Dal cuore al mondo

“La vita è dura!” – frase sentita e risentita, direi ormai inflazionata, effettivamente tutti abbiamo la nostra “croce” da portaci dietro . Come ho appena detto, i problemi ci sono in ogni dove, dobbiamo far buon viso a cattiva sorte, ma non per questo annichilirci e rincantucciarci nel nostro angolino e isolarci e in certi casi autoemarginarci.
Tutti quanti noi vorremmo anzi dovremmo vivere in un mondo non violento, in cui ogni essere umano possa, anzi debba essere il valore centrale dell’esistenza, trattato per l’immenso mondo interiore che si porta dentro, mondo nel quale non esistano più ingiustizie sociali e discriminazioni. Ma la discriminazione cos’è ? Non è altro che la violenza che ci portiamo dentro e che poi riversiamo nel mondo nelle forme più disparate, verso il diverso e ancor prima verso noi stessi, non accettandoci e cercando di essere ciò che non siamo, ciò che non sentiamo profondamente di essere. Ma chi è il diverso? E cos’è la normalità? Diversi siamo tutti, perché ogni essere umano è un universo a se, ognuno si differenzia dall’altro per qualcosa, dall’altra parte non per nulla abbiamo tutti impronte digitali che ci differenziano.
La diversità deve essere vista come ricchezza, come accrescimento e non come un limite, una barriera che, purtroppo la società odierna, improntata sempre più sulla ricerca di canoni preconfezionati, stereotipi di super uomini e super donne, belli e affascinanti, discriminazioni di ogni tipo, per il colore della pelle, gli orientamenti sessuali, ecc…
Ma è giusto che mi presenti: mi chiamo Luca e vivo ormai da quarant’anni a Pistoia, convivendo tra l’altro con la mia disabilità. Fortunatamente, questa mia disabilità, non mi è di eccessivo peso durante lo svolgersi della vita quotidiana e mi consente di vivere una vita pressoché normale. Scusate, ho detto normale………..ma cos’è la normalità se non uno stereotipo che ci portiamo nella mente fin dalla nascita e che ci viene ripresentato in ogni occasione possibile.
Faccio parte del Movimento Umanista nonché del Partito Umanista che ne è una sua espressione e nelle varie attività che mettiamo in moto ci sono iniziative come difesa dei più deboli ( disabili, immigrati, ed emarginati in genere, unendo questo con iniziative di protesta verso questa società che vive di pane e violenza.
Ultima iniziativa, finita da poco è stata la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, non mi dilungo sulle iniziative intraprese sia qui in città che in tutto il mondo in simultanea, sono stati una serie di eventi mirati a sconfiggere la violenza in generale e scongiurare un possibile disastro nucleare e contemporaneamente sconfiggere la violenza dentro di noi ,perché tutto parte da lì.
La mia, diciamo richiesta, diretta a chiunque legga questa lettera, è quella di avere impegnarsi per un mondo migliore dove la parola violenza venga bandita dal dizionario e dal cuore, e che in ognuno di noi si faccia strada un concetto di mormalità, concetto ma soprattutto sentimento che porti a non fermarsi davanti ai classici schemi propostici, di trattare la diversità nella disabilità, colore della pelle e tutte le molteplici sfaccettature che fanno dell’umanità un meraviglioso caledeoscopio, non come una diversità da compatire, ma bensì da accettare con le mille sfaccettature che caratterizzano ogni essere umano.
Passando al tema che mi tocca da vicino: chiedo, alle persone disabili, che come me vivono questa condizione di vita, di non chiudersi a riccio nel loro mondo di “diversità” ma di uscire affrontando tutte le difficoltà, fisiche ma soprattutto mentali e di non aver paura del giudizio altrui, concetto espandibile ad ogni essere umano.
In quanto al lato tangibile, degli aiuti e l’integrazione delle persone disabili, vorrei che ci fosse meno burocrazia, sia nel campo delle richieste mediche, e sanitarie in genere, perché una farraginosa burocrazia non fa altro che portare le persone più deboli a desistere a lottare per i loro basilari diritti di esseri umani.
Inoltre, spero che venga dato in campo lavorativo, una sempre maggior attenzione alla disabilità, concretamente e non solo a livello di leggi, scritte, ovverosia che i diritti sanciti siano veramente rispettati.
Come accennato prima queste richieste le estendo a tutti gli esseri umani , perché come detto tutti nelle nostre diversità abbiamo bisogno di essere capiti,amati e rispettati, solo questo può portarci ad un mondo senza violenza.

Pecchioli Luca

Movimento- Partito Umanista

Lascia un commento

Name: (Required)

eMail: (Required)

Website:

Comment: