Vita quotidiana in Palestina

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Parrocchie di Santomato e di San Piero Agliana Casa della Solidarietà-Rete Radiè Resch di Quarrata Comitato Pistoiese per la Palestina

ti invitano a partecipare all’incontro-dibattito che si terrà
Giovedì 26 gennaio alle ore 21
presso la chiesa di SANTOMATO (Pistoia)
sul tema:
Dal Sud Africa dell’Apartheid all’Apartheid della Palestina. Giù il muro!
saranno presenti:
don Nandino CAPOVILLA, segretario nazionale di Pax Christi
Giorgio GALLO, docente universitario
all’inizio sarà proiettato un breve filmato

Vista l’importanza dell’iniziativa si prega di allargare l’invito agli amici/che che pensi interessati/e

Difendiamo il risultato referendario messo a rischio dai progetti di liberalizzazione del governo Monti. Firma l’appello per difendere l’acqua bene comune e la democrazia

FIRMA E FAI FIRMARE CLICCANDO QUI

APPELLO

“GIU’ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!”

    Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

    Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

    Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

    A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato. Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

    Noi non ci stiamo.

    L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

    I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria. Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

    Chiediamo con determinazione al governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
    Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
    Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

    Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

    Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Marines urinano su tre cadaveri: la punta dell’iceberg

Da qualche giorno è stato pubblicato su internet un video in cui si vedono quattro militari americani che, molto divertiti, urinano sui corpi di tre persone uccise. La scena è stata girata in terra afgana e i Talebani hanno dichiarato che le persone uccise erano loro combattenti.
Le autorità militari USA hanno aperto un’inchiesta e i vertici del corpo dei Marines hanno già dichiarato che “le azioni mostrate non sono compatibili con i valori del Corpo e non sono indicative del comportamento dei suoi membri”.

Che importanza ha, ci domandiamo, se i cadaveri erano di militanti talebani oppure no?
Ci interessa veramente se il fatto di urinare su dei cadaveri sia o non sia compatibile con i valori di un corpo militare?
A che cosa servirà l’ennesima inchiesta se non ad isolare alcuni individui etichettandoli come “mele marce”, salvando ancora una volta l’immagine di istituzioni militari che non sanno trovare altro senso se non nella guerra?

John Kirby, portavoce del Pentagono, ha dichiarato che il comportamento di questi militari americani è “madornale ed inaccettabile”.
Ci permettiamo di dissentire da affermazioni di questo tipo perché così si circoscrive alla deprecabile condotta di qualcuno l’intera responsabilità di tutte le inaccettabili azioni che vengono compiute quando in campo c’è la guerra. In fondo il mondo è venuto a conoscenza di questo episodio solo perché qualcuno ha voluto filmarlo e pubblicarlo su internet. Abbiamo il sospetto che questo episodio sia solo la punta di un enorme iceberg, fatto di innumerevoli atti di violenza e di sopraffazione dei diritti umani più elementari.

È la guerra ad essere madornale e inaccettabile! Il comportamento di quei militari americani è assolutamente compatibile in un contesto, quale quello di una guerra, in cui la violenza domina incontrastata.
Non ci faremo abbagliare dall’ennesima e inutile inchiesta. Chi dovrà andare, prima o poi, sotto inchiesta saranno tutti coloro che, per interessi soprattutto di tipo economico, continuano a fare in modo che le guerre ci siano sempre e aumentino sempre di più.

IL 14 GENNAIO 2012: Uniti e solidali contro ogni razzismo

IL 14 GENNAIO 2012 TUTTI A ROMA
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Con le sorelle e i fratelli profughi e tutti gli immigrati - Uniti e solidali contro ogni razzismo.
Dopo l’assassinio razzista a Firenze e la successiva manifestazione del 17 dicembre che ha unito migliaia di fratelli e sorelle immigrate ed antirazzisti é necessario continuare a sviluppare la mobilitazione unitaria.
Il razzismo assassino si è nutrito e si nutre dei veleni diffusi tra la gente dai governi che si sono succeduti e dalle istituzioni.
E’ il momento di reagire! Perciò sosteniamo la manifestazione nazionale del 14 gennaio promossa dalle assemblee permanenti dei profughi e dei rifugiati insieme all’Associazione antirazzista e Interetnica “ 3 febbraio “.
Rivolgiamo un forte appello a tutte le realtà, le associazioni e persone solidali per mobilitarsi e sostenere anche materialmente la manifestazione del 14 gennaio contro ogni razzismo, per la libertà e la libera circolazione di tutti/e.
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Appello per la chiusura di Casa Pound

inviato al Procuratore della Repubblica, al Prefetto, al Questore, Al Sindaco e al la Presidente della Provincia

Oggetto: omicidio di Mor Diop e Samb Modou

La Caritas è “uno dei principali vettori di immigrazione del nostro Paese estremamente simile ad altre associazioni parassitarie di stampo progressista che campano su fondi pubblici speculando sul fenomeno immigratorio e nascondendo, dietro un buonismo peloso che reclama diritti per tutti tranne che per i cittadini italiani, un chiaro disegno anti-nazionale e anti-identitario”. E’ con queste parole che Casa Pound Pistoia attaccava, nell’aprile di quest’anno, il direttore della Caritas di Pistoia per aver dato la propria disponibilità ad accogliere alcuni migranti del Nord Africa, a seguito dell’emergenza profughi di Lampedusa.

E’ questo l’humus “culturale” e “politico” che ha armato la mano del killer dei due senegalesi Mor Diop e Samb Modou ed è un fatto oggettivo come il gesto criminale di Gianluca Casseri sia frutto della contiguità culturale dell’assassino con l’ambiente razzista e xenofobo di Casa Pound. Come nel caso dell’assassino dei giovani laburisti norvegesi, anche il Casseri non è un semplice pazzo, ma un pazzo che nasce da un brodo di coltura di odio, di razzismo e neofascismo, di paura per gli stranieri e per chi è diverso, così come denunciato dopo l’omicidio di Firenze anche dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Noi riteniamo che una città dalle tradizioni democratiche e antifasciste come Pistoia non possa ulteriormente tollerare che una formazione che si ispira chiaramente al fascismo sia libera di operare indisturbata nel nostro territorio, mimetizzandosi dietro campagne sociali che sono solo il paravento per diffondere odio e violenza di stampo razzista.

Per questi motivi facciamo nostro l’appello del Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana in cui si chiede “la piena applicazione del dettato costituzionale con la chiusura immediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound” e invitiamo il Procuratore della Repubblica, il Prefetto, il Questore, il Sindaco, il Presidente della Provincia ad attivarsi, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, affinché vengano attuate tutte le iniziative necessarie per dare seguito alla richiesta della Comunità senegalese.

Adesioni:
ARCI Comitato Prov.le di Pistoia; Casa della solidarietà-Quarrata; Centro di Documentazione di Pistoia; Comitato Antifascista San Lorenzo; Comitato pistoiese Acqua Bene Comune; Comitato Pistoiese per la Palestina; Partito dei Comunisti Italiani; Partito della Rifondazione Comunista; Partito Umanista; Confederazione Cobas; FLC-Cgil; Giovani Comunisti; Istituto Storico della Resistenza di Pistoia; Italia dei Valori; Officina Politica Primo Maggio; Pistoia Bene Comune; Rete Radiè Resh Sez. Quarrata; Sinistra Ecologia e Libertà, Spazio Liberato ex Breda est.

Basta con la violenza

Diciamo ad alta voce no alla violenza e alla follia dilagante, ormai ovunque, diciamo no all’intolleranza, alla non accettazione del diverso, dello straniero, dell’altro, il tremendo fatto successo oggi a Firenze ci deve far riflettere , specialmente perchè non è, purtroppo, un fatto isolato , ma simili episodi sono diventati ovunque all’ordine del giorno.
Mercoledi 14 partecipiamo al sit in in Piazza Duomo a Pistoia per dire basta a questa follia.

Partito Umanista Pistoia

Vita quotidiana in Palestina

Comitato Pistoiese per la Palestina

Vita quotidiana in Palestina

Sabato 17 Dicembre 2011 Spazio Liberato ex Breda Est Viale Pacinotti – Pistoia Ore 20:00

Cena per la Palestina

Zuppa toscana

Frittata e Pecorino

Fantasia di dolci

Acqua e vino

Euro 10,00

Ore 21:30

Proiezione del film

This is my land: Hebron

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Hebron si trova a 30 chilometri a sud di Gerusalemme. Il 4 Aprile 1968, dopo la Guerra dei Sei Giorni e la vittoria militare di Israele, ilrabbino Moshe Levinger e un gruppo di 30 ebrei

decisero di stabilirsi nella città. Fingendosituristi svizzeri si registrarono al Park Hotel nel centro storico della città e, due giorni dopo, presero il controllo dell’albergo. Nel 1970 il

Governo israeliano concesse al gruppo capeggiato dal rabbino Levinger di costruire una nuova città al posto di una base militare abbandonata. Oggi ad Hebron vivono 160.000 palestinesi, 600 coloni israeliani e 2000 soldati.

Il ricavato della serata servirà a finanziare leattività di un asilo a Beit Rima, paese di 5000abitanti vicino a Ramallah, in Cisgiordania

A seguire

Musica Popolare

Per informazioni e prenotazioni: 3333552897

25 Novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne

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Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.
La scelta del 25 novembre, come data internazionale della lotta contro la violenza sulla donna nacque da un accordo delle partecipanti all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi -Bogotà 1981-, quando accettarono il sollecito della delegazione della Repubblica Dominicana che proponeva di rendere omaggio alle sorelle Mirabal*, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo.

DOCUMENTO DEL PARTITO UMANISTA INTERNAZIONALE RISPETTO ALLA SITUAZIONE MONDIALE

Quando gli umanisti osservano i processi sociali, politici ed economici in tutto il mondo e partecipano ad essi, non possono fare altro che riflettere sull’attualità, in questo momento storico, del Documento del Movimento Umanista, scritto da Silo nel 1993 (1). Dalla sua lettura si può comprendere fino a che punto la direzione della storia abbia confermato le tendenze lì spiegate e fino a che punto oggi, più che mai, sia necessaria l’unione di tutti gli umanisti del mondo, affinché le più profonde aspirazioni umane si possano trasformare in realtà.
Come partito politico ispirato a questa corrente dell’Umanesimo Universalista, in questo momento storico riteniamo necessario analizzare la situazione attuale, per arrivare a delle proposte di azione nel contesto mondiale presente.

Un asilo in Palestina - cena al circolo di Bonelle

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