Archivio: educazione

Sul “patto educativo” proposto dal governo: il bastone e la carota

carota.jpeg

Da buon intrattenitore del pubblico, il capo del governo Renzi, sta molto attento ad usare il meno possibile termini che possano avere il sapore del già detto e quindi annoiare la platea. Per cui avverte che la proposta che dovrebbe cambiare il sistema dell’istruzione in Italia non deve essere definita “riforma”, ma “patto educativo”.
A parte però questa quasi ossessiva attenzione allo stile comunicativo, ci sembra proprio che, rispetto alle cosiddette “riforme” del sistema scolastico proposte dai governi precedenti sin dalla fine degli anni ’80, questo “patto” sia in assoluta continuità con i dettami neoliberisti che vogliono la completa aziendalizzazione della scuola.
Inversamente proporzionale alla novità dello stile comunicativo è d’altro canto il metodo della proposta, che ricorda il vecchio sistema del bastone e della carota, che esiste da quando esiste lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Se infatti da una parte il patto educativo del nostrano mister Bean promette la carota rappresentata dall’assunzione di 150mila docenti precari entro il 2015, dall’altra agita il bastone del blocco delle condizioni salariali per nove anni, della sostituzione degli scatti di anzianità con i cosiddetti “scatti di competenza” di cui godrebbero solo i più meritevoli, della disponibilità a trasferirsi per lavoro, dell’introduzione della figura del preside-manager che sarà una specie di capo di un’impresa che sceglierà i docenti più adatti al suo progetto, così come farebbe un qualsiasi direttore di azienda.

In altre parole: se si vuole la stabilizzazione dei precari bisogna accettare che la scuola non sia più pubblica, ma definitivamente nelle mani di interessi privati.

Quando infatti si parla, per esempio, di premiare solo i docenti meritevoli, la domanda spontanea che sorge è: chi decide sul merito? Secondo quali parametri? Facilmente si può prevedere che i parametri di valutazione avranno come riferimento degli obiettivi il cui raggiungimento sarà la condizione necessaria per essere valutati come “meritevoli”. Altrettanto facilmente si può prevedere che i suddetti obiettivi saranno dettati non da interessi comuni, ma da interessi privati, col risultato finale voluto: formazione dei docenti e degli studenti al servizio delle aziende. Dove finirà, a questo punto, la libertà d’insegnamento?
Con l’accentramento del potere nelle mani di un preside-manager si conferma poi il quadro generale di annullamento progressivo della rappresentatività, come ben si evince dalle proposte dell’attuale governo riguardo alla legge elettorale. Con questo sistema educativo, che vorrebbe passare per nuovo ma che invece tanto ricorda la scuola dei nostri bisnonni, verranno premiati solo coloro che saranno disponibili, pur di lavorare e di guadagnare qualche decina di euro in più al mese, ad essere sfruttati.
Quali saranno, in sintesi, i risultati di questo “patto educativo” se verrà messo in atto?
– Centralizzazione del potere con conseguente cancellazione di qualsiasi potere decisionale da parte di chi lavora sul campo;
– Potenziamento della meritocrazia che, lungi dall’essere una possibilità di riscatto per i più poveri, ha già dimostrato di essere solo al servizio del mantenimento dello status quo;
– Strumentalizzazione del sistema educativo rendendolo subordinato ad un unico tipo di sapere, quello dettato dalle aziende, e quindi funzionale alla progressiva esclusione di coloro che non si adattano all’ordine sociale esistente.

Sarebbe necessaria una forte opposizione a questo progetto, soprattutto da parte dei sindacati, che dovrebbero sentirsi coinvolti in prima linea. E soprattutto non bisogna accettare la logica del bastone e della carota: la sacrosanta stabilizzazione dei precari è una necessità che non può essere subordinata all’accettazione di tutto il resto del “patto”. Una cosa è il diritto al lavoro, un’altra è la modifica del sistema educativo.
Chi alza i polveroni lo fa nella speranza di poter attaccare la potenziale preda approfittando della sua momentanea cecità. Ma non sempre funziona, perché il vento può cambiare.

Pareti di vetro per abbattere il soffitto di cristallo- incontro sulla violenza sulle donne-Art 11 Pace e Nonviolenza a Pistoia

volantino_legambiente_pistoia_03-ridotto.jpg

PIOVE SUL BAGNATO Aumentano le tasse universitarie per i “fuori corso”

Aumentano le tasse universitarie per i “fuori corso”:
PIOVE SUL BAGNATO

La musica non cambia: come i più cinici tra i politici anche nell’attuale governo hanno aspettato che si chiudesse l’attività universitaria per l’estate prima di rendere nota quest’altra proposta targata “spending review”: aumentare le tasse per gli studenti che non riescono a laurearsi nei tempi previsti dal normale ciclo di studi. Non basta cioè che, proprio per la loro condizione di “fuori corso”, questi studenti daranno più soldi all’università, tanti quanti saranno gli anni fuori corso, ma ogni anno dovranno sborsarne di più rispetto ai propri colleghi ancora in corso.
In altre parole: Viva la discriminazione!
Non potrebbe trattarsi di altro che non di discriminazione. A nessuno di coloro che hanno concepito quest’altra assurdità gli è venuta in mente una semplice domanda: Perché uno studente potrebbe non farcela a completare in tempo i suoi studi?
I motivi possono essere molteplici, ma molto spesso si tratta di improvvisi e imprevisti problemi personali che impediscono allo studente di potersi dedicare per il dovuto tempo e con la dovuta concentrazione allo studio.
E allora, con questo emendamento dei relatori al decreto per la spending review approvato dalla commissione Bilancio del Senato, il risultato è solo uno: piove sul bagnato.
Si sfruttano, cioè, le difficoltà di una percentuale non indifferente di studenti per fare cassa.
Roba da avvoltoi, in altre parole, che si scagliano su chi già è ferito, col serio rischio che chi è meno abbiente o più fragile potrebbe essere costretto a finire anzitempo i suoi studi.

Tutto questo è per l’ennesima volta anticostituzionale, ma soprattutto rappresenta una violenza di ordine sia economico che psicosociale, come violento risulta essere, d’altronde, gran parte del decreto per la spending review.

Violento come solo può esserlo chi non si chiede più il perché delle cose.

“Bruciare col napalm gli extracomunitari”: CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE DI LEGA NORD UMBERTO BALLABIO – FIRMA ORA

Vai a questo sito per firmare questa petizione e per dire no a questi razzisti xenofobi……..animali di merda

    4faaea632fe65.jpg

    Dopo le 1.000 firme raggiunte in nemmeno una settimana per le dimissioni di Mauro Aicardi, il consigliere comunale leghista di Albenga (Savona), che ha condiviso il pensiero-choc all’interno di un gruppo su Facebook scrivendo: “Per gli immigrati servono i forni” e che ora è indagato dalLa Procura, si pronuncia in maniera simile ma non meno allarmante e grave Umberto Ballabio, l’Assessore ai Servizi Sociali e Politiche Abitative di Comune di Giussano, Provincia di Monza e della Brianza – Regione Lombardia. dicendo: “Bruciare col napalm gli extracomunitari. Gli extracomunitari che non pagano andrebbero bruciati col napalm”.
    La dichiarazione choc è stata riportata dall’opposizione durante un Consiglio comunale mentre in aula si stava parlando delle case popolari e l’Assessore Ballabio è intervenuto dicendo che per gli stranieri morosi ci vorrebbe il napalm per bruciarli.
    Come quella di Aicardi a gennaio 2012 anche questa rappresenta una gravissima offesa per noi Immigrati che ci sentiamo anche Italiani perché studiamo. lavoriamo e paghiamo tutte le tasse onestamente in Italia contribuendo così ad un’Economia più ricca del paese, ad una cultura multietnica ed europea e di reciproco Rispetto. Questa frase del Consigliere comunale leghista del Comune di Giussano esprime un esplicito e profondo disprezzo e l’istigazione razziale nei nostri confronti.
    Per questo motivo chiediamo le immediate dimmisioni di Umberto Ballabio, l’Assessore ai Servizi Sociali e Politiche Abitative del Comune di Giussano.
    Obiettivo: Dopo una raccolta firme di almeno 1.000 firme si chiederanno le dimissioni del consigliere comunale leghista del Comune di Giussano Umberto Ballabio, altrimenti si farà una denuncia per la discriminazione verso gli Immigrati. Intanto chiediamo le sue dimissioni.
    Se non di dovesse dimettere si scriverà al Presidente delLa Repubblica Giorgio Napolitano per un suo eventuale intervento viste le sempre più presenti proposte della Lega nord identiche a quelle dei campi di concentramento in Auschwitz, un’epoca che segna una profonda vergogna umana finita, sperasi per sempre.
    Vi invito a firmare e condividere.
    Grazie.

    Aleksandra Matikj

    Genova,
    9 maggio 2012

Contro le liberalizzazioni dei negozi e contro le aperture festive

La Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia” esprime il suo sdegno per la rinnovata richiesta/proposta di mantenere gli esercizi commerciali aperti nei giorni festivi.
Il contratto del commercio è diventato in questi ultimi anni una vera giungla selvaggia, dove i diritti dei lavoratori sono sempre più calpestati, in nome del guadagno dei poteri economici forti, e guardando nella sua interezza, lo scopo è quello di attaccare tutti i diritti dei lavoratori, partendo da quelli più deboli.
Spalmando le aperture su tutta la settimana, feste comprese, aumentano le spese, e non i guadagni e i primi a subirne le conseguenze sono i negozi di vicinato (che poi sono i primi a reinvestire nell’economia della città).
I commessi sono prima di tutto persone, lavoratori, e non macchinette self service, e come lavoratori, come persone e padri o madri di famiglia, anche loro hanno il diritto di vivere le festività.
Ancor più che le festività non sono solo un momento per riposarsi, un momento per stare con la famiglia, per occuparsi della propria casa, ma contengono un alto valore sociale: una società coesa si riconosce nelle feste pubbliche e condivide i valori espressi in queste occasioni; limitare, fino al già paventato rischio di eliminare, feste civiche importanti come quella della Liberazione o del Lavoro significa togliere dignità ai valori di libertà, democrazia, conquista dei diritti che tali feste rappresentano.
Senza feste condivise non esiste la società.

La lista civica “Per un’altra Pistoia” denuncia, all’opinione pubblica, l’ennesima violazione di accordi e impegni presi dagli organi di questa amministrazione uscente con i propri cittadini

Nello specifico si continua a violare un protocollo d’intesa stipulato fra la direzione dei lavori pubblici del Comune di Pistoia e la Consulta del Volontariato del medesimo Comune; un organo costituito dalla quasi totalità delle associazioni di volontariato che operano nella realtà pistoiese.

Il protocollo in questione prevede che tutte le opere pubbliche sia in fase di realizzazione progettuale che in itinere e completamento dei lavori devono essere sottoposte al vaglio dell’organo suddetto per evidenziare eventuali criticità in riferimento al superamento di barriere architettoniche.

Tale patto d’intesa viene costantemente ignorato e di conseguenza calpestato. Opere importanti e costosissime sono state eseguite, di recente, omettendo tale obbligo, causando gravi disagi ai cittadini con difficoltà motorie; esempio tipico la realizzazione della “nuova porta” che presenta l’area di transito pedonale e “ciclabile” con tratti impercorribili da parte di persone che circolano su sedie a rotelle, a causa di una eccessiva pendenza che si presenta pericolosa anche per gli utenti sopra citati. Anche i lavori eseguiti all’incrocio di via Fiorentina con via Guicciardini per eliminare la presenza di semafori, sono stati realizzati senza attenersi alle disposizioni previste dal protocollo d’intesa con conseguenti disagi non solo a persone che circolano su sedie a rotelle o presentano gravi difficoltà di deambulazione, ma anche ai pedoni in genere. In tale area sono stati, infatti, costruiti marciapiedi con bordi molto alti e difficilmente si riesce ad intravedere rampe di accesso che consentono di salire e scendere da detti marciapiedi le persone che si muovono in carrozzina; l’unica sembra essere quella posta nei pressi dell’ingresso al supermercato Conad che è praticamente inutilizzabile a causa della presenza di un dispositivo voluminoso sormontato da un palo della luce che non ne consente il transito o tutt’al più lo rende estremamente difficoltoso nel passare con una carrozzina elettrica. Inoltre l’attraversamento di via Guicciardini in tale area è stato completamente impedito ai pedoni creando gravi disagi per costoro sia per accedere al supermercato sia per recarsi in centro. Analoghe “bravure” sono state attuate in via Cilegiole sbarrando letteralmente il transito ai pedoni in tale strada. Sembra che, con la crisi che c’è, i pistoiesi debbano spostarsi da un luogo ad un altro solo tramite veicoli motorizzati, poiché anche transitare in bicicletta diventa penoso. Sempre nell’area dell’incrocio in questione sono in fase di ultimazione di lavori, un sottopasso che dovrebbe consentire l’attraversamento, in piena sicurezza, a pedoni e cittadini con difficoltà motoria; per quest’ultimi verrà allestito un ascensore (si spera capiente per ospitare una carrozzina elettrica) che è inopportuno in tali contesti perché può rappresentare un serio pericolo, essendo in aree incustodite o non sorvegliate. Può capitare un guasto e rimanere bloccati in ascensore senza un tempestivo intervento specie se dovesse verificarsi nelle ore notturne potrebbe rappresentare una tragedia. La soluzione migliore sarebbe stata l’allestimento di una piattaforma elevatrice funzionale anche per superare la rapidità dei gradini da parte di persone anziane.

Non essendovi stata nessuna consultazione, a monte, non ci resta altro da fare che denunciare il danno, provocato essenzialmente da una concezione autarchica che ignora e calpesta la volontà popolare.

La nostra lista intende ridare al cittadino il ruolo di protagonista e principale artefice della costruzione civile e democratica della comunità di cui fa parte.

Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia”
http://www.facebook.com/profile.php?id=100003619676657
http://perunaltrapistoia.blogspot.it/

EQUITA’ E NON DISCRIMINAZIONE

equita-e-non-discriminazione-jpg.jpg

Luca Pecchioli

25 Novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne

donne.jpg

Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.
La scelta del 25 novembre, come data internazionale della lotta contro la violenza sulla donna nacque da un accordo delle partecipanti all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi -Bogotà 1981-, quando accettarono il sollecito della delegazione della Repubblica Dominicana che proponeva di rendere omaggio alle sorelle Mirabal*, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo.

STOP RAZZISMO

Siamo solidali con milioni di donne e uomini che nel mondo arabo stanno insorgendo per affermare libertà, dignità e la loro autodeterminazione contro i dittatori e il sistema degli Stati. Siamo solidali con la rivolte che esplodono in Cina per la difesa delle condizioni di vita contro lo Stato burocratico, totalitario e capitalista. Siamo solidali con le mobilitazioni che si sviluppano in diversi paesi contro l’oppressione. Siamo solidali con chi emigra per cercare un futuro migliore per sé e per i propri cari. Siamo solidali con vuole affermare diritti e bisogni calpestati da governi e padronato.

DIBATTITO SULLA LEGGE 40

h.jpg