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Il “LIBERO MERCATO” uccide anche a Prato

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Morti, morti cinesi, morti lavoratori a basso costo, morti esseri umani, morti come si muore in Bangladesh e in Pakistan nelle fabbriche che producono per grandi marchi europei della moda, morti come si muore in Cina, nelle grandi fabbriche che producono per le multinazionali occidentali, morti come si muore in occidente nei cantieri e nelle aziende, morti come gli operai della Tyssenkrup, come i morti del e per l’Ilva, morti come quei disperati che non riescono a trovare un posto di lavoro per “colpa della crisi” e la fanno finita.
Così muoiono anche a Prato, esseri da produzione, non più esseri umani, esseri senza diritti, esseri che servono al “mercato globale” nel nome della crescita economica, muoiono come i morti degli effetti collaterali delle “guerre umanitarie”.
I Responsabili hanno nome e cognomi, sono tutti coloro che adorano “IL MERCATO”, sono coloro che “IL MERCATO REGOLERÁ TUTTO”, sono coloro che “IL MERCATO È LA SOLA MEDICINA”.
Sono gli stessi che invocano la chiusura delle frontiere, che urlano la parola “DEGRADO…” , facendo comunque il gioco del “MERCATO”, accusando sempre lo “straniero” del degrado delle città e dell’aumento della disoccupazione e della povertà. Sono gli stessi che fanno produrre ai cinesi a basso costo per fare guadagni maggiori alla faccia se queste persone non hanno nessun diritto e vivono ammassaati come topi in capannoni che a volte non sono messi a regola dagli stessi proprietari.
Alzeranno ancora la loro voce stridula, faranno qualche controllo, faranno qualche multa, non metteranno mai in discussione il modello di società basato sul massimo profitto del MERCATO a Prato come in altre parti del mondo. Non chiederanno che i lavoratori cinesi abbiano accesso ai diritti fondamentali per i lavoratori, non chiederanno che le delocalizzazioni delle aziende, vedi TNT Traco, non siano fatte lì dove i diritti e i salari sono più bassi. Si faranno portavoce del “MERCATO”, chiedendo più concorrenza, quindi meno diritti, meno sicurezza e meno salario.
Non abbiamo bisogno della loro ipocrisia.
Non c’è possibilità di uscire da questa situazione se non mettiamo in discussione alla radice un sistema basato sul denaro come massimo valore. Oramai il sistema è in crisi, stà mangiando tutto e finirà per mangiare se stesso. Le tragedie aumenteranno proprio perchè i valori su cui si basa la società sono falsi e antiumanisti.
Proponiamo di discutere insieme di come possiamo mettere le nostre vite e un modello sociale in una direzione umana, proprio per superare questo momento di forte crisi in cui ci troviamo. Proponiamo la legalizzazione di tutti gli immigrati cinesi e non, proponiamo l’uscita dalla clandestinità, proponiamo che siano creati commissioni italo-cinesi per far conoscere i diritti che i lavoratori avrebbero. Proponiamo anche un modello diverso di produzione e di sistema economico, non basato sul massimo profitto per gli imprenditori, ma la massima compartecipazione dei lavoratori e degli mprenditori sulle decisioni e sui profitti di impresa.
Proponiamo che a Prato e non solo sia abolito il “LIBERO MERCATO LIBERISTA”.
Partito Umanista Prato

Un’altra strage…perché?

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A pochi giorni dalla strage di Ragusa, un altro massacro di migranti si è consumato nelle acque di Lampedusa: un barcone con più di 500 persone, dopo lo sviluppo di un incendio a bordo, naufraga nei pressi dell’isola dei Conigli. Centinaia sono le persone che mancano all’appello. In 25 anni quasi 20mila migranti sono morti annegati, tentando in modo disperato di fuggire proprio da quella morte che nei rispettivi paesi d’origine li avrebbe colti, o per la fame o per la guerra.
Perché?
Perché tante persone devono essere costrette a fuggire?
Perché l’allontanamento dalle proprie terre, che già presuppone uno stato notevole di sofferenza, deve avvenire in questo modo, rischiando la propria vita su imbarcazioni assolutamente insicure e per giunta stracolme?

No alle privatizzazioni! Lo Stato deve re-industrializzare l’Italia e proteggere il proprio Paese

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Come fatto in Grecia ed in Portogallo, dove sono state vendute all’estero aziende strategiche per il Paese (come quelle per le telecomunicazioni, energetiche e molte altre), ora Letta vuole dare un “segnale forte” al Mondo, “venite pure a comprare le aziende italiane!”.
Letta preseguirà la campagna di svendite come fece Prodi negli anni ’90 e di cui sappiamo il tragico risultato, ovvero creare una massa enorme di disoccupati, dipendere maggiormente dalle importazioni, perdere conoscenze ed autonomia, togliere gli utili di queste aziende dalle casse dello Stato e regalarli ad aziende estere ed in definitiva togliere il futuro ed il presente a chi vive in Italia.

La vendita delle aziende in Grecia e Portogallo ha peggiorato la situazione già disastrosa in cui versano, ora ormai a livello di emergenza umanitaria, grazie alle regole dell’EuroZona e dell’austerità; per cui la ricetta proposta da Letta sappiamo già dove porta, al baratro del Paese.

La ricetta di Monti già ci ha messo al ciglio del baratro ed ora quella di Letta ci darà l’ultimo calcio per cadervici dentro completamente.

Quello che serve è re-industrializzare l’Italia che è stata negli ultimi 25 anni de-industrializzata su pressione di altri Governi di altri Paesi Europei che hanno determinato le regole dell’EuroZona svantaggiose per l’Italia, Spagna, Portogallo,Irlanda, Grecia ed anche Francia.

Il Governo Italiano è uno strumento del popolo italiano e deve rappresentare gli interessi del Paese, se questo non avviene ne consegue che non siamo più in una democrazia.

Dato che i vincoli imposti da alcuni Governi di alcuni Paesi europei attraverso la commissione europea hanno determinato lo sfacelo dell’industria, del lavoro, della qualità della vita sopratutto nei Paesi del Sud dell’EuroZona, ed anche della maggioranza del popolo tedesco ed olandese, sono vincoli illegali da non considerare; per cui l’Italia dia il buon esempio, attui politiche espansive, di investimento verso l’industria, i giovani, il lavoro, la sanità , l’ambiente, la tutela del territorio ritornando ad essere sovrana sul proprio territorio.

Sono da abbandonare immediatamente le direttive guida imposte dalla commissione europea , che sono: i divieto ad avere un debito pubblico oltre il 60%, il tetto del 3% del deficit, divieto di immettere liquidità nel sistema. Questi dogmi hanno sacrificato milioni di famiglie ed aziende e diritti in Europa, rivelandosi una “ricetta” disastrosa e criminale.

No agli F35 – Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 22 luglio

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DA Pressenza Italia

Signor Presidente, giorni fa ho presentato una mozione relativa all’acquisto, da parte del governo italiano, dei cacciabombardieri F35.

Poiché, come ha ricordato il consigliere Calise nell’ultimo consiglio, è molto difficile poter discutere in aula delle mozioni visto che, per regolamento, hanno la precedenza le delibere di giunta, mi vedo costretta ad usufruire di questi 5 minuti per manifestare il mio pensiero, che so condiviso da molti consiglieri e consigliere.

Purtroppo il Senato ha approvato pochi giorni fa l’acquisto di 90 F35 per una spesa iniziale compresa tra i 13 e i 17 miliardi di euro.

Contro il programma dei caccia F35 nei mesi scorsi c’è stata una grande mobilitazione popolare che ha visto la sottoscrizione da parte di oltre trecentomila cittadini/e (in pochissimi giorni) di una richiesta per sospendere un acquisto che oltre ad andare contro l’articolo 11 della Costituzione (verranno acquistati caccia bombardieri che in tutta evidenza NON hanno una funzione difensiva) si dimostra del tutto irresponsabile nei confronti di un paese in piena crisi economica.

Solo pochi giorni fa sono stati comunicati i dati allarmanti degli italiani che si trovano sotto la soglia di sopravvivenza: secondo l’Istat sono oltre nove milioni e mezzo i poveri nel nostro paese.

La disoccupazione, in particolare giovanile ma non solo (sta crescendo anche quella delle donne e dei perdenti lavoro ultra cinquantenni) è allarmante.

Un governo che taglia i fondi agli enti locali (e noi ne sappiamo qualcosa) che taglia le pensioni, le prestazioni sanitarie, i fondi per la scuola e la cultura, che non finanzia il riordino idrogeologico del territorio o la ristrutturazione degli edifici scolastici, si permette di investire 14 miliardi di euro per un programma messo in discussione da moli altri paesi.

La Germania ed il Canada ci hanno rinunciato. La Gran Bretagna ne ha ridotto il numero: da 130 a 20. Danimarca, Australia, Turchia hanno sospeso il programma.

Con il costo di un solo caccia bombardiere F35 (circa 130 milioni di euro) si potrebbero costruire 387 asili nido e i relativi circa 3.500 posti di lavoro, oppure mettere in sicurezza 258 scuole o aiutare 14.742 famiglie con disabili anziani.

Questo consiglio comunale si è già espresso per la riduzione dei caccia bombardieri. Spero che Lei Signor Presidente si faccia tramite verso il Presidente del Consiglio e il Parlamento di questa denuncia.

E’ vero che i parlamentari che hanno votato a favore di questi strumenti di distruzione e di morte lo hanno fatto in maniera legale, ma gran parte dei cittadini e delle cittadine pensano che la loro votazione sia illegittima, sì perché molti dei votanti erano stati eletti su un programma politico che prevedeva la sospensione degli F35 e poi perché la loro decisione oltre a non rispettare la volontà degli italiani va assolutamente contro la nostra Costituzione che, fino a prova contraria, deve essere la base di ogni atto parlamentare.

Il Partito Umanista Internazionale ripudia il sopruso europeo nei confronti del governo boliviano

4 luglio 2013 –
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Davanti all’atteggiamento colonialista e imperialista dei paesi della Nato (diretti dagli Stati Uniti), che hanno bloccato il volo dell’aereo del governo boliviano, in cui viaggiava il presidente Evo Morales Aymá, il Partito Umanista Internazionale ripudia questo sopruso ed esprime la sua solidarietà al popolo e al governo dello stato plurinazionale boliviano e al suo presidente Evo Morales.
Il blocco dell’aereo presidenziale boliviano fa parte di una serie di provocazioni nei confronti dei paesi latinoamericani e dei Caraibi. Si tratta, come ha detto Morales, di un’aggressione all’America Latina. Il tentativo della polizia britannica di penetrare nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e quello di sequestrare la fregata «Libertad» (nave scuola della Marina argentina) sono i precedenti di queste provocazioni disegnate negli Stati Uniti ed eseguite docilmente dai loro alleati della Nato.
Qualsiasi aereo presidenziale gode dell’immunità assoluta in base al diritto consuetudinario, recepito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulle immunità giuridiche degli stati e dei loro beni (2004) e dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia. Per questo la Bolivia ha denunciato all’ONU la Spagna, la Francia, l’Italia e il Portogallo, accusandoli di aver violato i “diritti fondamentali” di Evo Morales.

Partito Umanista Internazionale

Per un’altra Pistoia: “Si è intrapresa la strada del presidenzialismo”

La Lista Civica Per un’altra Pistoia interviene per commentare le recenti vicende politiche nazionali:

“La Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia” si riconosce nelle parole di Ugo Mattei: il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione e la deve rispettare alla lettera.
Napolitano l’ha interpretata in maniera opinabile in più occasioni:

• quando ha dato mandato al Governo dei tecnici nel 2011 anziché indire nuove elezioni;
• quando ha preteso da Bersani che cercasse di costituire il Governo con garanzie di solidità non previste;
• quando, ignorando i molteplici tentativi di elezione del Capo dello Stato che in passato hanno raggiunto numeri elevati di scrutini (23 con Leone), ha imposto la risoluzione immediata accettando un rinnovo del mandato assolutamente anomalo.
La Costituzione prevede una separazione dei poteri per evitarne l’accentramento, mentre ad oggi si intraprende (in maniera anche poco velata) la direzione di un presidenzialismo, sostenendo l’opportunità di modifiche costituzionali.

Il PD, non sostenendo la candidatura di Rodotà, ha affossato uno specchiato garante dei diritti dei cittadini e prospetta oggi un Governo con il PDL a tutela dei mercati, un Governo che di fatto esclude il gruppo maggiormente votato; il M5S e i suoi elettori non sono quindi ritenuti degni di considerazione.

Lasciano sgomenti le esternazioni dei Parlamentari che ogni giorno si stupiscono delle reazioni dei cittadini (“Mai avrei immaginato di essere contestato», «La base non l’ho sentita», …), confermando come una «alta politica» sia del tutto sconnessa dai suoi stessi elettori.

Citando Altan:
«Poteva andare anche peggio.»
«No.»

DISTRUGGERE NON SERVE. SERVE “SOLO” CAMBIARE – il Partito Umanista e la legge sulla responsabilità politica: l’intervista

Pubblicato da Manuela Donghi su http://panepolitica.overblog.com

Gli italiani urlano, anche la politica urla ma aspetta. Occorre un atto di responsabilità, ora più che mai. Noi lo stiamo aspettando e penso sia apprezzabile anche la pazienza e il rigore dei cittadini, che senza troppo scalpore o clamore, attendono di vedere cosa succederà in Parlamento. Ecco uno dei significati di responsabilità: “possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione”. Un atto che necessita slancio e passione e soprattutto cambiamento e voglia di modificare i pezzi del puzzle quando ci si accorge che questo stesso puzzle, così com’è, non si riesce a terminare. Come quando si guarda una cosa e ammettendo l’errore, perché errare humanum est, si conviene che “no, così non va”. E si ricomincia.
Qualcosa forse è già cambiato e qualcosa forse cambierà. Più forze tutte insieme possono risolvere i vuoti che ci stanno preoccupando. Nell’interesse generale dobbiamo ascoltarci di più.
Noi cittadini dobbiamo metterci nei panni della classe politica (e lo stiamo facendo egregiamente), e i politici devono mettersi nei panni nostri. Siamo sempre lì. Il segreto è più partecipazione. Un po’ la mission di panepolitica e un po’ quello che leggerete, se avete dieci minuti di tempo, nell’intervista che segue. Spulciando qua e là mi ha molto colpita la proposta di legge di responsabilità politica che nel 1999 ha avanzato il Partito Umanista. In quegli anni forse, per il momento storico differente rispetto a quello attuale, non è stata presa in considerazione, ma ora più che mai, sembrerebbe in linea con i nostri desideri e le nostre aspettative.

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POLITICI LICENZIABILI CON LA “LEGGE DI RESPONSABILITÀ POLITICA”

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Gli eletti devono essere vincolati al mandato ricevuto dagli elettori
Il 4 marzo 1999 il Partito Umanista presentò alla Camera dei Deputati una proposta di Legge di Iniziativa Popolare, corredata da oltre 50.000 firme di elettori, intitolata “Norme sulla Responsabilità Politica”.

Le “Norme sulla Responsabilità Politica” obbligano gli eletti a rendere conto periodicamente del proprio operato agli elettori e danno a questi ultimi la facoltà di licenziare i propri rappresentanti, qualora essi non abbiano rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale.
Testo della Legge:
http://www.partitoumanista.it/3.0/media/download/mat_imp/1999_03_04_LeggeResponsabilitaPolitica.pdfCon questa proposta di Legge si intende avanzare verso la Democrazia Reale, considerando i cittadini come i veri depositari del potere, che essi delegano ai propri rappresentanti e che possono revocare se questi tradiscono gli impegni assunti.

Non è sufficiente che gli eletti vengano giudicati soltanto alle elezioni successive, avendo avuto cinque anni per agire liberamente al di fuori del mandato ricevuto e, spesso, contro di esso. È necessario dare agli elettori uno strumento di controllo dei propri rappresentanti e la possibilità di revocare il mandato a loro assegnato in qualunque momento della Legislatura.

Le “Norme sulla Responsabilità Politica” non sono in contrasto con l’Articolo 67 della Costituzione perché non prevedono il vincolo degli eletti al mandato ricevuto dal partito di appartenenza, mentre li obbligano al rispetto degli impegni assunti verso gli elettori.

Questa proposta di legge giace in Parlamento da quattordici anni e non è mai stata esaminata.
Forse adesso è arrivato il suo momento: chiediamo ai Parlamentari del Movimento Cinque Stelle di disseppellirla e di portarla alla discussione in aula.

Partito Umanista
info@partitoumanista.it

Il Partito Umanista e le Elezioni Politiche 2013

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Dopo una campagna elettorale combattuta a suon di slogan e di luoghi comuni, ancora una volta sarà eletto un Parlamento lontano dalle aspirazioni e dalle necessità reali delle persone comuni. Quello che viene da chiedersi è solamente come siamo potuti cadere così in basso.



Qual è, allora, la democrazia che vogliamo? Vogliamo forse la democrazia del porcellum? Vogliamo ancora la democrazia rappresentativa, in cui cambiano le facce degli eletti, ma che dal giorno dopo le elezioni non dovranno renderci conto di niente di quello che faranno? Vogliamo ancora questa farsa di democrazia in cui pochi decidono per tutti?

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Situazione carceraria in Italia nella Casa Circondariale di Pistoia

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