Archivio: ambiente

CENA DI AUTOFINANZIAMENTO COMITATO ACQUABENECOMUNE PISTOIA E VALDINIEVOLE

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Venerdì 13 Febbraio alle ore 20 faremo la mega cena da GIGI del MULO
Via Mosino 2 Agliana

il Menù è a sorpresa come sempre quello che è certo quando si viene via la trippa è piena vegani vegetariani e carnivori li mangiano tutti.
la spesa è di 15,00 euro
è gradita la prenotazione senno prepara per 100 e ci tocca mangiare tutto
chiamare o SMS a 3396134081 rosanna
saluti
Rosanna crocini

APPELLO A TUTTI I NO TAV D’ITALIA “Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni. Chiediamo a tutti appoggio e solidarieta’ concreta”

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Diffondiamo questo appello, poiché da sempre appoggiamo la lotta del Movimento No Tav: persone comuni che da oltre 20 anni ci difendono da una grande speculazione finanziaria, da un grande scempio ecologico, da una grande ingiustizia.
La lotta nonviolenta che da oltre 20 anni si sta portando avanti in Valle di Susa riguarda tutti, ma proprio tutti.

Fonte: http://www.notav.info/movimento/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni-chiediamo-a-tutti-un-appoggio-e-una-solidarieta-concreta/

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.

Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.

NO MUOS mobilitazione del 28 Settembre: il Partito Umanista c’è!

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Il Partito Umanista già dal Dicembre 2012, quale forza pacifista e nonviolenta, si è schierato al fianco dei cittadini e dei movimenti popolari NO-MUOS, denunciando la progressiva militarizzazione del Paese.

Il Partito Umanita questo Sabato 28 Settembre aderisce e partecipa al presidio di Milano contro la l’installazione del MUOS, per il disarmo, la pace, la tutela della salute.

Di seguito l’appello degli organizzatori:
Appello per una mobilitazione
Contro l’installazione del MUOS, per il disarmo, la pace, la tutela della salute
28 settembre h. 15.30
Giornata Nazionale Contro la Guerra
In contemporanea con la manifestazione nazionale di Palermo
Presidio davanti al Consolato USA
Via Principe Amedeo, 2/10 Milano (metro Turati)

Il M.U.O.S. ( Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari della marina militare americana ad altissima frequenza, dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra di cui una in Sicilia, a Niscemi (CL). Sarà utilizzato per coordinare in modo capillare i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota protagonisti delle guerre del nuovo millennio.
La costruzione di questo sistema non ha lasciato indifferente il popolo siciliano, che oggi lancia un grido d’allarme all’Italia intera. I cittadini di Niscemi lottano da tempo contro l’installazione della base militare nel silenzio delle Istituzioni, affermando il loro diritto alla pace, alla salute e all’autodeterminazione (si, le onde elettromagnetiche dei satelliti fanno male!). Negli ultimi due anni la lotta si è generalizzata ed estesa, dalla Sicilia alla Penisola, assumendo quei caratteri antimilitaristi che sono – o meglio, che dovrebbero essere – sanciti dalla Costituzione. Eppure, nonostante l’art. 11 preveda “il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, l’Italia è stata, e continua ad essere, la base strategica per le guerre del XXI secolo nel Mediterraneo.
La lotta non riguarda pertanto solo la Sicilia. Per chiunque creda che l’Italia non debba essere un Paese NATO per fare la guerra, la questione MUOS non può più essere liquidata come questione territoriale. Occorre prendere una netta posizione rispetto ad esso e, contro l’asservimento dei media e dei governi, esprimere un chiaro dissenso contro scelte che, come questa, condizionano il nostro futuro e quello dei popoli a noi vicini.
Questo appello è rivolto ai Cittadini, ai Sindacati, alle Associazioni democratiche e pacifiste, al mondo dei Movimenti, della Cultura e delle Arti perché si dia un segnale forte contro la presenza militare USA e NATO in Italia, contro i vari governi che con continuità e in contiguità hanno moltiplicato gli interventi bellici all’estero e le spese militari, perché si possa costruire un Mediterraneo Mare di Pace.

IL 28 SETTEMBRE SAREMO DAVANTI AL CONSOLATO AMERICANO PER RIBADIRE LE NOSTRE POSIZIONI:
CONTRO L’INSTALLAZIONE DEL MUOS E PER LO SMANTELLAMENTO DELLE 46 ANTENNE NRTF A NISCEMI
· PER LA SMILITARIZZAZIONE DELLA BASE DI SIGONELLA, OGGI PIATTAFORMA STRATEGICA USA
· CONTRO LE SPESE MILITARI, PERCHÉ S’IMPEDISCA L’ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35 DAL COSTO DI CIRCA 15 MILIARDI DI EURO, SOTTRATTI ALLE SPESE NECESSARIE ALL’OCCUPAZIONE, ALL’ISTRUZIONE, ALLA SANITA’ E AI SERVIZI SOCIALI
Invitiamo tutt* alla mobilitazione

Comitato NO MUOS Milano
per adesioni:
FB: https://www.facebook.com/nomuosmilano
email: nomuosmilano@gmail.com
sito internet ufficiale: www.nomuos.info

Petizione internazionale urgente su Fukushima

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A: Shinzo Abe, Primo Ministro del Giappone

Toshimitsu Motegi, Ministro dell’Economia, Commercio e Industria

Shunichi Tanaka, Presidente, Autorità di Regolamentazione Nucleare (NRA)

Petizione internazione urgente per un’azione immediata sugli scarichi radioattivi incontrollati dell’Impianto Nucleare della Tepco di Fukushima

•Questo non è chiaramente il momento giusto, in Giappone, di far ripartire gli impianti nucleari o l’esportazione della tecnologia nucleare

•L’oceano, fonte di vita, non deve essere ulteriormente contaminato

Con la presente petizione chiediamo al governo nazionale giapponese e agli enti collegati di intraprendere le seguenti misure.

1. Chiarire la responsabilità del governo giapponese relativamente agli scarichi radioattivi nell’oceano. Totale concentrazione sul modo di affrontare la questione, e sospensione di tutte le attività volte al riavvio delle centrali nucleari in Giappone e all’esportazione di reattori nucleari in altri paesi. I nuovi standard giapponesi delle norme di regolamentazione post-Fukushima non prendono in considerazione la possibilità di fuoriuscite radioattive incontrollate nell’oceano. Gli applicativi in elaborazione per il riavvio degli impianti nucleari in Giappone possono portare a ulteriori rilasci incontrollati e devono essere sospesi.

2. Implementare il massimo impegno per prevenire ulteriori contaminazioni del mare. Installare serbatoi più robusti e duraturi per lo stoccaggio dell’acqua contaminata al fine di evitare perdite. Lo scarico deliberato del contenuto dei serbatoi di acqua radioattiva nell’oceano non deve assolutamente essere consentito.

3. Riunire le conoscenze di esperti indipendenti che non abbiano interessi personali all’interno del Giappone e a livello internazionale (ad esempio competenze interne ed internazionali indipendenti) e garantirne la loro messa in pratica.

4.Assicurare la trasparenza. Effettuare tutte le riunioni governative riguardanti questo problema pubblico, comprese le riunioni del Comitato per le Contromisure alla Contaminazione degli Scarichi Radioattivi del Ministero dell’Economia, Commercio e Industria. Effettuare immediatamente una valutazione pubblica sulla proposta strategia della parete di ghiaccio.

5.Ritrattare le seguenti dichiarazioni fatte dal Primo Ministro Abe al Comitato Olimpico Internazionale (IOC): “La situazione è sotto controllo”, “Gli effetti degli scarichi (radioattivi) all’interno del porto dell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi sono completamente bloccati”.

Per aggiungere il tuo nome a questa petizione, completa per favore il seguente formulario.

Tutti i campi contrassegnati da * devono essere compilati.

Si prega di verificare le informazioni e cliccare Invio.

Termine della petizione: 9 ottobre

Gli scarichi radioattivi incontrollati nell’ambiente marino a seguito dell’incidente nucleare all’impianto Fukushima Daiichi della Tepco sono allarmanti. E’ essenziale intraprendere misure urgenti per fermare le perdite a livello di falda e affrontare l’alto livello di contaminazione che fuoriesce dai serbatoi di stoccaggio.

Questa situazione è così seria che si può quasi dire che è avvenuto un altro grave incidente.

Sono ancora da mettere in atto contromisure per contenere efficacemente la fuoriuscita dell’acqua utilizzata per raffreddare il combustibile fuso rimasto nei reattori. Ci sono seri dubbi circa l’efficacia tecnica ed economica della strategia del muro di ghiaccio proposta.

L’oceano, fonte della vita, non deve essere ulteriormente contaminato. Questa è un serio problema internazionale. Coloro che pescano per la propria sussistenza stanno alzando le loro voci con rabbia contro questa contaminazione degli oceani.

E ‘assolutamente evidente che la Tepco non è in grado di affrontare questa situazione. Ma il governo giapponese non sta prendendo di petto i problemi. Invece, le autorità di regolamentazione nucleare stanno stanziando la loro manodopera per processare applicazioni su utenze elettriche al fine di riavviare le loro centrali nucleari. Il Ministero dell’Economia e del Commercio continua a tenere incontri riservati a porte chiuse con l’industria, fornendo mercati alle imprese per ottenere contratti. Inoltre, il Primo Ministro Abe vola in giro per il mondo giocando a fare il bravo venditore per l’esportazione di reattori nucleari dal Giappone.

Per affrontare questa urgente situazione, il governo deve ora fare attivamente ricorso alle competenze internazionali e offrire il massimo sforzo per impedire ulteriori scarichi radioattivi incontrollati nell’oceano.

Viene considerata la possibilità di rilasciare parte della radioattività nell’oceano dopo il trattamento dell’acqua contaminata. Questo deve essere evitato a ogni costo. Non ci deve essere nessuna immissione deliberata nell’Oceano Pacifico.

Questo non è chiaramente il momento giusto, per il Giappone, di far ripartire gli impianti nucleari o l’esportazione di tecnologia nucleare.

Il Primo Ministro Shinzo Abe, quando ha affrontato la questione degli scarichi radioattivi presso il Comitato Olimpico Internazionale (IOC), ha dichiarato che “la situazione è sotto controllo”. “Gli effetti degli scarichi (radioattivi) ) all’interno del porto dell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi sono completamente bloccati”. Al contrario, l’acqua contaminata continua a perdere ogni giorno, le misure del governo per affrontare il problema sono tristemente inadeguate, e l’entità degli effetti degli scarichi radioattivi incontrollati sono sconosciuti. Le affermazioni del Primo Ministro Abe, pertanto, sono infondate.

Contatti:

Green Action

Suite 103, 22-75 Tanaka Sekiden-cho, Sakyo-ku, Kyoto 606-8203 Japan

E-mail: info@greenaction-japan.org

Organizzazioni che promuovono la petizione:

Green Action, Greenpeace Japan, FoE Japan, Mihama-no-Kai, Fukuro-no-Kai, Lawsuit Group to Shut Down the Ohi Nuclear Power Plant, The Nuclear Regulation Authority Citizen Watchdog

Ospedale San Jacopo РIl nastro tricolore ̬ stato tagliato.

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C’erano la banda, il coro, gli sbandieratori.
C’erano i politici, qualche tecnico.
C’erano i cittadini.
E c’erano le voci.
“Ma manca la roba, è pronto a metà. Perché hanno anticipato l’apertura?”
“Perché Rossi il 25 è in vacanza”
“No, perché stanno per arrestare … e questo avrebbe rovinato l’inaugurazione”

Solo voci, per carità, ma che dimostrano quanto il cittadino medio sia convinto che l’interesse principale non sia quello dell’utente.

E poi ci si chiede: “Ma se le idrovore smettessero di lavorare, in quanto tempo si riempirebbe d’acqua l’ospedale?”
“Ma perché non l’hanno fatto nell’area ex-Pallavicini?”
“Perché Rossi, presidente degli alluvionati, è così contento che abbiano costruito un ospedale in area di pertinenza fluviale?”
…in effetti, il rapporto del presidente con l’idrologia è un po’ dubbio (si veda la legge 21/2012 e cosa è consentito costruire in aree a rischio idraulico molto elevato).

Le domande continuano.
“Questi sono gli ascensori che hanno cambiato perché le barelle non ci entravano?”
“Ma il Brusigliano è sempre una fogna? Non dovevano ripulirlo prima di aprire l’ospedale?”

È stato quasi surreale un passaggio del discorso del presidente Rossi, dove si schierava nettamente a favore della sanità pubblica perché è un «bene comune, come l’acqua, l’aria, il clima; le amministrazioni devono tutelare i beni comuni contro le speculazioni, le privatizzazioni, …».
La memoria torna al referendum sull’acqua e a come il PD si fosse schierato nettamente contro, salvo fare un cambio di rotta all’ultimo momento per seguire il proprio elettorato (ricordiamo tutti la risposta di Veltroni a padre Zanotelli in merito all’acqua pubblica, no? E le posizioni di D’Alema, o del sindaco di Torino Chiamparino, o di quello di firenze Domenici, o di quello di Pistoia Berti…).
Per cercare un’opposizione alle privatizzazioni di aziende o servizi bisogna rivolgersi verso i movimenti, non certo verso i partiti, eppure… eppure dalle parole di Rossi sembra che il PD sia alfiere dei beni comuni.
Poi si torna nella realtà, e al centro commerciale legato da sempre indissolubilmente all’ospedale.
Si ripensa all’area sbandierata per comunale, ma per la quale si è dovuto comunque pagare.
O alla gestione privata per, come è stato ricordato, perdurerà per altri 19 anni.

È faticoso dovere, ancora una volta, mettere in fila tutte le criticità.
Ricorderemo solo, a titolo d’esempio, che la fogna Brusigliano ancora non è stata bonificata (tradendo quindi l’accordo di programma che prevedeva un rivoletto bucolico accanto al nuovo presidio ospedaliero) e anzi si programma di realizzarvi una cassa d’espansione per trattenere i liquami nel Bosco in Città (che da 10 anni avrebbe dovuto essere un parco cittadino); maggiori dettagli in merito quando avremo la possibilità di verificare il progetto nella sua completezza, documento promessoci il 12 giugno dall’architetto Bragagnolo, dirigente del Comune di Pistoia, in presenza dell’assessore Tuci.

Per ultimo un commento che mi è parso il più esemplificativo: «A sentir parlare loro sembra che vada tutto bene…»


Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia”
http://www.facebook.com/profile.php?id=100003619676657
http://perunaltrapistoia.blogspot.it/

Manifestazione contro la Cassa di espansione ai Laghi Primavera

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Bosco in citta’ e Brusigliano

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Tante domande senza risposta…una situazione incancrenita da anni e anni….un area verde da rivalorizzare…quali progetti per il futuro

Assemblea RIFIUTI ZERO

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ACQUA BENE COMUNE

È partita in Italia la raccolta delle firme online dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per l’acqua pubblica.
Clicca qui per firmare l’ICE – Acqua bene comune
Leggi qui che cos’è l’ICE
Leggi il testo della petizione
La petizione
L’acqua e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano! l’acqua è un bene comune, non una merce!

Esortiamo la Commissione europea a proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. La legislazione dell’Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Chiediamo che:

1.le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari;

2.l’approvvigionamento in acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle “logiche del mercato unico” e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione;

3. l’UE intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

clicca qui per firmare l’ICE – acqua bene comune

http://www.acquapubblica.eu/

NON E’ SOLO UN TRENO

    Nell’ambito delle occasioni di approfondimento di alcune tematiche – locali e nazionali – programmate da ” Per un’altra Pistoia “, è stato organizzato un

    INCONTRO

    sabato 15 settembre 2012 alle ore 16.30 sul tema

    NON E’ SOLO UN TRENO
    Il rapporto fra GRANDI OPERE e DEBITO pubblico

    le vere ragioni di opposizione al TAV in Valle di Susa (economiche, ambientali, … )

    con Claudio Giorno,
    un cittadino impegnato in una lunga lotta che ne parla dal di dentro

    L’incontro avverrà presso la
    Libera Officina Primo Maggio
    in via Argonauti 10

    terza traversa a destra di via S. Marco

(Claudio Giorno domenica 16 alle ore 10.00 sarà presente – con Luca Martinelli, Maurizio Landini, Corrado Oddi, Domenico Finiguerra, Fulvio Molena, Rete Rifiuti Zero – agli incontri dell’università estiva di ATTAC tenuti a Cecina Mare per intervenire sul tema :
I MOVIMENTI IN LOTTA PER UN ALTRO MODELLO SOCIALE)