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Sulla nuova legge elettorale – Comunicato stampa – Per un Altra Pistoia

COMUNICATO
La nuova legge elettorale ha iniziato il suo iter con l’approvazione in Parlamento dei primi punti fondanti.
La nostra valutazione in proposito è assolutamente negativa e si basa su alcuni convincimenti che qui sintetizziamo: la nostra Costituzione è stata costruita subito dopo la caduta del regime fascista ed ha conseguentemente avuto aspetti essenziali:
– è nata dall’accordo fra le migliori menti di diverse ideologie;
– ha rispettato le minoranze (si veda il ruolo di Calamandrei);
– ha organizzato un chiaro bilanciamento dei poteri che potesse troncare ogni tentativo di tornare all’assolutismo.

Tutto ciò per costruire una vera democrazia di forma e di sostanza.

L’attuale disegno di legge elettorale scalza tutto l’impianto suddetto:
– nega le preferenze (eppure già c’era stato un referendum in proposito, ora del tutto disatteso);
– le soglie d’accesso raddoppiate e il premio di maggioranza distorcono in modo sostanziale la volontà degli elettori;
– impedisce l’espressione dei piccoli partiti (con meno dell’8 % il partito non passa; in coalizione con meno del 4.5% il gruppo non entra);
– impone il bipartitismo e conduce a formare una maggioranza artificiale controllata da un partito unico;
– elimina una camera con la scusa del risparmio quando si potrebbe raggiungere lo stesso scopo tagliando gli emolumenti di senatori e deputati (ovviamente anche di dirigenti vari, ma questo è un argomento che andrebbe trattato a sé, vedasi il concetto di eguaglianza);
– è stato concordato con una persona condannata in via definitiva e interdetta da incarichi pubblici.

È per noi molto strano che gli italiani non reagiscano energicamente visto quanto sta accadendo.

Per un Altra Piatoia

Giù le mani dalla Banca degli Italiani!

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Se venisse approvato il decreto (133/2013), Bankitalia rimarrà solo nominalmente pubblica, lo Stato italiano non potrà influire sul suo funzionamento e la sua attività potrà essere plasmata dai suoi azionisti privati che in buona parte potranno essere soggetti esteri.

Questo impedirà qualsiasi uso per il nostro Paese delle nostre 2500 tonnellate d’oro (circa 100 miliardi) , oro che molto probabilmente le banche estere che entreranno nella Banca d’Italia, useranno per tenere in piedi il sistema Euro.
In sintesi Banca d’Italia molto probabilmente sarà di fatto come una filiale di Bundesbank.

Vogliono legarci mani e piedi nella caduta a picco del sistema Euro, cercando di toglierci ogni possibilità di riprenderci la sovranità monetaria e di abbandonare la follia di questa Unione di Schiavi Europei immolati nel nome dell’Euro.

La proposta del Partito Umanista non è solo di fermare la conversione del decreto in legge. Proponiamo una direzione opposta: che si ritorni alle funzioni che la Banca d’Italia aveva prima della sua separazione dal Tesoro. Questo comporterà la possibilità del Governo, di attuare politiche economiche grazie alla gestione della moneta.

Denunciamo la malafede e i metodi violenti che continua ad utilizzare il PD ed il governo, sui cittadini italiani, ricattando gli italiani dicendo , tramite alcuni suoi componenti, che “o si (s)vende Bankitalia o devono pagare la seconda rata dell’IMU”.
Questo metodo violento viene continuamente attuato per forzare il consenso verso provvedimenti che continuano ad andare contro gli interessi del Paese.

Ringraziamo vivamente l’opposizione del M5S e di altre forze rispetto alla svendita della Banca d’Italia.

Concordiamo con la petizione che sta proponendo Lista Civica Italiana che giustamente afferma:
“è incostituzionale che il Governo, che ai sensi dell’art. 77 della Costituzione può decretare d’urgenza solo in casi eccezionali, “infili” in questo decreto sull’ IMU anche il tema della Banca d’Italia e dell’alienazione degli immobili.”

Condividiamo pienamente questa analisi di Lista Civica Italiana:

Bisogna procedere con grande cautela quando si tocca la Banca d’Italia, istituzione che detiene il patrimonio di tutti – ribadiamo “di tutti” – i cittadini italiani

Parte del patrimonio aureo della Banca d’Italia (circa 100 miliardi di euro) nasce dai tempi del fascismo in cui le famiglie italiane si privarono dell’oro per cederlo allo Stato o è il risultato dei proventi di quando la banca batteva moneta e dell’attività monetaria che oggi ancora esercita nell’ambito dell’Eurosistema per conto della collettività dei cittadini e ne reinveste gli utili.

Purtroppo, dopo la privatizzazione del 1990 le banche (di diritto pubblico) che detenevano legalmente le quote di Banca d’Italia sono diventate “private” e ciò oltre a generare una situazione di illegalità è fonte di un forte conflitto di interessi perché nel consiglio d’amministrazione della Banca d’Italia, che decide la destinazione degli utili agli azionisti, siedono appunto gli azionisti stessi…
E’ ora di sanare questa anomalia italiana. Fermiamo il decreto-legge!

Mobilitiamoci per le strade, le piazze e su web contro questa esproprio ad opera della finanza!

APPELLO A TUTTI I NO TAV D’ITALIA “Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni. Chiediamo a tutti appoggio e solidarieta’ concreta”

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Diffondiamo questo appello, poiché da sempre appoggiamo la lotta del Movimento No Tav: persone comuni che da oltre 20 anni ci difendono da una grande speculazione finanziaria, da un grande scempio ecologico, da una grande ingiustizia.
La lotta nonviolenta che da oltre 20 anni si sta portando avanti in Valle di Susa riguarda tutti, ma proprio tutti.

Fonte: http://www.notav.info/movimento/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni-chiediamo-a-tutti-un-appoggio-e-una-solidarieta-concreta/

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.

Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.

La Guerra dell’Euro

di Valerio Colombo – 23 dicembre 2013 –

La crisi attuale viene vista da più fonti soprattutto come “economica” anche se delle sue conseguenze si dice che siano paragonabili a quelle di una guerra: non sto parlando di entità eterodosse, o rivoluzionarie, ma di Confindustria: http://www.corriere.it/economia/12_giugno_28/confindustria-crisi-come-guerra_8f70e77c-c0fc-11e1-a4a5-279d925cad5b.shtml
Ed Abi: http://www.asca.it/news-Crisi__Sabatini_(Abi)__caduta_Pil_Italia_pari_a_quella_di_una_guerra-1277366-ECO.html
E di molte altre fonti, e non recentemente, come per esempio l’Aspen Insititute tanto caro al premier Letta: https://www.aspeninstitute.it/aspenia-online/article/la-guerra-delleuro

Spesso si sente dire dall’esperto di statistica di turno, che le conseguenze economiche sono paragonabili “a quello che è successo nella II guerra mondiale” o anche… “peggio di quello che è successo nella II guerra mondiale”.
Tutta una serie di analogie in cui si parla della guerra come fenomeno dalle stesse conseguenze, ma la crisi continua ad essere presentata come economica e di tipo “ciclico”, scatenatasi a partire dall’esplosione della bolla finanziaria del 2008… e – per giustificare il fatto che sta colpendo in particolare il nostro paese – il massimo che i mezzi di informazione riescono a fare è tirare in mezzo il “debito pubblico” troppo alto e tutta una serie di altri luoghi comuni.

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Fuori tutti

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C’è qualcosa che non quadra. La Corte costituzionale ha giudicato incostituzionale l’attuale legge elettorale pronunciandosi negativamente su due punti che sin dall’inizio avevano suscitato non poche perplessità: il premio di maggioranza assegnato, senza alcuna soglia, alla coalizione che avesse raccolto più voti e le liste bloccate per tutti i parlamentari, estirpando dalle mani degli elettori il potere di decidere direttamente i propri rappresentanti tramite il voto di preferenza.

A questo punto sorge spontanea una domanda: se questa legge elettorale oggi viene giudicata incostituzionale, perché questo avviene solo dopo ben 8 anni dal suo varo e non è stata invece subito bloccata nel 2005, prima che venisse trasformata da disegno a legge dello stato?
Per ben tre volte, nel 2006, nel 2008 e nel 2013 siamo stati costretti a votare con un regolamento che non rispetta la Costituzione. Per ben tre volte si è insediato un Parlamento i cui componenti non avevano alcun diritto di occuparne i seggi. Ci è voluto un pool di avvocati che presentasse un ricorso alla Corte per far rispettare la Costituzione. Perché?

C’è, a nostro avviso, qualcosa che non funziona nelle istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto della nostra Carta fondamentale ogni qualvolta c’è una legge che sta per essere approvata.
Come possiamo, noi cittadini, sentirci sicuri di essere in uno stato realmente democratico, se coloro che, direttamente o indirettamente, abbiamo eletto sono i primi a dimenticare, ogni volta che fa loro comodo, che esiste una Costituzione?
Questa vicenda rappresenta un altro segnale che il cuore dello stato è malato e chi può curarlo non può essere certo chi lo ha fatto ammalare.

Si ritorni al più presto al sistema proporzionale senza alcuna soglia di sbarramento o premio di maggioranza. Come passo successivo si dovranno aggiungere strumenti di Democrazia Diretta, fondamentali per consentire ai cittadini di diventare Sovrani, come tra l’altro suggerisce la Costituzione.
Da 8 anni è in atto una vera e propria occupazione illegittima del Parlamento. Fuori tutti e subito.

Stampare moneta è un reato? Non per la Banca Centrale!

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E’ notizia di questi giorni l’ipotesi dell’FMI , che se si effettuasse un prelievo forzoso del 10% sulla ricchezza delle famiglie europee, si riuscirebbe a donare ai creditori quanto gli Stati hanno accumulato in debiti ulteriori tra oggi ed il 2007.
Ci chiediamo per quale ragione la BCE viene a chiedere a noi cittadini il 10% della nostra liquidità quando già per noi scarseggia, e avendone già “creata” a piene mani per le banche presenti nell’Euro Zona e ancora ne può creare!

Il Partito Umanista aderisce al manifesto di Bottega Partigiana

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Il Partito Umanista si ritrova nei principi di Bottega Partigiana che ricalcano i principi del Nuovo Umanesimo, in particolare nei punti:
– “affinché il nostro impegno contribuisca a costruire una società il cui sistema economico sia al servizio dell’essere umano”
– “Vogliamo contribuire al risveglio delle coscienze individuali e collettive incentivando e promuovendo buone pratiche di cooperazione e partecipazione, affinché si possa attivare un processo che porti a sviluppare una nuova cultura politica fondata su valori che mettano al centro l’essere umano e l’ambiente in cui vive.
– “Vogliamo un futuro dove vengano superate tutte le forme di violenza, discriminazione e individualismo. Vogliamo uno Stato che possa garantire una vita libera e dignitosa, affinché venga abolita la logica spietata del profitto, che presuppone l’alienazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.”

Ribellatevi al razzismo strisciante

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Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli otto milioni e mezzo di elettori che hanno votato per il Movimento 5 Stelle rispetto agli argomenti che Grillo e Casaleggio hanno usato per sconfessare i parlamentari dello stesso movimento che hanno presentato un emendamento che cancella il reato di clandestinità.
Sicuramente una parte consistente di tale elettorato proviene dalla sinistra e, in quanto tale, sarebbe sicuramente d’accordo alla cancellazione di un reato tanto caro alla destra xenofoba.

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Un’altra strage…perché?

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A pochi giorni dalla strage di Ragusa, un altro massacro di migranti si è consumato nelle acque di Lampedusa: un barcone con più di 500 persone, dopo lo sviluppo di un incendio a bordo, naufraga nei pressi dell’isola dei Conigli. Centinaia sono le persone che mancano all’appello. In 25 anni quasi 20mila migranti sono morti annegati, tentando in modo disperato di fuggire proprio da quella morte che nei rispettivi paesi d’origine li avrebbe colti, o per la fame o per la guerra.
Perché?
Perché tante persone devono essere costrette a fuggire?
Perché l’allontanamento dalle proprie terre, che già presuppone uno stato notevole di sofferenza, deve avvenire in questo modo, rischiando la propria vita su imbarcazioni assolutamente insicure e per giunta stracolme?

No alle privatizzazioni! Lo Stato deve re-industrializzare l’Italia e proteggere il proprio Paese

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Come fatto in Grecia ed in Portogallo, dove sono state vendute all’estero aziende strategiche per il Paese (come quelle per le telecomunicazioni, energetiche e molte altre), ora Letta vuole dare un “segnale forte” al Mondo, “venite pure a comprare le aziende italiane!”.
Letta preseguirà la campagna di svendite come fece Prodi negli anni ’90 e di cui sappiamo il tragico risultato, ovvero creare una massa enorme di disoccupati, dipendere maggiormente dalle importazioni, perdere conoscenze ed autonomia, togliere gli utili di queste aziende dalle casse dello Stato e regalarli ad aziende estere ed in definitiva togliere il futuro ed il presente a chi vive in Italia.

La vendita delle aziende in Grecia e Portogallo ha peggiorato la situazione già disastrosa in cui versano, ora ormai a livello di emergenza umanitaria, grazie alle regole dell’EuroZona e dell’austerità; per cui la ricetta proposta da Letta sappiamo già dove porta, al baratro del Paese.

La ricetta di Monti già ci ha messo al ciglio del baratro ed ora quella di Letta ci darà l’ultimo calcio per cadervici dentro completamente.

Quello che serve è re-industrializzare l’Italia che è stata negli ultimi 25 anni de-industrializzata su pressione di altri Governi di altri Paesi Europei che hanno determinato le regole dell’EuroZona svantaggiose per l’Italia, Spagna, Portogallo,Irlanda, Grecia ed anche Francia.

Il Governo Italiano è uno strumento del popolo italiano e deve rappresentare gli interessi del Paese, se questo non avviene ne consegue che non siamo più in una democrazia.

Dato che i vincoli imposti da alcuni Governi di alcuni Paesi europei attraverso la commissione europea hanno determinato lo sfacelo dell’industria, del lavoro, della qualità della vita sopratutto nei Paesi del Sud dell’EuroZona, ed anche della maggioranza del popolo tedesco ed olandese, sono vincoli illegali da non considerare; per cui l’Italia dia il buon esempio, attui politiche espansive, di investimento verso l’industria, i giovani, il lavoro, la sanità , l’ambiente, la tutela del territorio ritornando ad essere sovrana sul proprio territorio.

Sono da abbandonare immediatamente le direttive guida imposte dalla commissione europea , che sono: i divieto ad avere un debito pubblico oltre il 60%, il tetto del 3% del deficit, divieto di immettere liquidità nel sistema. Questi dogmi hanno sacrificato milioni di famiglie ed aziende e diritti in Europa, rivelandosi una “ricetta” disastrosa e criminale.