Archivio: conferenza

Pena di morte e giustizia negli USA – parliamone con un protagonista

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OLTRE L’EURO

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Conferenza stampa di presentazione della lista del Partito Umanista

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Prato 4 Aprile 2014
Conferenza stampa di Presentazione lista e proposte Partito Umanista per le prossime elezioni comunali di Prato, indetta per sabato 5 Aprile alle ore 11,00 c/o il Bar della Libreria Sopratuttolibri in via G. Mazzoni 27

…Siiii…magari…!
La notizia non è una grande notizia, Il Partito Umanista candida una propria lista alle elezioni comunali del 25 maggio a Prato. Candidato sindaco uno sconosciuto Gallucci Gisberto. Un nuovo partito? No un partito in varie Nazioni nel mondo da 30 anni, ma comunque un piccolo Partito.
Non abbiamo nelle nostre liste personalità “illustri” della città, e non ci appoggia un “mago sociale” che ci dia visibilità e “credibilità”.
Siamo quelli che quando vengono lette le nostre proposte molti esclamano: “sii…magari…!!”.
Ma ci presentiamo alle elezioni, perchè riteniamo che ci sia ancora più bisogno di umanesimo e Prato, può essere un modello di questo nuovo mondo a cui aspiriamo.
Il pericolo maggiore per i pratesi è la possibilità che in consiglio comunale non ci sia nessun altra rappresentanza se non quella liberista, e degli interessi finanziari. Quindi ci presentiamo!
“Crediamo che sia il momento di spingere con forza per approvare una legge di Democrazia Reale e superare l’ipocrisia della democrazia formale. Ma da questa trappola della democrazia formale non c’è altra uscita se non col percorso che proponiamo, quello della lotta nonviolenta.
In questo momento, mentre poteri economici sovranazionali e organismi non elettivi dettano le politiche dei Paesi e si fa ogni giorno più evidente la sudditanza, o l’impotenza, della classe politica nei confronti di tali poteri, cresce tra i cittadini la necessità di partecipare direttamente alle scelte che li riguardano.
Il cittadino dovrà essere il soggetto centrale, coinvolto e consapevole, delle scelte che regoleranno la vita sua e del suo ambiente più immediato.
L’ambito in cui tale coinvolgimento potrà esprimersi meglio sarà”
Alcune proposte:
“ CI SARA’ PROGRESSO SOLO SE SARA’ DI TUTTI/E E PER TUTTI/E”
RIAPERTURA DEL MED COME STRUTTURA SANITARIA PUBBLICA! NESSUNA AGEVOLAZIONE A STRUTTURE SANITARIE PRIVATE! Creazione Ambulatori Medici Comunali, Abbassamento costo Farmaci tramite Opera Sociale Comunale. Strutture sportive pubbliche e accessibili a tutti.
NESSUN SOSTEGNO A SCUOLE E ASILI PRIVATI. ASILI NIDO GRATUITI E PER TUTTI!
Aumento insegnanti di sostegno. Ristrutturazione edilizia scolastica. Abbassamento costi materiale scolastico tramite L’Opera Sociale Comunale. Uso del museo Pecci come laboratorio delle arti per gli abitanti.
RIPUBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI! In primis dell’acqua rendendo effettivo il risultato del referendum, e anche di gas, energia elettrica, rifiuti, adottando strategia RIFIUTI 0. Trasporti Pubblici. Abbassando i costi delle bollette per la cittadinanza. No alla quotazione in borsa di Estra o della vendita ai privati.
ECONOMIA UMANISTA! Banca Comunale Senza Interessi, Incentivazione e Compartecipazione dei Lavoratori, Sviluppo e incentivo del Piccolo Commercio.
POLITICHE DI CONVERGENZA DELLE CULTURE! Nei posti di lavoro nei quartieri e nelle scuole, la diversità è una ricchezza per tutti. Politiche di accoglienza verso gli immigrati.
DEMOCRAZIA REALE! Forum di quartiere degli abitanti, legge responsabilità politica, Bilancio Partecipativo, Consultazione diretta degli abitanti tramite referendum propositivi.
Contatti: info@pu-prato.it | tel. 333.6052990 | fb Partito Umanista Prato

Oltre l’Euro. La sinistra, la crisi, l’alternativa. – Chianciano Terme 11/12 Gennaio 2014 –

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L’Unione Europea, che sull’onda della globalizzazione millantava di diventare la prima potenza mondiale, è oggi la zona maggiormente colpita dalla crisi. Le cure da cavallo dell’austerità non hanno curato il malato e, pur rischiando di ucciderlo, continuano ad essere adottate come unica via possibile. Le oligarchie, sostenute da politici collaborazionisti, agiscono con fede cieca, e davanti all’evidenza non vogliono ammettere il fallimento dell’euro.

Il Partito Umanista aderisce al convegno nazionale promosso dal Movimento Popolare di Liberazione e da Bottega Partigiana dal titolo “Oltre l’euro. La sinistra, la crisi, l’alternativa” che si terrà a Chianciano Terme in data 11-12 gennaio 2014 con lo scopo di comprendere la crisi e indicare possibili soluzioni.

Il convegno nasce dalla necessità di riunirsi per affrontare assieme la possibilità di un’uscita dall’euro con politiche economiche volte a salvaguardare la dignità e i diritti del popolo lavoratore con particolare attenzione alle fasce più deboli e sofferenti. Voci autorevoli dell’economia, del diritto, del mondo sindacale e politico da tempo impegnate nella divulgazione di un’uscita dalla crisi con una visione fondata sull’uguaglianza sociale, ci illustreranno e si confronteranno per trovare soluzioni alternative all’austerità e al neoliberismo.

In vista del convegno di Chianciano abbiamo avviato una discussione pubblica sulla via d’uscita dal marasma in cui si trova il nostro paese, affinché sia possibile la costituzione di un fronte comune delle forze “sovraniste-democratiche”. Bottega Partigiana e il Movimento Popolare di Liberazione propongono come base di questa discussione il Manifesto da essi recentemente condiviso. Questa discussione è già iniziata nella sezione Officina Cultura di Bottega Partigiana e su Sollevazione.

“Oltre l’Euro. La sinistra, la crisi, l’alternativa.” conta la presenza di:

Bruno Amoroso (Economista, Presidente del centro studi Federico Caffé)
Marino Badiale (Professore ordinario di analisi matematica all’Università di Torino)
Luciano Barra Caracciolo (Magistrato, membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa)
Ugo Boghetta (Direzione Nazionale PRC)
Emiliano Brancaccio (Economista, Università degli Studi del Sannio) -in collegamento Skype-
Sergio Cesaratto (Economista, Università degli studi di Siena)
Valerio Colombo (Gruppo di studio politico-economico Bottega Partigiana)
Giorgio Cremaschi (Portavoce Ross@)
Norberto Fragiacomo (Portavoce Bandiera Rossa)
Diego Fusaro (Filosofo, Università San Raffaele Milano)
Nino Galloni (Economista, Collegio dei sindaci dell’Inps)
Claudio Martini (Gruppo di studio politico-economico Main-Stream e Bottega Partigiana)
Leonardo Mazzei (Segreteria Nazionale MPL)
Warren Mosler (Economista Centro per la Piena Occupazione e la Stabilità dei Prezzi, Università del Missouri-Kansas City)
Moreno Pasquinelli (Segreteria Nazionale MPL )
Marco V. Passarella (Economista, Università di Leeds) -in collegamento Skype-
Andrea Ricci (Economista, Università di Urbino)
Ernesto Screpanti (Economista, Università di Siena)
Fabrizio Tomaselli (Segretario Nazionale USB)
Gennaro Zezza (Economista, docente presso l’Università di Cassino)

Per informazioni e partecipazione clicca qui
http://www.bottegapartigiana.org/show_article.aspx?id=-299100269

ART 11 – Disabilità e società nel corso della storia

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Egidia Beretta Arrigoni presenta il libro IL VIAGGIO DI VITTORIO

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ART 11 – Verdaj Papagoj – Presentazione del libro di Gino Strada “PAPPAGALLI VERDI”

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ART 11 Mostra fotografica “Palestina ieri ed oggi” -proiezione del film “Tomorrow’s land”

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Discorso di Evo Morales alla plenaria del Summit ONU di Rio+20

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Discorso di Evo Morales Ayma, Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia, Seduta Plenaria della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio +20, Rio de Janeiro, 21 giugno 2012
L’ECONOMIA VERDE È IL NUOVO COLONIALISMO PER SOTTOMETTERE I NOSTRI POPOLI
“Approfitto di questa opportunità per ricordare che noi popoli del sud oggi festeggiamo il nostro capodanno andino amazzonico. Festeggiamo l’Inti Raymi, in quechua Festa del Sole, Willka kuti in aymara, il ritorno del padre Sole. Sono gli orologi cosmici che, ci insegnano, marcano i secoli della Madre Terra.
Oggi in Bolivia è giorno festivo. Festeggiamo il Capodanno Andino Amazzonico.
Auguri ai popoli del sud e specialmente ai movimenti indigeni originari.
20 anni fa il vertice organizzato qua in Brasile è stato importante per fare una profonda riflessione sulla vita, sull’umanità, tenendo conto del nostro pianeta Terra.
Mi ricordo, come dirigente sindacale, il grande messaggio di un grande saggio, Fidel Castro, presidente e comandante di Cuba rivoluzionaria. Che ci diceva? Ci diceva di far finire la fame. No alla fame. Esistono i debiti ecologici, non i debiti esteri.
Passano 20 anni, ora bisogna condonare i debiti del sistema capitalista e quell’uomo aveva proprio ragione ad affermare che si devono pagare i debiti ecologici e non i debiti esteri.
A questo punto sentiamo che (nei) paesi del sistema capitalista i debiti sono impagabili, mentre nei paesi cosiddetti poveri o in via di sviluppo abbiamo una situazione migliore di prima.

Perciò in questa conferenza sento che è importante fare profonde riflessioni tenendo in considerazione le generazioni future. Ne stiamo discutendo. Ieri già abbiamo ascoltato sull’ “economia verde”. In sintonia con i movimenti sociali del mondo, specie del movimento indigeno: che intendiamo per “economia verde”? L’ambientalismo dell’”economia verde” è il nuovo colonialismo per sottomettere i nostri popoli e i governi anticapitalisti.
L’ambientalismo del capitalismo è un nuovo colonialismo a partita doppia, è un colonialismo verso la natura che rende merci le fonti naturali di vita ed è un colonialismo verso i paesi del sud che caricano sulle loro spalle la responsabilità di proteggere l’ambiente distrutto dall’economia capitalista industriale del nord.
L’ambientalismo rende merce la natura, ogni albero, ogni pianta, ogni goccia d’acqua ed ogni essere della natura diventa merce sottoposta alla dittatura del mercato. La dittatura del mercato privatizza la ricchezza e socializza la povertà.
L’ambientalismo usurpa la creatività della natura, che è un patrimonio comune di tutti gli esseri viventi che esistono, e lo espropria per lucro privato.
In nome della cura della natura, l’ambientalismo è una strategia imperiale che quantifica ogni fiume, ogni lago, ogni pianta, ogni prodotto naturale e lo traduce in denaro, in guadagno imprenditoriale e lo mette temporaneamente da parte in attesa del momento migliore in cui quell’appropriazione privata può dare maggior reddito economico. L’ambientalismo, misurando l’utilità della natura in denaro, colonizza la natura stessa, dal momento che converte la fonte di vita di tutte le generazioni in un bene privato a beneficio di alcune persone.
Perciò l’ambientalismo è solo un modo di realizzazione del capitalismo distruttore, un modo graduale e scaglionato di distruzione mercificata della natura, ma l’ambientalismo del capitalismo è pure un colonialismo predatore perché permette che gli obblighi che hanno i paesi sviluppati di preservare la natura per le future generazioni siano imposti ai paesi in via di sviluppo, mentre i primi si dedicano in modo implacabile a distruggere mercificando l’ambiente, i paesi del nord si arricchiscono in mezzo a un’orgia depredatrice delle fonti naturali di vita e obbligano noi paesi del sud a essere i loro guardaboschi poveri.
Vogliono eliminare la nostra sovranità sulle nostre risorse naturali limitando e controllando i nostri utilizzi e sfruttamenti. Vogliono creare meccanismi d’intromissione per monitorare, giudicare e controllare le nostre politiche nazionali, vogliono giudicare e punire l’uso delle nostre risorse naturali con argomenti ambientalisti.
Vogliono uno Stato debole con istituzioni deboli e sottomesse affinché gli regaliamo le nostre risorse naturali com’è sempre stato nella nostra storia.
Perciò è importante questa profonda riflessione in questa conferenza internazionale in cui ci sono rappresentanti del mondo. Siccome il capitalismo promuove la privatizzazione e la mercificazione della biodiversità e l’affare delle risorse energetiche, arrivo alla seguente conclusione: per il capitalismo e per il colonialismo che usano l’ecologismo in questa conferenza, la vita non è un diritto.
Signori presidenti, non è possibile che la cosiddetta civiltà di 200 o 300 anni possa distruggere la vita armonica che hanno vissuto i popoli indigeni per oltre cinquemila anni. Questa è la profonda differenza che esiste tra l’occidente e i paesi del sud e in particolare i movimenti sociali che vivono in armonia con la Madre Terra.
Un piccolo contributo dalla Bolivia: in Senato, due giorni fa, è stata approvata la Legge della Madre Terra e dello Sviluppo Integrale per Vivere bene. L’obiettivo è vivere bene per mezzo dello sviluppo integrale e in armonia con la Madre Terra per costruire un società giusta, imparziale, solidale e senza povertà.
Per raggiungere lo sviluppo integrale abbiamo bisogno di realizzare in modo complementare i seguenti diritti:
i diritti della Madre Terra,
i diritti dei popoli indigeni,
il diritto dei poveri a superare la povertà
il diritto del popolo boliviano a vivere bene,
il diritto e l’obbligo dello Stato allo sviluppo sostenibile
Non possiamo svilupparci senza toccare la natura né svilupparci distruggendo le natura. Per questo la nostra legge propone la complementarità dei diritti. Oltre a questo, la nostra legge crea anche l’Ente Plurinazionale di Giustizia Climatica per gestire l’adattamento, la mitigazione climatica e creare un fondo nazionale di giustizia climatica.
Una piccola esperienza vissuta fin ora, di recupero delle nostre risorse naturali, e che in Bolivia ci ha fatto migliorare abbastanza la nostra economia.
Tre esempi: l’impresa più grande dei boliviani, la Giacimenti Petroliferi Nazionali Boliviani (YPFB), nel 2005 rendeva solo 300 milioni di dollari; dopo la nazionalizzazione degli idrocarburi, in brevissimo tempo ha migliorato la nostra economia, e quest’anno la nostra impresa YPFB vale circa 3.500 milioni di dollari. Grazie alla lotta del popolo boliviano e grazie all’obbedire all’ordine di nazionalizzare le nostre risorse naturali. Sappiamo di essere un paese piccolo, chiamato paese povero, in via di sviluppo, che le nostre riserve internazionali nel 2005 erano di 1.700 milioni di dollari, quest’anno stiamo arrivando a 13.000 milioni di dollari di riserve internazionali.
Gli investimenti pubblici in Bolivia nel 2005, prima che io arrivassi alla Presidenza, erano di 600 milioni di dollari, e il 70% dei 600 milioni di dollari erano crediti o donazioni. Quest’anno gli investimenti pubblici sono programmati per oltre 5.000 milioni di dollari.
Potrete immaginarvi come sia cambiata l’economia dopo che abbiamo recuperato o nazionalizzato gli idrocarburi, da 600 a oltre 5.000 milioni di dollari.
È così importante recuperare le nostre risorse naturali! Con molto rispetto per i Paesi, Stati Africani e di tutto il mondo: recuperino o nazionalizzino le loro risorse naturali, le risorse naturali dei popoli che sono sotto la pressione degli Stati e non possono essere un affare delle multinazionali.
Oltre a questo, altra esperienza vissuta è che i servizi di base non possono essere affare privato. In Bolivia erano privatizzate anche le telecomunicazioni, l’acqua. Dopo essere arrivati alla Presidenza, abbiamo iniziato a recuperare. E questa forma di recupero è un obbligo dello Stato e non una privatizzazione, un affare delle multinazionali. Ci aiuta a risolvere i problemi più importanti in Bolivia.
Care compagne e cari compagni qua presenti, sarebbe importante pensare veramente alle future generazioni e questo lo vedo solo facendola finita con modelli di saccheggio, depredatori, facendola finita con il sistema capitalista. Il capitalismo non è affatto una soluzione, ora mi dispiace molto dire che ho analizzato seriamente e ho seguito seriamente la cosiddetta “economia verde”, e ripeto ancora una volta che è il nuovo capitalismo per sottomettere i popoli antimperialisti e anticapitalisti. Per questo bisogna riflettere molto per il bene delle future generazioni.
Moltissime grazie”.

Evo Morales Ayma – Presidente della Bolivia
Plenaria, Conferenza Onu Rio +20, Rio de Janeiro, 21 giugno 2012

Presentazione Comitato Pistoiese contro il nucleare

vi comunico che, a causa di concomitanti conferenze stampa che vedranno occupare i giornalisti locali, la conferenza stampa di venerdì 15/04 alle ore 12 è stata rinviata a data da destinarsi.

Con la presente, convoco la prossima riunione per il giorno mercoledì 20/04 alle ore 21.30 c/o Via dei Cancellieri,30.

Il Comitato contro il nucleare, di cui il Partito Umanista Pistoia è sostenitore, si presenterà ufficialmente venerdì 15/04 alle ore 12.00
c/o la libreria Lo Spazio di via dell’Ospizio a Pistoia.

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