buona o in cattiva fede, agli interessi dello stesso capitale finanziario, tace o li asseconda, allontanandosi sempre più dal mandato ricevuto dai propri elettori.
Che cosa si può fare di fronte a questa situazione?
Non si tratta di attaccare la “casta”, né di alimentare l’“antipolitica”, ma piuttosto di rinnovare le forme obsolete della democrazia formale per avanzare nella direzione della democrazia diretta.
Una tale svolta si produrrà solo grazie alla spinta della base sociale, organizzata in modo orizzontale e ispirata a nuovi valori, che sappia dialogare e sperimentare per dare vita, poco a poco, a un nuovo tipo di società fondata sul progresso di tutti e per tutti.
Il programma definitivo comprensivo di orari ed interventi dei relatori sarà disponibile nei prossimi giorni.
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Partito Umanista - Berlino 31 marzo 2012
Una delegazione del Partito Umanista italiano, insieme al Segretario Nazionale Tony Manigrasso, durante il loro viaggio in Germania, hanno incontrato ufficialmente a Berlino, nel pomeriggio del 31 marzo, presso il Bundeskanzleramt (il Palazzo dove ha sede l'ufficio del Cancelliere tedesco), Angela Merkel.
Alla fine di questo incontro, durato poco meno di un'ora, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si è convinta della necessità di invertire la rotta della sua politica: da una politica competitiva, in cui la Germania fa la padrona assoluta della speculazione finanziaria europea, ad una politica di cooperazione tra Stati.
Partito Umanista 28 marzo 2012 -
Eccone un altro.
Prima c’era Berlusconi che, coerentemente col suo atteggiamento megalomane e spaccone, parlava un giorno e l’altro pure a nome degli italiani. Ora anche l’attuale capo del governo, Mario Monti, afferma, in modo meno plateale ma non meno arrogante nella sostanza, che ha l’impressione che “la maggioranza degli italiani percepiscano questa riforma del lavoro come un passo necessario nell'interesse dei lavoratori” e che “nonostante alcuni giorni di declino recenti a causa della misure sul mercato del lavoro questo governo sta godendo di un alto consenso”.
Partito Umanista 22 marzo 2012 -
Lo smantellamento dell’articolo 18 è ormai cosa fatta: ancora qualche chiacchiera inutile tra governo e parti sociali, ancora qualche ipocrita passaggio in parlamento e alla fine l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori sarà talmente trasformato da essere tanto irriconoscibile quanto inutile per i lavoratori. L’ultimo baluardo contro i licenziamenti di massa e lo svuotamento delle aziende sta cadendo. I sindacati dei lavoratori, se fossero stati davvero tali, non avrebbero dovuto nemmeno accettare di sedersi ad un tavolo di trattative in cui si sarebbe discusso dell’articolo 18. Accettare tale discussione significava accettare un compromesso. E così è stato.
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