Archivio: beni comuni

CENA DI AUTOFINANZIAMENTO COMITATO ACQUABENECOMUNE PISTOIA E VALDINIEVOLE

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Venerdì 13 Febbraio alle ore 20 faremo la mega cena da GIGI del MULO
Via Mosino 2 Agliana

il Menù è a sorpresa come sempre quello che è certo quando si viene via la trippa è piena vegani vegetariani e carnivori li mangiano tutti.
la spesa è di 15,00 euro
è gradita la prenotazione senno prepara per 100 e ci tocca mangiare tutto
chiamare o SMS a 3396134081 rosanna
saluti
Rosanna crocini

Il programma del Forum Europeo 2014 – Oltre l’euro l’alternativa c’è

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Siamo oramai alle porte del Forum europeo (Assisi 20-24 agosto 2014). Un’occasione straordinaria per conoscere, confrontarsi e organizzarsi in vista di un’alleanza che, oltre a dire no all’euro e al neoliberismo, si batta per la giustizia sociale, la fratellanza e la liberazione dei popoli.
Presentiamo il programma definitivo delle giornate del Forum.

Per il programma completo clicca qui

Italicum, ovvero il lupo perde il pelo ma non il vizio

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    La legge elettorale italicum è profondamente sbagliata. I partiti di maggioranza sono così determinati a portare a casa il risultato da essere diventati una vera e propria carica di cavalleria sulla volontà dei cittadini. Stanno travolgendo tutto ciò che trovano davanti a sé, infischiandosene allegramente della volontà popolare. Ormai la discussione squisitamente dedicata alle percentuali di torta, percentuali che verranno generosamente distribuite a loro stessi.
    Nel dibattito in generale si sentono opinioni pro e contro maggioritario. Vale la pena quindi approfondire molto di più la discussione perché è in gioco il nostro futuro.
    Perché logica vuole che la sostituzione di un modello non condiviso apra la strada al metodo elettorale che veramente può portare il cambiamento in Parlamento. Ovviamente la nostra scelta cade nel proporzionale puro, quindi senza sbarramenti, con la possibilità di scelta dei candidati sulla scheda. Ma vediamo cosa c’è sotto la punta dell’iceberg.

    Ormai molte voci autorevoli dicono apertamente che l’eliminazione della scelta dei candidati è un metodo elettorale che limita fortemente la democrazia. Questo è talmente palese che pure alcuni dei partiti presenti in parlamento ci sono arrivati; soprattutto per lo scontento che arrivava dagli “elettori”, ovvero noi gente comune.

    Ma c’è un altro aspetto anche più pesantemente antidemocratico della negazione delle preferenze: gli sbarramenti. Sono proprio questi ultimi che impediscono il normale svolgimento della democrazia. Sono, inoltre, le firme obbligatorie raccolte tramite pubblici ufficiali (a pagamento) che impediscono o limitano, nel migliore dei casi, la presentazione di nuovi soggetti politici. Se veramente vogliamo immaginare dei cambiamenti è anche naturale che questi cambiamenti siano portati da movimenti e soggetti politici nuovi; essi nascono piccoli e vanno via via ingrandendosi e raccogliendo alla fine così tanti consensi da entrare in Parlamento. Con lo sbarramento, però, cambia tutto. Se guardiamo i numeri, infatti, è evidente che uno sbarramento, per esempio, al 4% corrispondente a circa 1.200.000 voti ed è un limite assurdo per semplici cittadini.

    Per semplificare, a titolo di esempio, questa soglia potrà essere raggiunta da alcuni tipi di movimenti:
    a) movimenti che nascono da soggetti (spesso singoli individui) dotati di una particolare quantità di ricchezza in grado di ottenere spazi mediatici e fare grandi campagne elettorali con mezzi economici privati.

    b) movimenti che nascono da soggetti influenti nella società (es. artisti, imprenditori, ecc.) che costruiscono la loro fortuna intorno a un leader che già aveva in partenza un potere mediatico.

    c) movimenti lobbystici in cui gruppi d’interesse trasversali si uniscono per influenzare direttamente la politica raccogliendo ingenti quantità di fondi per le elezioni.

    Sono solo degli esempi, però sono molto aderenti a quello che è successo in questi ultimi anni. Risulta più chiaro adesso spiegare quale sia stato fin dall’inizio il disegno del bipolarismo: eliminare alla radice qualunque forma di dissenso più radicale, tagliando le gambe ai comuni cittadini che si presentino per entrare in Parlamento; poco importa quale sia la matrice all’origine del soggetto politico. In ultima analisi in politica non contano neanche più le idee o la militanza, contano i mezzi (i soldi) con i quali si riesce a ripetere all’infinito (mediante i massmedia) la propria idea.

    Tutto questo potrà essere anche opinabile, ma di fatto quello che si è cercato di fare e si sta facendo, ancora una volta, è fermare la democrazia, impedendo la partecipazione alle elezioni e nel Parlamento sia alle minoranze, sia ai nuovi soggetti politici che portano la novità nelle istituzioni. In questo senso, per dovere di cronaca, il ruolo del M5S risulterà particolarmente ipocrita, nella misura in cui non lotti per eliminare ogni sbarramento e ogni tipo di impedimento (raccolta firme) che limita la partecipazione dei cittadini alla politica.
    C’è da chiedersi come si intenderebbe combattere il nemico (la casta) se si usano poi le stesse armi. C’è da chiedersi come si fa a fare una campagna mediatica piangendo davanti alle telecamere perché bisogna raccogliere le firme anche solo per presentarsi ad un elezione; per un movimento piccolo e nuovo sarebbe effettivamente come scalare l’Empire State Building a mani nude in un giorno di pioggia. Sinceramente, proprio non si capisce perché il M5S voglia obbligare tutti gli altri movimenti, piccoli o nuovi, a percorrere la stessa via crucis. Questo comportamento può essere guidato solo dal calcolo politico, dall’ipocrisia e dalla convenienza immediata.

    Se ragioniamo in questi termini di reale limitazione della democrazia della sovranità dei cittadini capiamo anche benissimo il metodo renzellum, che probabilmente sostituirà il porcellum. Dopo aver alzato il ponte levatoio del castello assediato con un bello sbarramento all’8% (ma solo per i partiti che si presentano da soli e che guarda caso saranno quelli che veramente vorrebbero cambiare qualcosa), verrà dato un premio di maggioranza con doppio turno alle coalizioni che superano il 37%. Ovvero: danno un premio a se stessi! Il metodo è una bufala in cui il doppio turno diventa un’illusione ottica. Una scelta apparente in un contesto in cui non potremo scegliere più niente tra tante opzioni di uno stesso sistema. Alla faccia della democrazia.

    Quindi, cari elettori, state attenti: è in arrivo un’altra fregatura. Non è certo eliminando le rappresentanze di tutte le minoranze, non è certo impedendoci (di fatto) di presentare nuovi soggetti politici, che si crea una nazione dove tutti potranno vivere meglio. Al contrario, aumenterà l’astensionismo e lo scollamento tra la politica e i cittadini. Aumenterà, purtroppo, la delusione generale: diminuirà la sovranità dei cittadini, che sembra essere il vero scopo di questa nuova legge elettorale. Andiamo verso periodi turbolenti in cui sarà sempre più necessario il cambiamento; questa è la strategia con cui vogliono impedirci di portare nuove proposte e nuove facce dentro il palazzo.

    Non è certo con la riproposizione di una variante aggraziata (ma neanche molto) del porcellum che si potranno minimamente cambiare le cose. Solo con il proporzionale puro, come deciso dalla consulta e come indicato, non a caso, anche dalla nostra costituzione, si può avere uno strumento per sperare di riacciuffare la sovranità ormai parzialmente perduta. Il Partito Umanista ha sempre proposto e continua a sostenere l’unica legge elettorale giusta: il proporzionale puro.

APPELLO A TUTTI I NO TAV D’ITALIA “Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni. Chiediamo a tutti appoggio e solidarieta’ concreta”

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Diffondiamo questo appello, poiché da sempre appoggiamo la lotta del Movimento No Tav: persone comuni che da oltre 20 anni ci difendono da una grande speculazione finanziaria, da un grande scempio ecologico, da una grande ingiustizia.
La lotta nonviolenta che da oltre 20 anni si sta portando avanti in Valle di Susa riguarda tutti, ma proprio tutti.

Fonte: http://www.notav.info/movimento/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni-chiediamo-a-tutti-un-appoggio-e-una-solidarieta-concreta/

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.

Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.

Finalmente esce in Italia il libro “Oltre il capitalismo Economia Mista” – in anteprima al convegno di Chianciano 11-12 gennaio 2014

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L’opera è rivolta a lettori non specialisti; l’interesse è quello di introdurli nel mondo dell’economia nel modo più semplice possibile, presentando nuovi punti di vista che possano rappresentare un contributo alla ricerca di un sistema economico al servizio dell’essere umano.

“L’Economia Mista è un sistema poggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale in cui gli pseudo-rappresentanti del popolo non sono altro che soci e complici del potere economico.”

“In una democrazia partecipativa lo Stato non sarà un ente slegato dagli individui, ma diventerà una sorta di Stato Coordinatore, una specie d’intelligenza sociale che veglierà sugli interessi dell’insieme.”

“In un Sistema di Economia Mista lo Stato garantirà l’uguaglianza di opportunità, senza che la capacità economica sia sinonimo di potere sulle persone e senza che il benessere economico sia sinonimo di una sfrenata corsa consumista.”

“Oggi più che mai, di fronte all’irrazionalità dei mercati, che non solo portano all’emarginazione delle maggioranze, ma tendono anche all’implosione dello stesso sistema capitalista, è necessario fondere l’interesse sociale e l’interesse economico in un nuovo sistema, in cui lo Stato sia responsabile delle necessità della gente e della direzione dell’economia, mentre la gente si farà carico del funzionamento e della direzione dello Stato.”

NO MUOS mobilitazione del 28 Settembre: il Partito Umanista c’è!

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Il Partito Umanista già dal Dicembre 2012, quale forza pacifista e nonviolenta, si è schierato al fianco dei cittadini e dei movimenti popolari NO-MUOS, denunciando la progressiva militarizzazione del Paese.

Il Partito Umanita questo Sabato 28 Settembre aderisce e partecipa al presidio di Milano contro la l’installazione del MUOS, per il disarmo, la pace, la tutela della salute.

Di seguito l’appello degli organizzatori:
Appello per una mobilitazione
Contro l’installazione del MUOS, per il disarmo, la pace, la tutela della salute
28 settembre h. 15.30
Giornata Nazionale Contro la Guerra
In contemporanea con la manifestazione nazionale di Palermo
Presidio davanti al Consolato USA
Via Principe Amedeo, 2/10 Milano (metro Turati)

Il M.U.O.S. ( Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari della marina militare americana ad altissima frequenza, dotato di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra di cui una in Sicilia, a Niscemi (CL). Sarà utilizzato per coordinare in modo capillare i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota protagonisti delle guerre del nuovo millennio.
La costruzione di questo sistema non ha lasciato indifferente il popolo siciliano, che oggi lancia un grido d’allarme all’Italia intera. I cittadini di Niscemi lottano da tempo contro l’installazione della base militare nel silenzio delle Istituzioni, affermando il loro diritto alla pace, alla salute e all’autodeterminazione (si, le onde elettromagnetiche dei satelliti fanno male!). Negli ultimi due anni la lotta si è generalizzata ed estesa, dalla Sicilia alla Penisola, assumendo quei caratteri antimilitaristi che sono – o meglio, che dovrebbero essere – sanciti dalla Costituzione. Eppure, nonostante l’art. 11 preveda “il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, l’Italia è stata, e continua ad essere, la base strategica per le guerre del XXI secolo nel Mediterraneo.
La lotta non riguarda pertanto solo la Sicilia. Per chiunque creda che l’Italia non debba essere un Paese NATO per fare la guerra, la questione MUOS non può più essere liquidata come questione territoriale. Occorre prendere una netta posizione rispetto ad esso e, contro l’asservimento dei media e dei governi, esprimere un chiaro dissenso contro scelte che, come questa, condizionano il nostro futuro e quello dei popoli a noi vicini.
Questo appello è rivolto ai Cittadini, ai Sindacati, alle Associazioni democratiche e pacifiste, al mondo dei Movimenti, della Cultura e delle Arti perché si dia un segnale forte contro la presenza militare USA e NATO in Italia, contro i vari governi che con continuità e in contiguità hanno moltiplicato gli interventi bellici all’estero e le spese militari, perché si possa costruire un Mediterraneo Mare di Pace.

IL 28 SETTEMBRE SAREMO DAVANTI AL CONSOLATO AMERICANO PER RIBADIRE LE NOSTRE POSIZIONI:
CONTRO L’INSTALLAZIONE DEL MUOS E PER LO SMANTELLAMENTO DELLE 46 ANTENNE NRTF A NISCEMI
· PER LA SMILITARIZZAZIONE DELLA BASE DI SIGONELLA, OGGI PIATTAFORMA STRATEGICA USA
· CONTRO LE SPESE MILITARI, PERCHÉ S’IMPEDISCA L’ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35 DAL COSTO DI CIRCA 15 MILIARDI DI EURO, SOTTRATTI ALLE SPESE NECESSARIE ALL’OCCUPAZIONE, ALL’ISTRUZIONE, ALLA SANITA’ E AI SERVIZI SOCIALI
Invitiamo tutt* alla mobilitazione

Comitato NO MUOS Milano
per adesioni:
FB: https://www.facebook.com/nomuosmilano
email: nomuosmilano@gmail.com
sito internet ufficiale: www.nomuos.info

No alle privatizzazioni! Lo Stato deve re-industrializzare l’Italia e proteggere il proprio Paese

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Come fatto in Grecia ed in Portogallo, dove sono state vendute all’estero aziende strategiche per il Paese (come quelle per le telecomunicazioni, energetiche e molte altre), ora Letta vuole dare un “segnale forte” al Mondo, “venite pure a comprare le aziende italiane!”.
Letta preseguirà la campagna di svendite come fece Prodi negli anni ’90 e di cui sappiamo il tragico risultato, ovvero creare una massa enorme di disoccupati, dipendere maggiormente dalle importazioni, perdere conoscenze ed autonomia, togliere gli utili di queste aziende dalle casse dello Stato e regalarli ad aziende estere ed in definitiva togliere il futuro ed il presente a chi vive in Italia.

La vendita delle aziende in Grecia e Portogallo ha peggiorato la situazione già disastrosa in cui versano, ora ormai a livello di emergenza umanitaria, grazie alle regole dell’EuroZona e dell’austerità; per cui la ricetta proposta da Letta sappiamo già dove porta, al baratro del Paese.

La ricetta di Monti già ci ha messo al ciglio del baratro ed ora quella di Letta ci darà l’ultimo calcio per cadervici dentro completamente.

Quello che serve è re-industrializzare l’Italia che è stata negli ultimi 25 anni de-industrializzata su pressione di altri Governi di altri Paesi Europei che hanno determinato le regole dell’EuroZona svantaggiose per l’Italia, Spagna, Portogallo,Irlanda, Grecia ed anche Francia.

Il Governo Italiano è uno strumento del popolo italiano e deve rappresentare gli interessi del Paese, se questo non avviene ne consegue che non siamo più in una democrazia.

Dato che i vincoli imposti da alcuni Governi di alcuni Paesi europei attraverso la commissione europea hanno determinato lo sfacelo dell’industria, del lavoro, della qualità della vita sopratutto nei Paesi del Sud dell’EuroZona, ed anche della maggioranza del popolo tedesco ed olandese, sono vincoli illegali da non considerare; per cui l’Italia dia il buon esempio, attui politiche espansive, di investimento verso l’industria, i giovani, il lavoro, la sanità , l’ambiente, la tutela del territorio ritornando ad essere sovrana sul proprio territorio.

Sono da abbandonare immediatamente le direttive guida imposte dalla commissione europea , che sono: i divieto ad avere un debito pubblico oltre il 60%, il tetto del 3% del deficit, divieto di immettere liquidità nel sistema. Questi dogmi hanno sacrificato milioni di famiglie ed aziende e diritti in Europa, rivelandosi una “ricetta” disastrosa e criminale.

Manifestazione contro la Cassa di espansione ai Laghi Primavera

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Compartecipazione dei lavoratori nelle aziende e banca statale senza interessi per uscire dal baratro!

Centinaia di migliaia di lavoratori ed imprenditori stanno rimanendo senza lavoro, profitto, sostentamento, ne diritti. Per evitare questa deriva serve l’unione tra i lavoratori e gli imprenditori, in aggiunta ad una Banca Statale senza interessi.

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foto manifestazione sindacato UAW che detiene il 40% di Chrysler

Oltre all’ 11,2% di disoccupazione, dato ufficiale a Novembre 2012 (sicuramente in peggioramento), ci sono un Milione di lavoratori in cassa integrazione (tra ordinaria, straordinaria ed in deroga), di cui 500 Mila a zero ore. I lavoratori usciti dalle aziende nel 2013 avranno esaurito il periodo di cassa integrazione, saranno quindi disoccupati a tutti gli effetti. Gli inattivi (ovvero coloro che non cercano più un impiego ma sono disponibili a lavorare) già nel 2011 erano l’11%.
Inoltre ci sono 3 Milioni di lavoratori precari (dipendenti a termine e collaboratori con vari contratti flessibili). Questi dati sono sempre in crescita, né si capisce perché la tendenza dovrebbe invertirsi.

Siamo di fronte ad una vera e propria guerra economica alla quale viene dato il nome di “crisi”. I media servono a dis-informare i cittadini, mentre la finanza con la connivenza del potere politico, ci ha sferrato da tempo un attacco mortale: si trasferisce denaro dell’economia reale verso la finanza. Così si assorbe risorse dal nostro Stato, da aziende e famiglie verso i mercati internazionali speculativi. Così annienta anche la democrazia togliendoci la sovranità e sbarrando di fatto ogni accesso al potere di parte dei cittadini.

Questa concentrazione di ricchezza finanziaria in poche mani, genera disoccupazione e povertà tra i lavoratori e demolisce gli imprenditori delle piccole e medie imprese, facendoli fallire; li si sottomette alle altalene del mercato gestito dai grandi capitali, facendoli indebitare a tassi usurai, con gli stessi grandi capitali che gestiscono la Banca.

E’ necessaria l’unione dei lavoratori e degli imprenditori per opporsi a questo processo di concentrazione, cercando alternative che consentano loro di sopravvivere, mentre la società nel suo insieme cerca di risolvere la radice delle contraddizioni di questo sistema inumano che distrugge tutto.

Bisogna dare ai lavoratori la possibilità di partecipare alla direzione dell’azienda, questo eviterebbe che i profitti prendono la strada della speculazione, permettendo il rinvestimento e la diversificazione nell’azienda stessa.

Inoltre, si deve permettere ai lavoratori di partecipare agli utili, così da poter divenire anche proprietari dell’azienda stessa. Se i lavoratori sono anche proprietari dell’azienda, quando un robot sostituisce un essere umano nel processo produttivo, quel lavoratore deve poter continuare a partecipare agli utili e alla gestione dell’azienda stessa.

Mentre lavoratori e imprenditori si uniscono compartecipando, è importante, che lo Stato crei una Nuova Banca Centrale Italiana senza Interessi, con filiali in tutti i comuni, che finanzia lo sviluppo e ponga termine al controllo dell’economia da parte dei capitali speculativi, che si stanno impadronendo di tutto, smantellando di fatto la speculazione e l’usura della banca privata.

Nel contempo è importante che venga fatta una legge per la democrazia reale, e venga ristrutturata l’organizzazione politica in uno Stato Coordinatore decentrato dove i cittadini abbiamo forti strumenti di decisione diretta, proposta e controllo dei propri rappresentanti e funzionari. La democrazia diretta si applicherà anche alla gestione amministrativa delle strutture sanitarie ed educative dovrà essere decentralizzata e controllata da parte dei cittadini e degli utenti di tale strutture.

Assemblea RIFIUTI ZERO

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