Elezioni

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PRESENTAZIONE DELLA LISTA DEI CANDIDATI ALLE ELEZIONI COMUNALI 2012 per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale di Pistoia.
La lista dei sottonotati candidati è collegata con la candidatura a sindaco del sig. GUASTINI ENRICO, nato a Pistoia l’11/07/1981, per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale che avrà luogo domenica 6 e lunedì 7 maggio 2012.
CANDIDATI ALLA CARICA DI CONSIGLIERE COMUNALE
Cognome e nome Luogo e data di nascita

1 BARTOLINI ALESSIO Pistoia, 18/03/1966
2 BERNARDI DANIELA Cutigliano (PT), 05/05/1954
3 BOERI CRISTIAN Pistoia, 04/03/1976
4 BONACCHI SARA Pistoia, 24/09/1986
5 BRUNI MARCO Pistoia, 28/11/1949
6 CAPECCHI RICCARDO Pistoia, 08/03/1957
7 DESTRO GIACOMO ALARICO Pistoia, 13/04/1984
8 FABBRI BIANCANGELA Pistoia, 30/01/1954
9 FROSINI MARIA GRAZIA Ponte nelle Alpi (BL), 07/05/1952
10 IOVANNISCI GRAZIELLA Pistoia, 13/05/1959
11 MATTEONI FRANCO Sambuca P.se (PT), 23/10/1949
12 MENDELLA ORIETTA San Marcello P.se (PT), 27/07/1943
13 MENICI PATRIZIA Pistoia, 27/04/1961
14 MURGHI ROBERTA Pistoia, 08/07/1951
15 NOTARI IACOPO Pistoia, 30/08/1993
16 PECCHIOLI LUCA Pistoia, 14/04/1965
17 PRATESI GIADA Pistoia, 04/07/1978
18 PUCCIO GIOVANNI Favara (AG), 21/04/1956
19 SANGIORGIO FEDERICO Pistoia, 15/04/1972
20 SANTINI SILVANO San Marcello P.se (PT), 12/06/1956
21 SCOGNAMIGLIO MARIO AGOSTINO Boscotrecase (NA), 28/01/1948
22 SIBALDI ALESSANDRO Pistoia, 31/01/1978
23 TOSI LEDO Pistoia, 22/04/1945
24 TOSI LIETO Pistoia, 23/05/1940
25 ZANCHI MARIANA Pistoia, 30/01/1976

Per un’altra Pistoia – Programma
aggiornato da Per Un Altra Pistoia il giorno 16 aprile 2012 ·

Lista Civica Ecologista

Per un’altra Pistoia

PROGRAMMA

L’esigenza di costruire questa lista e di presentarci alle amministrative di Pistoia nasce da considerazioni di ordine generale e di ordine locale.
Di ordine generale: abbiamo assistito alla consegna del potere al cosiddetto Governo tecnico che dichiara di fondarsi su tre principi: crescita, rigore, equità.
Il primo punto sarebbe condivisibile se si trattasse di bene comune, di serenità, di recupero del territorio, di salute; non lo è se si tratta di far crescere il PIL senza alcuna valutazione del benessere che ne deriva per umanità e ambiente.
Il secondo punto, rigore, lo vediamo attuato alla grande sulle persone comuni ma assolutamente non impiegato verso chi controlla l’economia.
Il terzo punto, equità, è disatteso interamente, più che in ogni altro momento storico da molti decenni a questa parte, basta notare i privilegi di deputati e senatori, quanto percepiscono Manganelli (621.000 € l’anno), Marchionne (quanto un intero reparto del Lingotto) e tutti gli altri dirigenti, fino ad arrivare a quelli locali.
I partiti di rilievo applaudono e danno la fiducia.
La nostra delusione ovviamente è più grave e sentita nei confronti della sinistra che avrebbe dovuto ancora avere nel suo progetto l’eguaglianza e invece sembra aver perso la bussola: rincorre le banche, condanna i sindacati, assiste a questa spaventosa depressione e perdita di lavoro che significherà retribuzioni al minimo.

Di ordine locale: l’elemento che ha più profondamente segnato l’esperienza degli ultimi dieci anni di amministrazione della nostra città è stata il consumo di suolo fertile, la cementificazione dissennata degli ultimi spazi liberi. In pochi anni e ad unico vantaggio di interessi speculativi, sono state edificate non solo tutte le aree per le quali la pianificazione comunale consentiva la possibilità di costruire, ma soprattutto, ricorrendo allo strumento delle cosiddette varianti urbanistiche, si è cementificato anche le aree che strategicamente ricoprivano, secondo le stesse previsioni urbanistiche, un ruolo fondamentale rispetto a funzioni essenziali per la città.
Il caso più eclatante riguarda l’edificazione del Campo di Volo, un’area che il Piano Strutturale definiva invariante strutturale con funzione di caposaldo delle mura verdi della Città e di area di approvvigionamento di acqua potabile. Questa scelta è stata un atto estremo di aggressione speculativa di una gravità inaudita, che potrà avere conseguenze drammatiche per il futuro della Città. L’area del campo di Volo con i suoi 18 ettari di superficie rappresentava infatti l’ultimo spazio verde adatto per restituire al Torrente Ombrone uno spazio adeguato di pertinenza fluviale, dove laminare le sue acque di piena; in pratica la sola possibilità tecnicamente plausibile per creare una valvola di sicurezza per la città. Una scelta folle in un’epoca segnata dai rapidi cambiamenti climatici nella direzione del global warming e della estremizzazione degli eventi meteorici.

L’edilizia residenziale è cresciuta a ritmi incessanti senza alcun calcolo circa la disponibilità delle risorse idriche, che già un decennio fa risultavano carenti; senza alcuna opera importante di urbanizzazione, e soprattutto senza che vi fosse una reale necessità di nuovi alloggi.
Tutto questo senza nemmeno essere riusciti a portare a termine l’approvazione degli strumenti urbanistici: dal 2002, anno di approvazione del Piano Strutturale, non si è stati capaci di approvare il Regolamento Urbanistico, che avrebbe dovuto essere lo strumento attuativo del Piano Strutturale.

Se le trasformazioni urbanistiche rappresentano la pagina più nera dei due mandati del Sindaco Berti, anche su tutti gli altri ambiti che definiscono la sostenibilità ecologica della città, Pistoia ha mantenuto, o addirittura peggiorato, i propri standard.

Da tempo a Pistoia non sono stati effettuati investimenti per migliorare la rete idrica acquedottistica della città e delle frazioni, né per ampliare e completare la rete fognaria e il sistema della depurazione delle acque. La gestione privatistica dell’acqua si è dimostrata del tutto inadeguata rispetto alle fondamentali esigenze di conservazione di questo bene.

Non è stato fatto un solo metro di pista ciclabile che abbia un senso, ma numerose rotonde che hanno reso ancor più pericoloso l’accesso delle biciclette sulle strade cittadine, massimizzando il ricorso all’automobile. La qualità dell’aria è conseguentemente peggiorata, con un forte incremento della presenza di PM10 derivanti dal traffico automobilistico.

Non è stata promossa nessuna seria azione volta a ridurre la quantità di rifiuti prodotti; né si è andati oltre ad una poco convinta e male organizzata sperimentazione di raccolta differenziata porta a porta su parte del centro storico, alla quale i cittadini possono partecipare a titolo volontario.

La presenza di Consiglieri Verdi nell’assemblea comunale, sebbene sia stata importante per ottenere e veicolare le informazioni necessarie ad organizzare insieme ai comitati ed alle associazioni un’azione di resistenza e di proposta alternativa, che in alcuni casi ha dato anche esiti importanti (ad esempio sulla vertenza relativa alla “riqualificazione” della ex Fonderia Cantini), poco ha potuto di fronte alla protervia dei poteri forti che hanno indirizzato le scelte politiche della giunta di centrosinistra.
Proprio guardando a questo fallimento, la Lista Civica Ecologista “Per un’altra Pistoia” ha cercato di costruirsi come aggregazione di persone provenienti da esperienze diverse per poter realizzare un dialogo reale tra le differenti sensibilità cittadine e tra queste e la politica.

La politica, espressa a livello locale come a quello nazionale, tende a non riconoscere come obiettivo primario dell’amministrazione pubblica quello di garantire il benessere collettivo e punta verso quella che sembra una rinuncia alla garanzia di uguaglianza nel mondo del lavoro, nell’accesso ai servizi, nelle modalità di trasporto, in favore di una monetizzazione delle risorse. A questo si collega anche la scarsa attenzione alla partecipazione e alla trasparenza delle decisioni pubbliche.
L’opposizione contro l’eccessiva (e in molti casi inutile) infrastrutturazione del territorio è una lotta contro chi ha in mano il potere economico. Siamo di fronte a un capitalismo che è andato oltre: non potendo continuare a vendere prodotti (saturazione dei mercati) non resta che vendere i servizi, i trasporti, l’acqua, e per far questo ha assorbito la politica. I partiti (e quelli grandi in particolar modo) sono troppo spesso legati a doppio filo con quelle realtà che realizzano interventi e speculazioni, cogliendo finanziamenti pubblici e scaricando il rischio degli investimenti sulla collettività.
Vi è poi da gran parte dell’arco politico uno sconfortante disinteresse a riconoscere gli effetti distruttivi, in un futuro non remoto, del cambiamento climatico globale, e a perseguire scelte politiche, economiche e industriali che possano invertire la tendenza: prima il protocollo di Kyoto del 1997 (disatteso), quindi l’appuntamento di Copenaghen del 2009 (in cui non sono state prese misure concrete), infine la conferenza di Durban del 2011 che rimanda gli impegni al 2020; ogni volta hanno prevalso le logiche di mercato.
Questa lista nasce con il proposito di distanziarsi da questo modo affaristico di concepire e praticare la politica: è necessario restituire la titolarità delle scelte a processi realmente democratici, dove un ruolo chiave è svolto dalla competenza e dal senso etico dei tecnici e degli operatori dell’informazione.
Crediamo che ogni scelta debba misurarsi con due priorità generali inderogabili e fra loro collegate: garantire a tutti gli abitanti della terra una maggiore equità sociale (e di genere) nell’accesso a opportunità e risorse; e consegnare alle future generazioni un pianeta ancora capace di sostenere la loro vita e quella di tutti gli altri esseri viventi che lo popolano.

Tale orientamento può essere riassunto nei seguenti punti:

• l’infrastruttura è opportuna se è socialmente utile, e il fatto di venire finanziata non ne legittima le realizzazione; è fondamentale quindi ripartire dai piani della mobilità e dalla pianificazione territoriale;

• i servizi (asili, mense, trasporti, sanità) non possono essere trattati come aziende da cui trarre un guadagno monetario, ma come un investimento la cui resa sarà nei confronti della collettività in termini di benessere e coesione sociale;

• la tutela dei diritti dei lavoratori implica la tutela della dignità delle persone, non solo sul posto di lavoro ma anche nel contesto civico in cui vivono e operano sia i lavoratori che le loro famiglie;

il territorio che ci circonda è una risorsa da utilizzare, non da distruggere; sarà quindi necessario preservare il patrimonio verde ancora presente, e non abbandonarlo alla speculazione edilizia.

Marzo 2012
1. Lavoro utile e dignitoso per tutti.

Un lavoro utile e dignitoso è condizione necessaria per giungere all’equità sociale. Il Comune, in quanto prima organizzazione territoriale ed espressione della cittadinanza, deve farsi carico attivamente delle istanze dei lavoratori nei confronti di Regione e Stato, occupandosi dei fenomeni di disoccupazione e cassaintegrazione, puntando alla salvaguardia delle realtà produttive locali, impegnandosi a riconvertire impianti dismessi verso produzioni utili ed ecologicamente sostenibili, nell’ottica di una reintegrazione di coloro che hanno perso il lavoro.
Nello specifico, l’enorme differenza di reddito tra la classe dirigente e i sottoposti e i fondi destinati a grandi opere inutili darebbero risultati molto maggiori se impiegati per l’occupazione a livello locale, favorendo la ridistribuzione della ricchezza e quindi evitando la stagnazione dell’economia.
A livello locale, sarà importante valorizzare il patrimonio delle microimprese commerciali ed artigianali, anche con sgravi fiscali ed incentivi reali per agevolare i passaggi generazionali. I contratti stipulati dalla Pubblica Amministrazione per grandi opere o con grandi imprese dovranno stabilire che una quota consistente del lavoro (indicativamente il 50%) coinvolga maestranze locali, in particolar modo se sono previsti incentivi.
Non è ammissibile, inoltre, che vengano corrisposti premi di produttività ai dirigenti del Comune per aver perseguito i risultati previsti dal loro contratto o per aver evitato l’impiego di lavoratori occasionali quando ne sarebbe stata opportuna la presenza.

2. Urbanistica: stop al consumo di suolo, recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

In conseguenza alla intensa attività edificatoria favorita negli ultimi anni vi è una grave carenza di aree a verde e per servizi di interesse pubblico, generata dall’aver autorizzato interventi edilizi senza che fossero realizzati gli standard urbanistici che la pianificazione prevedeva e che la legge prescrive, standard minimi che vanno recuperati.
Il suolo rappresenta un bene comune primario che, in assenza di una reale necessità di alloggi, il nuovo Regolamento Urbanistico di Pistoia dovrà salvaguardare.
Puntiamo sul restauro conservativo degli edifici storici e sul recupero degli edifici esistenti, che consenta di migliorarne la classe energetica, con vantaggi economici per i proprietari, minor inquinamento (benefici per la salute e la qualità dell’ambiente) e maggiori opportunità di lavoro per le piccole imprese artigiane edili ed impiantistiche.
Pensando al Regolamento Urbanistico che dovrà essere approvato, ci si dovrà basare su un approfondito censimento dell’attività edilizia passata, dei volumi, residenziali e produttivi, inutilizzati e dei reali bisogni abitativi, specie delle fasce sociali deboli. Si dovrà quindi invertire la rotta rispetto al passato, e attribuire la destinazione di “invariante strutturale” a tutte le aree a verde pubblico e privato; ripristinare le aree residenziali di completamento consentendo piccoli ampliamenti ed adeguamenti igienico-funzionali, così come trasformazioni idonee a creare lavoro in aree non più solo produttive come S. Agostino 1; incentivare l’affitto e la vendita dei fondi, magari frazionandoli in spazi a misura di piccola impresa; riqualificare il viale Adua negando nuove espansioni edificatorie e recuperando e vincolando tutte le residue aree libere a verde pubblico. Verificare la possibilità di completare una pista ciclabile degna di questo nome.
Sarà da evitare la progettazione di ulteriori centri commerciali, i cui guadagni in gran parte non restano sul territorio comunale, favorendo invece i negozi di vicinato, sia in centro che a maggior ragione in periferia, anche al fine di evitare i “quartieri dormitorio” privi di servizi.
Una considerazione dovrebbe interessare la rimozione – difficoltà spesso di natura culturale più che pratica – di numerose barriere architettoniche che oggi rendono difficile (e in alcuni casi impossibile) ai cittadini disabili accedere ad alberghi, negozi, studi medici, luoghi di interesse pubblico (musei, mostre, sale di convegni). Ugualmente, è necessario porre attenzione a non realizzare barriere architettoniche negli interventi urbanistici di nuova realizzazione (contrariamente a quel che è successo con la Porta Nuova).

3. Conservazione delle risorse idriche.

Riteniamo urgente che, in osservanza del risultato referendario, si proceda con ferma determinazione alla ripubblicizzazione della gestione delle risorse idriche, avendo quali obiettivi primari la conservazione della risorsa e degli ecosistemi naturali che presiedono alla sua rigenerazione. In attesa dell’accettazione da parte di Publiacqua della sentenza della Corte di Cassazione in merito alla illegittimità che in bolletta venga conteggiata la remunerazione del capitale investito, ci poniamo a sostegno della campagna di obbedienza civile per l’autoriduzione delle bollette.
È inoltre irrinunciabile elemento di civiltà di ogni comunità la completa depurazione delle acque reflue utilizzate per fini civili e nell’ambito delle attività produttive nella prospettiva di limitare l’inquinamento, l’eutrofizzazione e la deossigenazione delle acque superficiali.

4. Agricoltura come fonte primaria di cibo e non di merce.

La fertilità dei suoli, la prevenzione dal dissesto idrogeologico, la mitigazione dei mutamenti climatici passano necessariamente dalle buone pratiche agricole e forestali che vengono messe in essere. Avere una produzione agricola diffusa sul territorio, anche nelle zone di montagna, contribuisce alla sovranità alimentare con varietà caratteristiche, a mantenere le culture e le economie della comunità locali, a ridurre le emissioni di CO? dovute al trasporto, a incrementare il valore turistico dei luoghi. Ancora, un’agricoltura di qualità, sostenibile e su piccola scala consente un maggior controllo sul carico chimico disperso nell’ambiente, invertendo la tendenza delle cosiddette “malattie da benessere”.
Sarebbe auspicabile farsi proponitori della possibilità di consentire la vendita diretta dei propri prodotti a quegli agricoltori che mantengano buone pratiche di governo del territorio (agricoltura biologica e sostenibile), in particolare nella zona montana, cosa ad oggi consentita ai soli imprenditori agricoli (D.Lgs. n. 228 del 2001).
Ancora, è opportuno che un Comune come Pistoia – che si fregia di un legame profondo con le attività colturali – promuova una conoscenza diffusa delle Politiche Agricole Comunitarie e si faccia ambasciatore di eventuali proposte partecipate da avanzare in sede europea per migliorarne il testo.

5. Settore sanitario.

In assenza di nuovi investimenti mirati, anche con la presenza del nuovo ospedale non sarà risolto il problema delle lunghe liste d’attesa per visite specialistiche ed esami radio-diagnostici che costringono i cittadini a rivolgersi a istituti privati, sopportandone gli oneri.
Bisognerebbe attualizzare i criteri contenuti nell’attuale regolamento dei servizi e prestazioni sociali del Comune di Pistoia, documento nel quale sono indicati i requisiti per concedere determinati servizi alla popolazione indigente e non autosufficiente. I limiti di reddito qui contenuti non sono realistici: si prevede un reddito familiare inferiore 5000 €/anno (400 €/mese) per ottenere la gratuità del servizio e un tetto massimo di 25000 €/anno (lordi, ca. 18000 netti) oltre il quale non si ha più diritto a nessuna esenzione per qualsivoglia prestazione o servizio sociale.
La programmazione e l’organizzazione delle attività sanitarie non possono essere calate dall’alto e decise senza il controllo dei cittadini, fruitori dell’assistenza sanitaria (medica ed infermieristica); si rende necessario perciò mantenere i servizi sanitari presenti sul territorio evitandone il trasferimento in altra zona, in considerazione delle difficoltà e dei disagi che si verrebbero a riversare su tutta la popolazione, ed i particolare sugli anziani che spesso sono i più frequenti utilizzatori dei servizi, ed anche la parte più debole della collettività. Sempre più spesso i dirigenti scelgono non sulla base della necessità della popolazione o del minor disagio, ma del risparmio o del proprio interesse o visibilità, vedi il trasferimento della Anatomia Patologica da Pistoia a Pescia, così come parte del Centro Trasfusionale, che è in particolare rivolto alla popolazione anziana, il che costringe a spostamenti spesso legati alla disponibilità dei parenti o della Pubblica Assistenza.
Altro punto importante è il recupero delle finalità previste dalla legge di istituzione dei Consultori Familiari, i quali dovevano essere un centro di riferimento per tutte le donne per l’educazione sessuale, la pianificazione familiare e l’assistenza sociale, e che sono stati trasformati negli anni in ambulatori ginecologici e di sola assistenza sanitaria, disattendendo tutti gli altri aspetti, e non considerando che la collettività si è trasformata con la presenza di nuclei familiari di diverse nazionalità.

6. Ripensare radicalmente la mobilità in città.

È importante riorganizzare il piano del traffico cittadino in modo che rispetti la mobilità di pedoni e ciclisti, ponendo attenzione a eliminare quelli che possono risultare ostacoli per le persone con problemi di deambulazione; opportuno incentivare i mezzi di trasporto pubblico (da rendere idonei per l’accesso di disabili, anziani, passeggini), potenziando i parcheggi scambiatori esistenti, così come ripensare i collegamenti su rete urbana ed extra urbana con ramificazioni in grado di raggiungere zone remote e spesso disagiate, ottimizzando le dimensioni dei mezzi al servizio necessario. Parallelamente, sarà inevitabile riconsiderare il sistema di sensi unici che dal momento di attuazione dell’ultimo piano del traffico hanno determinato ingorghi giornalieri.
Sono inammissibili interventi come quello realizzato su via Guicciardini chiudendo le direttrici storiche Via Fiorentina e Via bassa della Vergine, o il progetto del parcheggio sotto la chiesa di S. Bartolomeo, che alle carenze progettuali affianca un’illogica concentrazione di traffico nelle strette strade circostanti.
Ci proponiamo inoltre di far rimuovere i dossi artificiali che possono risultare molto pericolosi per la sicurezza sia degli operatori sanitari durante il trasporto in emergenza, sia del paziente di cui possono peggiorare le eventuali lesioni.

7. No alla terza corsia autostradale della A11. Sì al potenziamento della tratta ferroviaria Lucca-Viareggio e al rilancio della storica linea ferroviaria Porrettana.

Occorre raddoppiare la tratta ferroviaria tra Pistoia e Viareggio (ad oggi ancora a binario unico) per ottimizzare il trasporto che attualmente comporta continui ritardi, costringendo i pendolari a muoversi con mezzi privati per avere la sicurezza dell’orario.
È necessario mantenere e valorizzare la linea storica Porrettana (con orari adattati alle esigenze dell’utenza), in quanto fondamentale mezzo di interrelazione tra città e montagna sia per pendolari che per turisti; si ricordino i continui ammodernamenti che ne fanno una delle linee più sicure e avanzate d’Italia, l’autosufficienza energetica dovuta all’idroelettrico del bacino di Suviana e lo scalo di Pracchia il cui utilizzo per trasporto a valle dell’acqua Silva contribuirebbe ad eliminare buona parte del traffico pesante dalla statale.
Ancora, un forte contributo alla mobilità pubblica nell’area Pistoia-Prato-Firenze potrebbe essere dato dalla realizzazione della metropolitana di superficie, realizzabile con revisioni dell’orario ferroviario e ottimizzabile con l’utilizzo di macchine progettate appositamente.
Una simile promozione dei collegamenti ferroviari potrebbe aiutare a salvaguardare e sviluppare l’importante realtà cittadina (e nazionale) che è Ansaldo-Breda insieme a tutto il suo indotto.
La terza corsia dell’autostrada risulta invece del tutto inutile, in quanto non giustificata dal numero di utenti, non risulta una soluzione per il nodo di Firenze o quello di Prato, ma rischia di incentivare il ricorso al mezzo privato con ricadute sulla qualità dell’aria (come evidenziato dal recente rapporto ARPAT), sui consumi, sul traffico, e quindi in palese contraddizione con il protocollo di Kyoto. Quantomeno curioso che parlando di mobilità sostenibile le Amministrazioni locali e regionali abbiano trovato fondi solo per finanziare l’autostrada.

8. No a discariche ed inceneritori. Riduzione della produzione di rifiuti e massimizzazione della raccolta differenziata.

Il nuovo Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’Ato “Toscana Centro”, adottato nei giorni scorsi dalle Giunte provinciali di Firenze, Prato e Pistoia, conferma, ancora una volta, la decisione politica di puntare sull’aumento degli inceneritori, a discapito delle altre azioni virtuose che dovrebbero comporre una corretta gestione dei rifiuti.
In generale è previsto un abnorme aumento dell’incenerimento: dalle 60.000 tonnellate / anno di oggi, alle 250.000 tonnellate / anno previste per il 2015. E a tale scopo è stata prevista non soltanto la costruzione di un nuovo inceneritore, ma anche il potenziamento dell’impianto di Montale.
Discariche e inceneritori sono espressione di un modello culturale non ulteriormente sostenibile, fonte di inquinamento (PM 2,5 in particolar modo) e distruzione di risorse. L’incremento di impianti termici e termoutilizzatori (inceneritori) dovrà essere contrastato in un’ottica di prevenzione condivisa anche dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica.
La riduzione dei rifiuti, il riuso dei prodotti e il riciclo sono strade necessarie per ridurre il carico della società sull’ambiente (la cosiddetta impronta ecologica).
In netta contraddizione con la scelta di investire sull’incenerimento dei rifiuti, il Piano interprovinciale adottato riporta anche l’obiettivo di pervenire al 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2014 attraverso raccolta domiciliare e conseguente tariffazione puntuale.
A Pistoia siamo lontanissimi da tale obiettivo (37% di differenziata). La raccolta differenziata porta-a-porta potrà condurre a risultati significativi se coinvolgerà tutta la città e non solo limitate parti di essa (centro storico e area commerciale di Sant’Agostino), altrimenti resterà solo un’operazione di facciata.
Riteniamo che la riduzione della quantità di rifiuti prodotta debba comunque essere l’obiettivo principale e a tale riguardo riteniamo importante l’applicazione dell’accordo quadro Anci-Conai, che garantisce le risorse per operare la riduzione ed il recupero degli imballaggi, che costituiscono una frazione elevata dei rifiuti attualmente inceneriti.
Importante contributo alla filiera del riciclo è l’acquisto da parte della Pubblica Amministrazione dei prodotti derivanti dal trattamento delle materie prime seconde, i cosiddetti “acquisti verdi” già peraltro previsti per legge.
È opportuno realizzare un impianto di compostaggio a Pistoia piuttosto che continuare a conferire la frazione organica dei rifiuti urbani all’impianto di Montespertoli, mirando parallelamente a un ciclo virtuoso che coinvolga le imprese vivaistiche, restituendo loro compost di qualità.
Sono da realizzare stazioni ecologiche per incentivare il conferimento dell’olio alimentare esausto da avviare al consorzio apposito, ed è quindi necessario prevedere sin da subito dove collocarle.
Per ridurre rifiuti e inquinamento sul lungo termine sarà fondamentale in primo luogo sostituire i prodotti usa e getta con oggetti riutilizzabili, sensibilizzando la popolazione, e quindi incentivare la riconversione dei processi produttivi verso pratiche ecologicamente sostenibili.
Da prevedere inoltre sgravi fiscali per ditte che utilizzano i consorzi di smaltimento e per quelle che scartano materie prime-seconde e quotate in borsa.

9. Riduzione dei consumi. Fonti rinnovabili di energia.

Uno dei problemi più rilevanti che affronta la società oggi è la richiesta crescente di energia, e spesso si utilizza lo spauracchio della carenza energetica per cercare di giustificare operazioni assurde e pericolose, come lo stoccaggio di metano nel sottosuolo lombardo, il rigassificatore off-shore di Livorno o la centrale a metano al Bottegone. Il primo passo sul campo del tema energetico passa dalla riduzione dei consumi, ed è fondamentale che la Pubblica Amministrazione faccia la sua parte: utilizzo di LED per semafori e illuminazione pubblica con contenimento dell’inquinamento luminoso, riqualificazione energetica degli uffici e degli immobili comunali, mantenere temperature non oltre i 18°C d’inverno ed evitare di accendere i condizionatori se non necessario, ecc. Per le imprese sono da prevedere incentivi per l’installazione di sistemi volti al risparmio energetico come motori e generatori inverter di ultima generazione.
Importante incrementare l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, compatibilmente con l’impatto che gli impianti possono avere sull’ambiente circostante. Nello specifico, esigere l’installazione di pannelli fotovoltaici negli edifici di nuova costruzione sia pubblici che privati (previsti dal D.P.R. n. 59 del 2 aprile 2009 sul rendimento energetico in edilizia) ed in quelli ristrutturati, in maniera conforme al Decreto Legislativo 192/2005.
Sarà poi opportuno monitorare i progressi tecnici delle nuove tecnologie degli impianti eolici, molto meno impattanti e più produttive che in passato, per poterne valutare un possibile utilizzo anche nelle nostre zone.

10. Sviluppo della rete ecologica della città e del territorio circostante. Realizzazione del Parco delle Tre Limentre – Alto Reno.

Un’ampia porzione del territorio del Comune di Pistoia ricade in aree collinari e montane caratterizzate da agroecosistemi di tipo tradizionale (oliveti in collina, castagneti e prati-pascoli in montagna) e da estese aree forestali, solcate da ruscelli e torrenti.
Riteniamo una priorità dare concreta applicazione a livello locale al Piano d’Azione Regionale per la Biodiversità, che formula obiettivi, misure ed azioni concrete per la tutela delle specie e degli habitat di interesse regionale ed europeo, anche attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e dei portatori di interessi presenti sul territorio. Un piano che si affianchi alle aree protette alle quali è necessario fare ricorso per la gestione delle aree di notevole valore naturalistico, come il complesso dei bacini delle Limentre e dell’Alto Reno, nel quale è stato recentemente istituito un Sito di Importanza Comunitaria, proprio in ragione della ricchezza in termini di biodiversità
Mettere il fattore biodiversità, bene comune da cui dipendono i processi di rigenerazione delle risorse primarie, al centro di un processo di riqualificazione e valorizzazione degli ambienti naturali, del paesaggio rurale e dei contesti urbanizzati rappresenta una svolta culturale e amministrativa sia sul piano pratico che su quello etico. Ciò significa:
• investire nella cura del territorio e dare lavoro per prevenire catastrofi “naturali”;
• proteggere e diffondere la conoscenza delle migliaia di specie animali e vegetali presenti nel comune di Pistoia, anche nell’ottica di incentivare il turismo verde;
• recuperare saperi e mestieri tradizionali e capacità artigiane in ogni settore (in particolare nei settori delle necessità primarie), perché ad essi è legata la possibilità di mantenere alcuni ambienti agricoli di elevato valore naturalistico;
• scoprire, tutelare e valorizzare frammenti di “natura selvaggia” anche in città mediante la realizzazione di una rete ecologica (fatta di parchi e giardini collegati da “corridoi” verdi).

11. Montagna pistoiese.

La gente che abita sul territorio della montagna pistoiese svolge un fondamentale ruolo di gestione e presidio del territorio che contribuisce alla prevenzione dai dissesti idrogeologici.
È prioritario interrompere il circolo vizioso che in un’ottica di utili e di passivi a brevissimo termine vede il taglio dei servizi essenziali quali poste, ospedali, trasporti, rendendo più difficile abitare in montagna, con conseguente spopolamento ulteriore dei paesi.
Sarà opportuno favorire le ristrutturazioni, in particolare per le prime case, e per le giovani coppie, mettere in atto politiche di sviluppo economico del territorio legate alle tipicità locali e alla filiera sostenibile del legno, garantire incentivi, sgravi fiscali agevolazioni per i piccoli commercianti sul territorio che svolgono un servizio vitale per la gente della Montagna.

12. Turismo e valorizzazione delle aree extra-urbane.

Pistoia è una città ricca di arte, storia e cultura, che deve la sua stessa tipicità al fatto di essere estesa e legata a doppio filo con la montagna pistoiese, che la arricchisce di natura, artigianato, tradizioni locali e prodotti tipici.
Da valorizzare in questo senso il turismo escursionistico, cicloturistico e ippico – e nello specifico con la promozione dell’ippovia provinciale di S. Jacopo in coordinamento con i comuni interessati e attraverso investimenti in infrastrutture leggere per la sosta e l’ospitalità.

13. Educazione e formazione.

Riteniamo indispensabile diffondere una cultura dei valori e dei beni comuni, a livello scolastico e non solo, in quanto solo essa è terreno fertile per gettare il seme dell’ecologia e di uno stile di vita sostenibile.
A livello di scuola, è importante realizzare orti didattici e inserire corsi di agricoltura biologica, nell’ottica di un’educazione alimentare fondamentale per sviluppare un consumo critico e consapevole che deve essere maturato nel tempo.
È raccomandabile promuovere l’educazione degli adulti, la formazione e l’informazione sulla mobilità internazionale e in particolar modo l’apprendimento delle lingue e l’alfabetizzazione informatica.
Sostenere le opportunità di avvicinamento al lavoro attraverso tirocini formativi anche presso realtà artigiane e commerciali (botteghe-scuola per la formazione diretta).
Importantissima la rete di asili nido di ottima qualità, indispensabili affinché sia possibile il lavoro femminile.

14. Sociale.

Reputiamo importante valorizzare, incentivare, sostenere (anche economicamente) le attività e i progetti di inclusione sociale e lavorativa rivolti alle persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale (nuove povertà) promosse dalle realtà del terzo settore non profit pistoiesi (cooperative sociali, associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale), privilegiando le azioni d’intervento che puntano all’acquisizione di un’autonomia nei soggetti svantaggiati (lavorativa, abitativa), “staccandoli” gradualmente da un circuito assistenziale.
Da notare che l’organico delle assistenti sociali è attualmente insufficiente per seguire e assistere il numero dei soggetti che si rivolgono al servizio sociale, con uno sguardo particolare ai minori a rischio di devianza sociale, per i quali è fondamentale un rafforzamento di quelle realtà già esistenti rappresentate dai doposcuola.
Tale insufficienza, unita alla frequente sostituzione degli operatori, impedisce al servizio stesso di avere un radicamento sul territorio disconoscendo, di fatto, le priorità sulle quali intervenire e svolgere anche un lavoro di prevenzione del disagio.
Nessun essere umano è illegale: sarà quindi importante sostenere e promuovere l’integrazione dei migranti nel territorio comunale e favorire l’integrazione e la reciproca conoscenza tra gruppi etnici diversi. Valutare la possibilità di organizzare iniziative quali tavole rotonde, cene multietniche e di pubblicare mensilmente un giornale in varie lingue contenente informazioni utili per gli immigrati e le iniziative di comunità di stranieri e associazioni che si occupano di intercultura, possibilmente coordinando l’attività con uno specifico sportello delle Politiche Sociali.
Un’altra realtà importante e contigua a quella dei migranti è rappresentata dalla presenza storica di Rom e Sinti a Pistoia, per i quali è fondamentale garantire la scolarizzazione, passo imprescindibile per l’integrazione.

15. Beni comuni.

È nostra intenzione portare al centro del dibattito politico la questione dei beni comuni come diritti fondamentali che non riconoscono padroni al di fuori di chi vi accede.
Riteniamo che sia importante aver chiaro che non esistono soltanto le proprietà privata e pubblica (quest’ultima patrimonio dello Stato) ma anche i beni che consentono alle collettività di vivere dignitosamente.
Nella crisi attuale vediamo come l’interesse privato multinazionale determini la privatizzazione dei beni e dei servizi e come neppure gli stati nazionali riescano ad opporvisi. Al contempo verifichiamo l’impazzimento del clima, anch’esso bene comune, dovuto alla rottura del rapporto persone-natura.
Occorre passare da una visione economica del mondo, ove tutto è merce e può generare capitale, a una visione ecologica che tenga conto della vita di tutti come collettività.
Lo stesso concetto di uguaglianza viene ad essere sustanziato dalla consapevolezza che i beni comuni devono essere accessibili a tutti e quindi che le risorse naturali non possono essere consumate solo da alcuni, anche perché in un mondo finito le risorse non sono infinite e possono giungere a esaurimento e non essere riproducibili.
I beni comuni sono stati via via sottoposti a privatizzazione, sono stati ridotti a merce, acquisiti da chi si è dimostrato più bravo e astuto nel saccheggio. Pensiamo ad esempio a come siano scomparse di fatto le spiagge libere, occupate in maniera sempre più massiccia dagli stabilimenti balneari.
Riteniamo necessario invertire la rotta salvaguardando quanto più possibile i beni di tutti rispetto alla privatizzazione che ci espropria di quanto è nostro in quanto abitanti della terra.
Quindi diciamo no alla privatizzazione dell’acqua, no al nucleare, no al consumo e degrado dei territori per le grandi opere, sì alla scuola e alla sanità pubblica, sì all’istanza di partecipazione dei movimenti.
Riconosciamo che i movimenti hanno un potere diffuso democratico invece di un potere concentrato, sono partecipazione attiva.
All’ovvia considerazione che per poter usufruire dell’acqua occorre avere una rete idrica efficiente, rispondiamo che il Comune (comune!) deve essere il gestore, con personale preparato (curriculum adeguato, non meriti politici) e con dirigenti stipendiati in modo equo.
Anche questo è un punto irrinunciabile: competenze specifiche nei vari campi, emolumenti equiparabili a quelli di qualsiasi lavoratore dipendente.
Ci impegnamo, infine, a partecipare a quei coordinamenti nazionali promossi dalle amministrazioni virtuose (che si vanno formando in più parti d’Italia) e che si danno l’obiettivo di trovare soluzioni collettive a problemi comuni, nell’ottica di un’amministrazione collettiva e condivisa del territorio. In questo modo sarebbe possibile fare pressione sulle Amministrazioni competenti andando anche nella direzione di rompere con i Patti di Stabilità che impediscono ai Comuni di sfruttare le proprie risorse nell’interesse locale.

16. Trasparenza.

L’Amministrazione deve garantire la più larga e profonda trasparenza sul suo funzionamento realizzando un archivio facilmente accessibile e consultabile anche in rete dai cittadini, che comprenda:
• un inventario del patrimonio di beni mobili (comprese le partecipazioni in aziende, le aziende controllate, gli enti, ecc.) ed immobili (demanio, patrimoni, stabili, ecc.) e come vengono utilizzati (affittati a chi, a che titolo, con che canone), gli appalti, i concorsi, ecc.
• un inventario delle spese del Comune per le risorse umane: assessori, consiglieri, collaboratori, dirigenti e manager, tecnici, professionisti, membri degli staff, indicando retribuzione mensile oltre agli altri emolumenti percepiti per incarichi di vario tipo, pensioni, vitalizi, ecc.
• un Albo pubblico delle Imprese e Società immobiliari che hanno rapporti economici con l’Amministrazione comunale
• un’anagrafe pubblica dei redditi e dei patrimoni e partecipazioni societarie possùti da Amministratori e Dirigenti degli Uffici comunali, compresi quelli dei familiari

17. Partecipazione e protagonismo popolare.

Riteniamo importante mettere a disposizione di associazioni, comitati, ecc. gli immobili di proprietà del Comune, in maniera da permettere ai cittadini di dispiegare e sviluppare al meglio l’aggregazione e la cultura popolare, il dopo scuola, le attività politiche e sociali necessarie per rendere le masse popolari reale centro della vita della città e mettere in moto una concreta democrazia partecipativa.
Strutture utilizzabili in tal senso sono la villa di Montesecco, da ristrutturare anche attraverso l’intervento di contributi comunitari, e la ex Università Popolare; Il Ceppo e le Ville Sbertoli sono altre aree di pregio di proprietà comunale da vincolare ad uso pubblico.
Un impegno in questa direzione potrebbe partire dall’attivare una consulta popolare sulla mobilità, già richiesta da diverse associazioni, cercando un bilanciamento delle diverse categorie interessate (pendolari, automobilisti, ciclisti, disabili, …).
Altra opportunità potrebbe essere lo sviluppo di una rete informatica per consultazioni dirette ai cittadini su tutti i temi relazionati col quartiere o Comune o per progetti di notevole importanza, allo scopo di favorire una partecipazione democratica più diretta.

18. Problema abitativo.

Il problema dell’alloggio è un aspetto che riguarda sempre più famiglie pistoiesi già conosciute dai servizi sociali e/o privi di reti parentali su cui appoggiarsi. La crisi economica e occupazionale ha amplificato questa grave situazione. Occorre prevedere forme di sostegno economico, anche con fondi comunali, alle famiglie che non riescono a pagare l’affitto e prevedere forme di agevolazioni fiscali per chi decide di affittare una casa ad un nucleo familiare segnalato dai servizi sociali del Comune, facendosi quest’ultimi, dove richiesto, garanti per un periodo limitato nei confronti del locatore.
Eventualmente, valutare la possibilità di usare immobili inutilizzati di proprietà del Comune per realizzare abitazioni popolari.

19. Lavori di pubblica utilità.

Esistono tutta una serie di piccole e semplici manutenzioni di utilità sociale e interesse collettivo (ad esempio la rimozione dei rifiuti e la manutenzione del verde di torrenti, fossi, giardini, ecc.); in questi ambiti scarsamente specializzati potrebbero essere impiegati dei soggetti in carico ai servizi sociali non più spendibili nel mercato del lavoro, così come potrebbero essere inseriti disoccupati, pensionati o soggetti detenuti ammessi alle misure alternative alla pena detentiva.
Per operazioni che richiedessero manodopera più qualificata, sarebbe opportuno ricostituire un organico di operai comunali, spesa che si è dimostrata inferiore rispetto a quella derivante dall’appaltare i lavori a ditte esterne.

20. Verde pubblico.

Reputiamo importante, nella Città del Verde, censire il verde privato e pubblico esistente, e valutare l’opportunità di vincolare tali spazi cittadini come invarianti urbanistiche; conservare e ripristinare i parchi e il verde pubblico garantendo rigorosamente la cura e preservazione del patrimonio arboreo della città sia pubblico che privato; recuperare l’area del parco di Montesecco a sud della città, aprendolo all’accesso dei cittadini di tutta la comunità, e considerando la possibilità di destinarne una porzione alla realizzazione degli orti urbani previsti dal regolamento comunale e per i quali sono carenti i terreni; restituire al Bosco in Città la sua dignità, usurpata dal recente prolungamento di via Gonfiantini, anche come “palestra” per l’istituto agrario.

21. Uffici comunali.

Reputiamo opportuno modificare gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali per renderli più accessibili agli utenti e informatizzare tutte le procedure burocratiche e autorizzative, nonché le notifiche non pervenute (inviabili con posta elettronica certificata).

22. Coppie di fatto e testamento biologico.

Due misure a costo zero e di grande significato morale e civile:
• creare un archivio comunale in cui registrare le unioni di fatto, anche omosessuali, prendendo così posizione in direzione del riconoscimento dei loro diritti civili;
• creare un parallelo archivio relativo al testamento biologico (non dichiarazione anticipata di trattamento), reputando che non spettino né alla legge né ad altri le decisioni riguardanti la dignità dell’individuo.

23. Antifascismo.

Poiché negli ultimi anni si sono verificati in città episodi, anche violenti, che hanno visto riferimenti palesi all’ideologia fascista, reputiamo opportuno rimarcare che l’antifascismo e la Resistenza sono i fondamenti della Repubblica italiana.
Il Comune deve promuovere la diffusione di una cultura antifascista e antirazzista, a cominciare dalle scuole, e usare gli strumenti a sua disposizione per ostacolare il consolidamento di realtà che inneggiano a un’ideologia violenta che compromette la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo di una società democratica.
Ci pare opportuno ricordare che la Costituzione italiana non va solo difesa, ma anche applicata in ogni suo articolo.
Ribadiamo l’importanza di associazioni come l’A.N.P.I. per il ruolo che possono ricoprire e per i valori che rappresentano.

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Ecco qui di seguito la lista dei candidati a consiglieri comunali e la candidata a sindaco del Comune di Pistoia, che avrà luogo domenica 27 e lunedì 28 maggio 2007

Candidata alla carica di Sindaco la Sig.ra PAOLI SABRINA
nata a Firenze il 24/07/1970.

N

Cognome e Nome

Luogo e data di nascita

1 PECCHIOLI LUCA PISTOIA (PT) 14-04-1965
2 PIERUCCI ELOISA PISTOIA (PT) 04-04-1984
3 PRIAMI STEFANO PISTOIA (PT) 29-04-1964
4 FRABOTTA ANTONIO RIONERO SANNITICO (IS)12-06-1967
5 DANSAVIO ROSSANA PISTOIA (PT) 30-05-1930
6 DAMI ROBERTA PISTOIA (PT) 24-07-1975
7 CHITI ANDREA PISTOIA (PT) 11-02-1950
8 BERTINELLI AMEDEA SAMBUCA PISTOIESE (PT)15-06-1945
9 NIZZI SABRINA FIRENZE (FI) 22-02-1974
10 ROSANNA MAGRINI PESCIA (PT) 17-12-1979
11 STELLA BELLANDI EMPOLI (FI) 02-03-1981
12 CALDIROLA MATTEO FIRENZE (FI) 17-07-1979
13 POGGI PAOLA FIRENZE (FI) 15-04-1973
14 LUCCHESI FRANCESCA FIRENZE (FI) 22-06-1966
15 PAOLI NICCOLO’ FIRENZE (FI) 18-11-1971
16 INTINI MARCO FIRENZE (FI) 18-10-1973
17 SANTINI STEFANO FIRENZE (FI) 19-12-1970
18 ROSSI SASCHA FIRENZE (FI) 21-11-1971
19 DE ANGELIS ALFREDO BARQUISIMETO (VENEZUELA)27-05-1967
20 PALLONI GABRIELE FIRENZE (FI) 06-07-1968
21 PAPADOPOULOS MATTEO FIRENZE (FI) 07-05-1973
22 GALLUCCI GISBERTO FIRENZE (FI) 15-06-1969
23 CAMMELLI GIULANO VICCHIO (FI) 06-10-1968
24 CAPPABIANCA LUIGI SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)18-09-1961
25 MARINI LUCA ROMA (ROMA)21-03-1982
26 LEOTTA MASSIMILIANO FIRENZE (FI) 09-06-1977
27 LUCCHESI ETTORE FIRENZE (FI) 18-04-1974

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO PER IL COMUNE DI PISTOIA

Introduzione

I cambiamenti che stanno avvenendo in questo momento storico sono di natura epocale e strutturale.
Le risposte opportuniste e di corto respiro dei partiti al potere e all’opposizione non bastano più e mostrano, nel momento stesso della loro formulazione, la loro ridicola e profonda falsità.
I gravi problemi economico-sociali, come la disoccupazione, la mancanza di assistenza sanitaria e di certezze per il futuro, la povertà di 2/3 della popolazione mondiale, la fame, la desertificazione, l’inquinamento, il consumo delle risorse e i grandi flussi migratori che ne conseguono non sono strutturalmente risolvibili.
L’attuale modello economico, il neoliberismo, che ha imposto e sta imponendo con la forza e con la guerra il cosiddetto “mercato unico” in tutte le latitudini del pianeta, non può risolvere ciò che esso stesso ha creato. Le drammatiche ricadute sociali delle scelte strategiche della finanza mondiale (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione mondiale del Commercio, multinazionali) non sono un incidente di percorso, ma il percorso necessario, anzi il requisito affinché questo modello prosperi e si espanda.
L’essenza del sistema neoliberista sta proprio nello “squilibrio” economico, nello “sbilanciamento” delle ricchezze, nella concentrazione delle risorse di tutti nelle mani di pochi.
Come pretendere che la sanguisuga si stacchi dal corpo da cui si nutre?
Impossibile.
Non si possono fornire ricette e speranze restando all’interno di un modello profondamente ingiusto, sbagliato e soprattutto destinato alla catastrofe. Un modello che nel momento stesso in cui decreterà il suo “trionfo” e dominio mondiale, lo farà sulla “tabula rasa” di un pianeta distrutto.
Se, quindi, quanto sta avvenendo in Italia e in Europa è il riflesso di questa logica di globalizzazione e uniformità imposta del mercato unico, se le soluzioni propagandistiche sono evidenti falsi elettorali, forse non risulta chiaro perché i sostenitori-fautori di questo modello siano proprio le sinistre.
Siamo fermamente convinti che tale passaggio, fondamentalmente disumano, non poteva avvenire senza governi di “sinistra”. Senza opposizioni e sindacati consenzienti e subalterni non si potevano certo costruire:
-L’Europa di Maastricht e dell’Euro, un’Europa monetaria e del Mercato Unico finanziata a colpi di privatizzazioni del sistema sanitario ed educativo, dei servizi essenziali (luce, gas, acqua, telefoni, ecc.); attraverso il furto e la privatizzazione delle pensioni e dell’assistenza sociale; con l’aumento della disoccupazione e milioni di lavoratori espulsi dal mondo della produzione e costretti alla sopravvivenza e all’emarginazione sociale.
-L’Europa di Schengen, una fortezza chiusa dove si stanno esasperando i conflitti razziali ed etnici; dove ritornano antiche forme di sfruttamento; dove si stanno creando nuove forme di schiavitù, fino ad arrivare alla vergogna dei Centri di detenzione o Lager per stranieri.
-L’Europa della Nato, base di decollo di pratiche di guerra e di morte, non solo nei Balcani, ma anche in Medio Oriente e nel Mediterraneo, polizia aggressiva sempre pronta a rispondere agli appelli dell’industria bellica americana. La cosiddetta guerra “umanitaria” è stato un campo prove di nuove tecnologie di morte.
-L’Europa della diossina, forse la più chiara espressione e l’esempio più clamoroso degli interessi speculativi che il modello neoliberista sta imponendo in ogni settore. Il massimo guadagno non si ferma nemmeno di fronte al rischio di compromettere la salute di milioni di essere umani. Anzi, la possibilità di ottenere facili guadagni “smaltendo” rifiuti tossici e nocivi nel ciclo alimentare si basava proprio sul fatto che nessuno li avrebbe mai cercati lì, nel corpo umano.

Finora questi “tecnici-esperti” dell’economia, questi “alchimisti” della politica non sono stati in grado di risolvere nemmeno uno solo dei problemi sociali, economici, etnici nel nostro paese, in Europa, nel mondo.
Laddove sarebbe stato necessario intervenire con la massima diplomazia e anzi, laddove si sarebbero dovute “inventare” forme nuove della politica e della partecipazione, si è ricorso alle forme più primitive e rozze, ma molto più remunerative, come la guerra e i bombardamenti.
Questi grandi strateghi hanno contratto un doppio debito con l’umanità: non hanno solo distrutto le case e ucciso le persone, ma hanno anche bombardato le coscienze, distruggendo la speranza nella possibilità del cambiamento.
Laddove sarebbe urgente fermare i veri criminali, quelli che stanno affamando interi continenti, accumulando nelle banche svizzere e nei “paradisi fiscali” il risultato delle loro transazioni speculative, dello spaccio di eroina e cocaina, della vendita di armi ad amici e nemici, si dà la caccia al piccolo ladruncolo di periferia.
Questi grandi “polizioti”, ordinatori del mondo, di quale razza di “sicurezza” stanno parlando? Di quali traffici si stanno occupando? Cosa stanno veramente colpendo?
Laddove sarebbe stato necessario avere una “giustizia uguale per tutti”, si sono manifestati i veri bugiardi e corrotti.
Questi grandi “giudici”, molto severi con chi per disperazione ha commesso un reato, sono stati molto solerti a nascondere prove, a mascherare responsabilità e liberare i veri colpevoli di stragi, di associazione mafiosa, di corruzione: lo dimostrano Ustica, Piazza Fontana, Bologna, il Cermis.
Quanti processi attendono invano una sentenza, quante sentenze attedono invano una giustizia?
Finchè davvero non ci sarà una giustizia “uguale per tutti”, con uguali diritti, uguali opportunità e uguali condizioni d’origine, non ci sarà sicurezza per le popolazioni indifese.
Senza giustizia e sicurezza non ci sarà pace sociale.
Non è questo il paese, il continente, il mondo in cui vogliamo vivere.
Come Umanisti vogliamo vivere in un paese, in un continente, in un mondo che:
-risponda pienamente alle necessità più elementari degli esseri umani, come la salute, l’educazione, la casa, il lavoro, cibo, acqua e aria di buona qualità e sia anche in grado di rispondere alle aspirazioni più profonde.
-sia capace di sviluppare forme di convivenza non violenta, non discriminatoria, antirazzista, basate sull’accoglienza, la cooperazione e la reciprocità.
-in cui nascere serbo, kroato, kossovaro o irlandese non sia un errore geografico fatale; in cui essere musulmano, ortodosso, ebreo o ateo non sia un elemento di discriminazione e pregiudizio civile.
-dove gli uomini imparino non solo a tollerarsi, ma a sviluppare la capacità di concepire la diversità come indicatore di progresso.
Ma per realizzare tutto ciò c’è bisogno di rompere lo schema generale, dato per acquisito e mai davvero messo in discussione.
C’è bisogno di capovolgere antiche logiche e rimettere l’essere umano al centro.
Così come il passaggio dal periodo miticoreligioso mediovale a quello rinascimentale e in seguito a quello illuministico hanno rappresentato rivoluzioni epocali nella storia dell’uomo, oggi s’impone un altro radicale cambiamento ispirato ad un Nuovo Umanesimo e incentrato su stili di vita consoni alle esigenze dell’Uomo Planetario (Rita Levi Montalcini, Premio Nobel)
Se s’intende l’Uomo, quello reale, fatto di bisogni, necessità, aspirazioni, sogni e soggettività, allora in ogni nazione si dovrebbe cominciare ad applicare come minimo la Dichiarazione dei Diritti Umani.
I Partiti Umanisti di 18 paesi europei (Italia, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Olanda, Islanda, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca, Svizzera, Ungeria, Russia), costituiti in Regionale Europea dell’Internazionale Umanista a Madrid il 7 luglio1999 hanno, infatti, denunciato i governi delle distinte nazioni non solo per la mancata applicazione, ma anche per il profondo tradimento della Dichiarazione dei Diritti Umani, sottoscritta nel dicembre 1948,e dopo oltre 50 anni mai applicata.

I 12 PUNTI PRIORITARI E NON NEGOZIOBILI DI UN GOVERNO
DI SINISTRA PROGRESSISTA

Il programma del Partito Umanista per il Comune di Pistoia trae spunto dai dodici punti enunciati da Giorgio Schultze, Portavoce del Forum Umanista

Le vicende di questi giorni hanno mostrato con evidenza che gli elettori di sinistra ormai non hanno più un referente politico. Cadute le ultime illusioni, nel panorama politico italiano si fa evidente un vuoto che, finora, il progetto dell’Unione aveva in parte occultato. Oggi è palese la necessità di un nuovo soggetto sociale e politico, slegato dalle logiche di potere, una nuova forza alternativa ai due schieramenti di centro-destra e centro-sinistra, diversi nelle forme, ma troppo simili nei risultati e negli obiettivi.
Serve una grande alleanza del variegato universo di persone e organizzazioni di base, sociali, politiche e culturali che ancora si propongono una trasformazione radicale non violenta della società. Un progetto sociale e politico nel quale questo universo di diversità possa convivere, convergere e rafforzarsi fino ad arrivare a governare il paese.
Come Prodi ha annunciato i suoi “12 Comandamenti”, anche questo progetto può e deve indicare le sue priorità irrinunciabili. Sono punti sintetici e aperti ai contributi e all’arricchimento di quanti lavorano da anni nei campi che riteniamo prioritari.
Invitiamo tutti quelli che sono pronti a raccogliere questa sfida a sottoscriverli e diffonderli, per cominciare fin da ora a costruire l’alternativa di sinistra di cui c’è bisogno.

1. Una politica di pace e disarmo
• smantellamento degli arsenali nucleari
• ritiro delle truppe da tutti i teatri di guerra
• No a nuovi basi USA-NATO e smantellamento progressivo di quelle esistenti
• Ridiscussione della nostra appartenenza alla NATO anche in riferimento alla mutata situazione geopolitica.
• sviluppo del dialogo e della diplomazia per la soluzione dei conflitti internazionali
• rispetto degli impegni presi per i fondi allo sviluppo e alla cooperazione internazionale

2. Immigrazione: accoglienza e riconoscimento del diritto di cittadinanza
cancellazione della Bossi -Fini
chiusura dei CPT
varo di una legge che riconosca pari diritti e opportunità (compreso il voto) ai cittadini stranieri

3. Coppie di fatto
Varo di una legge che riconosca lo status di famiglia alle coppie di conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, estendendo loro i diritti/doveri delle coppie sposate

4. Istruzione pubblica e di buon livello per tutti
rilancio della scuola pubblica con fondi e strutture adeguate

5. Sanità pubblica e di buon livello per tutti
rilancio della sanità pubblica con fondi e strutture adeguate

6. Ambiente, energia e infrastrutture
difesa dell’acqua come bene comune che deve restare pubblico
sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
forte impulso al trasporto pubblico
no alle grandi opere ( No Tav, No Ponte, No rigassificatori, No inceneritori)
Campagne per il risparmio energetico

7. Lavoro
abolizione della legge 30
messa in atto di ammortizzatori sociali a sostegno di chi si trova in condizioni di precarietà lavorativa

8. Conflitto d’interessi
Varo in tempi certi e prima delle prossime elezioni di una legge sul conflitto d’interessi

9. Partecipazione dei cittadini e rapporto elettori-eletti
referendum anche propositivi sui temi prioritari, compresi la politica internazionale e i temi economici-finanziari.
legge di responsabilità politica, con verifica periodica del mantenimento delle promesse elettorali e possibilità di perdita della carica se queste non vengono mantenute.

10. Difesa delle fasce deboli
reddito di cittadinanza per chi è privo dei mezzi necessari per vivere
riforma del sistema previdenziale per garantire a tutti i pensionati una buona qualità di vita.

11. Priorità di bilancio
riduzione delle spese militari
lotta all’evasione fiscale
introduzione della Tobin Tax per tassare la speculazione e dare priorità alle spese sociali

12. Riconversione dell’industria bellica
Incentivi alla riconversione e sostegno all’occupazione.

Comune per la Pace

Il Comune di Pistoia, già Comune operatore di pace, si impegna ad adottare in concreto provvedimenti istituzionali ed iniziative che diffondano la cultura della pace e della convivenza civile, contro ogni forma di conflitto, di dottrina di guerra (preventiva o no) e di terrorismo. In particolare organizza nelle proprie sedi tavole rotonde coinvolgendo le associazioni e i cittadini per fare proposte sul tema della pace e del disarmo – manifestazioni, campagne di informazione, raccolte firme -, attua le proposte ritenute più valide dalla maggioranza dei partecipanti, si impegna a non siglare convenzioni economiche con banche che finanziano gli armamenti.
 

MODIFICA DELL’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DEL COMUNE E DELLE CIRCOSCRIZIONI

Molto prima che esistessero i paesi, esistevano le persone aggregate come gruppi umani che, radicandosi in un posto, si convertirono in “vicini”. Successivamente e nella misura in cui si montarono superstrutture amministrative gli furono sottratte la loro autonomia e potere. Da questi abitanti, da questi “vicini” deriva la legittimità di un ordine dato, e da lì deve derivare la rappresentatività di una “democrazia reale”. E’ al Comune dove deve ritornare il potere di decisione dei cittadini. Il Comune deve essere la base della organizzazione politica di un paese.

A partire da un Comune la possibilità di creare un sistema popolare di democrazia reale si facilita enormemente. La sovranità popolare si esprime unicamente per mezzo del controllo dei cittadini sui loro politici, sulle decisioni che essi prendono, sulla partecipazione diretta alle decisioni con votazioni, su meccanismi di difesa di tutte le minoranze.

Attualmente i partiti sono stati convertiti in “meccanismi” di una azione controllata dai grandi capitali e dalla banca. Questi ultimi non investono forti somme di denaro senza aspettarsi poi dei “risultati”; loro sono quelli che finanziano candidati e dettano, con accordi previ, le politiche che devono essere seguite. Quindi, alla fine, i veri padroni non sono i cittadini ma coloro che finanziarono i candidati.

Creazione del Foro Comunale,
– uno per circoscrizione, aperto ad associazioni e singoli cittadini
– per portare iniziative o discutere le cose che risultino inconvenienti.
– Possibilità di presentare iniziative da sottoporre a referendum e creazione di una rete informatica con meccanismi di informazione e consulta
– In questo Foro i rappresentanti eletti devono rendere conto periodicamente del loro operato e potranno essere destituiti, sempre tramite voto plebiscitario ed elettronico nel caso non siano state rispettate le promesse elettorali. Così si rende effettiva la “Responsabilità politica”
– Si decide come gestire i bilanci e quali opere o attività devono realizzarsi sempre con una votazione da parte di tutti i cittadini tramite mezzi elettronici.

Democrazia Diretta,
– sviluppo di una rete informatica per consultazioni dirette ai cittadini su tutti i temi relazionati col quartiere o Comune o per progetti non contemplati nel programma elettorale o di notevole importanza

Creazione della figura del Difensore del Cittadino:
– sarà designato dai cittadini delle differenti circoscrizioni (non dai politici)
– uno per circoscrizione
– Il suo lavoro sarà la difesa dei Diritti Umani di ogni vicino che senta non soddisfatti i suoi diritti fondamentali, di fronte alle istituzioni pubbliche

Elezione diretta da parte dei cittadini del Comandante di Polizia Municipale
– Noi umanisti non vogliamo maggior quantità di polizia. La tanto declamata “insicurezza” ha a che vedere più con la mancanza di lavoro, con la esclusione delle minoranze e incertezza per il futuro di tutti, che con la delinquenza.
– Elezione diretta da parte dei cittadini del comandante dei vigili per un periodo di 4 anni.
– Revisione del ruolo dei vigili urbani modificando la mansione persecutoria di con le multe verso quella più collaborativi di aiuto nello svolgimento delle attività quotidiane.
– Vogliamo vigili al servizio dei vicini non solo al servizio dei politici o dell’ipermercato di turno.

Dare rappresentatività reale nel consiglio comunale a tutte le minoranze
– (politiche, religiose, ideologiche, culturali, etniche, ecc) perchè solo con il consenso ci può essere progresso. Perchè “lottare per i diritti delle minoranze è lottare per i diritti di tutti gli esseri umani”.

Creazione di nuovi mezzi di comunicazione comunali, senza censura e aperti a tutti
– TV locale
– Radio
– Giornale
– Rivista
– Rete informatica
– Informazione trasparente e consulta permanente ai cittadini neutralizzando l’influenza dei grandi mezzi di comunicazione.

Maggior controllo sugli atti del consiglio comunale e democrazia partecipata
-Applicazione del bilancio preventivo,: i cittadini decidono come l’ente locale spenderà quella parte di bilancio che non è impegnata in spese obbligatorie (spese obbligatorie: paghe ai dipendenti, manutenzione di edifici pubblici, rimborsi prestiti ecc.), ossia circa il 15-20% del budget.
-Ricorso frequente, per le scelte principali, a referendum, proposti dai cittadini stessi.
-Informazione e trasparenza: informazioni a disposizione dei cittadini, preoccupandosi che siano facilmente accessibili e chiare, tutte le informazioni utili, sia in forma cartacea sia on line, sul proprio bilancio, su temi delicati e cruciali come consulenze e partecipazioni in società, nonché sul comportamento dei politici (ad esempio, per ogni delibera consiliare o di giunta, come ha votato ogni consigliere o assessore).
-Gli eletti debbono considerarsi portavoce degli elettori, per ostacolare la formazione di oligarchie politiche svincolate dagli elettori e autoreferenziali come le attuali. Perciò il mandato delle cariche esecutive (sindaci, presidenti di provincia e di regione) deve essere revocabile. Come? Su richiesta di un certo numero di elettori si deve fare una votazione per revocare o confermare l’eletto in questione. Per gli altri eletti (consiglieri comunali, provinciali, regionali, in prospettiva anche parlamentari) occorre studiare dei meccanismi idonei.
-Per le stesse ragioni, vi deve essere un limite rigoroso al numero dei mandati (massimo due).
-Riduzione del costo della politica e abolizione dei privilegi, ossia di tutti i benefit non strettamente funzionali all’espletamento delle funzioni di pubblico interesse.
-Ridare più peso ai consigli, ridimensionando l’attuale prepotere di sindaci, presidenti di provincia e giunte.
-Infine, se avremo degli eletti, questi si impegnano fin d’ora a riferire sulla propria attività in assemblee pubbliche aperte (o, per l’ordinaria amministrazione, a un comitato eletto), che esprimeranno un parere vincolante rispetto alle delibere da votare.

SANITA’

Ciò che è necessario non è negoziabile!

Situazione attuale
La speranza di vita alla nascita è, in Italia, la più alta d’Europa. Dagli anni ’70 sono diminuite le malattie cardiovascolari, la mortalità infantile e sono state debellate molte malattie infettive. Ma le disuguaglianze riguardo allo stato di salute non sono diminuite e, al contrario, sono addirittura aumentate: le persone più abbienti e con maggior reddito hanno una speranza di vita più alta e sono soggette a meno malattie e disabilità che i poveri.
Nodi attuali e tendenze future
L’obbiettivo delle riforme sanitarie dell’ultimo decennio è stato quello di far quadrare i conti, per questo sono state introdotte vere e proprie “regole di mercato” con il pretesto di aumentare l’efficienza del servizio. Il peso crescente della spesa sanitaria privata, l’introduzione di meccanismi di gestione privatistici, l’aumento dei ticket, le campagne di diffamazione indiscriminata della sanità pubblica, il prevalere delle ragioni di bilancio su quelle della salute della popolazione hanno il loro correlato nel deterioramento delle condizioni di lavoro degli operatori medici e infermieri e nella grave carenza di cure per i malati cronici, gli immigrati, i poveri, i disoccupati, le persone a basso reddito e tutti coloro che non possono permettersi le cure di un centro specializzato privato. Alla fine tutti i cittadini finanzieranno con le tasse, attraverso il sistema delle convenzioni, le struttura sanitarie private, dei cui servizi potranno godere solo quelli che avranno stipulato opportune polizze di assicurazione.
Proposte e potenziamento

– Istituzione di una commissione di controllo eletta dai cittadini per la non discriminazione nella prestazione sanitaria.
. – Appalti a cooperative ed imprese che garantiscano un salario ed un trattamento degno dei lavoratori stabilendo parametri minimi quali 1200 euro al mese netti e siano imprese partecipate. Oggi nell’area della sanità pistoiese si da in appalto a cooperative sociali, a cooperative infermieristiche, in realtà a privati che svalutano la qualità del personale malpagando coloro che ci lavorano.
– Mantenimento dei diritti dei lavoratori della sanità.
– Il foro Comunale risulterà l’ambito competente per iniziative e proposte
– Controllo dell’operato dei rappresentanti politici e Sindaco ogni sei mesi con voto elettronico rispetto a tematiche sanitarie.
– Poliambulatori
– Triplicare le guardie mediche pediatriche
-Per quanto riguarda le competenze sanitarie gratuite è necessario che rimangano tali e non vengano trasferite nell’ambito di quelle a pagamento.
-Maggior attenzione per le fasce più deboli (anziani, bambini, disabili).
-Un’adeguata assistenza domiciliare agli anziani e ai disabili, affinché possano mantenere un’adeguato standard di vita
-Riguardo il tema dell’ubicazione del nuovo ospedale, da costruirsi nella zona inerente il raccordo autostradale, noi umanisti siamo contrari a una simile scelta sia per motivi inerenti l’aspetto del terreno della zona di destinazione di tale opera (assetto idrico), sia per il fatto che per noi risulta più conveniente un’adeguato riassetto dei padiglioni e reparti esistenti ( considerando anche che nel sito dell’attuale ospedale ci sono circa 70.000mq sfruttabili ). Per quanto riguarda l’accesso alla struttura ospedaliera siamo convinti che un adeguato riassetto della viabilità ( es. allargamento della sede stradale di viale Matteotti, con relativa corsia preferenziale per autoambulanze ) migliorarne l’accesso. Di contro una struttura al di fuori della città creerebbe non pochi problemi di raggiungibilità da parte di una buona parte di cittadini (es.: disabili ed anziani)
-L’organizzazione sanitaria deve dipendere dal comune (invece che dalla regione) questo non implica un monopolio comunale perché anche enti nazionali, provinciali ,…possono radicarsi nel territorio comunale.Nel caso di enti sanitari privati convenzionati con tariffe fissate dal comune, vengono pagati nel comune stesso in modo che il servizio sanitario sia comunque gratuito, e anche nel caso di centri privati non convenzionati, la qualità dei servizi deve essere costantemente controllata dal comune.
-Creazione dell’Ente Sociale comunale ( come menzionato sopra passando l’organizzazione sanitaria sotto il controllo diretto del comune), che si occupi fra le altre cose delle farmacie comunali presenti in tutti i quartieri in numero sufficiente che distribuiscano farmaci a prezzi ridotti.
-Le ASL (Aziende Sanitarie Locali ) saranno trasformate in ASD ( Aziende Democratiche Sanitarie ) decentrate uniformemente sul territorio con risorse gestite direttamente secondo la quota assegnata dal SSN, e la gestione sarà in mano a tutti coloro che operano in essa e a rappresentanti dei destinatari dei servizi erogati. Così facendo si migliorerà il servizio e diminuiranno gli sprechi cos facendo ogni forma di concorrenza tra le ASD non sarà dettata dalla spinta guadagno ma bensì da dalla spinta verso un servizio migliore, primo passo fondamentale per tutto questo sarà equiparare il livello delle realtà locali e i distretti socio-sanitari di base dovranno avere circa 30.000 abitanti.
-Verifiche da parte dei cittadini e del personale sanitario sul funzionamento dei servizi sanitari ( vedi lg.419 art.2 comma e, vedi legge di Responsabilità Politica presentata dal Partito Umanista al Parlamento nel marzo 1999)
-Il personale medico, paramedico e i cittadini devono partecipare alla gestione e alle decisioni dei servizi sanitari ( vedi lg.419 art. 2 comma 1 – realizzare la partecipazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla programmazione e alla valutazione dei servizi sanitari – così come in una democrazia diretta tutti i cittadini devono partecipare alle decisioni del Comune.
-Medici di base con un numero di pazienti non esagerato (500 pazienti), per un servizio migliore ed efficace: assistenza primaria, assistenza programmata a domicilio, continuità asistenziale, educazione sanitaria, ricerca- il medico di base deve svolgere un ruolo fondamentale di coordinamento tra i servizi sanitari facilitando la relazione dei cittadini con tali servizi-
-Partecipazione dei cittadini a forum comunali e di quartiere, organizzati dal Comune e dalle Circoscrizioni per portare avanti proposte e progetti al consiglio deliberante anche riguardo i servizi sanitari.
-Corsi di prevenzione sanitaria nelle scuole.
-Centri di medicina alternativa.
-Assunzione di personale medico e paramedico (attualmente insufficiente)
-Sindacati di base realmente rappresentativi
-Sportelli informativi, per prevenzione, assistenza, handicap, bambini e anziani, ecc…
-Corsi informativi di prevenzione, assistenza, interruzione della gravidanza, metodi contraccettivi, portatori di handicap,ecc…
-Potenziamento dei centri di primo soccorso, con unità di terapia intensiva e sala operatoria per le urgenze.
-Centri di assistenza con personale specializzato e aperti tutto il giorno ( integrati con assistenza domiciliare ) per: donne, anziani, stranieri, portatori di handicap fisici e mentali, portatori di AIDS, tossicodipendenti.

Prevenzione

Creazione, in accordo con la Regione, del Servizio Municipale di Medicina Preventiva
E’ necessario un aumento di fondi per l’individuazione dei fattori di rischio della popolazione e per rimuoverli.
Occorrono programmi di prevenzione capillari per incrementare la cultura della prevenzione:
-programma di ceck-up completi semestrali per i cittadini
-screening della popolazione femminile in età a rischio per il cancro alla mammella e all’utero.
Malattie vascolari.
-per tumori del retto e colon.
Occorrono inoltre:
-monitoraggio dei fattori inquinanti( acqua, aria, suolo, radiazioni elettromagnetiche, ecc…
-programmi di vaccinazioni gratuite.
Programmi prevenzione carie.

Formazione e aggiornamento del personale

Il personale della sanità (e dell’educazione) deve essere il più preparato ed il meglio pagato.
E’ necessario investire nella formazione ed organizzare con continuità corsi d’aggiornamento per il personale medico e paramedico nelle università,ospedali e territori.

Ricerca scientifica

Fondi abbandonati e attrezzature tecnologicamente avanzate devono essere destinati alla ricerca scientifica, portata avanti nelle università e nei laboratori di ospedali e centri sanitari, da equipe di ricercatori tra le quali dovrebbe esistere un coordinamento permanente per l’interscambio di informazioni ed idee. La ricerca va indirizzata al miglioramento delle attuali tecnologie sanitarie ed allo sviluppo di nuove tecnologie, come l’ingegneria genetica, che apriranno nuove possibilità terapeutiche e di prevenzione.

PARI OPPORTUNITA’

Trattiamo in questo punto il tema della disabilità rimandando altri temi come immigrazione in atri punti.

Disabilità- realtà e proposte

-Il Partito Umanista vuole rendere il Comune di Pistoia città-esempio e modello per il rispetto, non solo teorico ma soprattutto pratico, delle esigenze dei disabili.
-È necessario aumentare il budget di spesa per gli interventi di Assistenza Domiciliare, prevedendo la creazione di strutture adatte nei quartieri della città e l’assunzione di personale sufficienti a garantire i servizi necessari.
-Di fondamentale importanza sarà l’allargamento alla partecipazione di chi è coinvolto personalmente nel “mondo della disabilità” al tavolo programmatico e di confronto concordato tra la Consulta provinciale disabili e i nuovi interlocutori Comunali.
-Viene infine considerata necessaria la pubblicazione di un Periodico Cittadino (a consegna gratuita e domiciliare perlomeno ai disabili presenti sul territorio) che riporti tutte le informazioni utili per migliorare al massimo la qualità della vita.
-Barriere architettoniche: Verifica negli edifici pubblici (non solo Comunali) ed abbattimento delle barriere architettoniche dove ancora sussistano. Pistoia offre una rete di mezzi pubblici, ancora molto limitata rispetto all’utenza disabile. L’accessibilità ai luoghi di cultura, ai monumenti, ai musei e alle biblioteche non è garantita. Solo nei luoghi recentemente ristrutturati, e quindi obbligati dalla legge 626 all’abbattimento delle barriere architettoniche, si ha la certezza di potervi accedere e di non imbattersi in sgradevoli sorprese. In altri luoghi, anche di fondamentale importanza per la città, l’accesso è una questione, il più della volte, «privata»: o si ha la fortuna di incontrare uomini di buona volontà, o il palazzo, la chiesa, il monumento rimangono territori inesplorabili.
-L’istruzione: Un integrazione sempre maggiore e costantemente monitorata dei disabili nelle strutture pubbliche e private.
-Il lavoro: Nonostante le innovazioni legislative in tema di inserimento lavorativo (L.68/99) e le molte iniziative attivate anche grazie a progetti e finanziamenti europei, a tutt’oggi anche nel nostro territorio si rilevano livelli di occupazione dei diversamente abili ancora piuttosto bassi. Occorre tuttavia considerare che fra i diversamente abili in età lavorativa circa il 27% è del tutto inabile al lavoro. Le donne con diversabilità sono notevolmente svantaggiate rispetto agli uomini: le prime hanno un tasso di occupazione dell’11% e i secondi del 29%.
Valorizzare le attitudini personali, gli interessi e le capacità espressive e occupazionali;
Attivare percorsi di integrazione sociale possibili, tenendo conto delle reali potenzialità e desideri della persona;
-La famiglia: Il 28% dei diversamente abili vive solo; anche in questo caso è prevalente il numero delle persone anziane, soprattutto le vedove. L’età media dei diversamente abili soli è infatti di 76 anni per gli uomini e 80 anni per le donne. Il 26% dei diversamente abili fino a 44 anni è coniugato.
-La condizione di diversabilità fra i giovani comporta una loro permanenza nel nucleo d’origine; si riscontra così che il 34% dei diversamente abili di età 25-44 anni vive con i genitori, e che il 17% dei diversamente abili della stessa età vive con un solo genitore. Questo implica verosimilmente una situazione di maggiore necessità economica e, talvolta, di maggiore disagio: in effetti il 42% dei diversamente abili ritiene scarse o insufficienti le proprie risorse economiche. La famiglia rimane il perno fondamentale di riferimento per le persone diversamente abili: il 90% dichiara un buon livello di soddisfazione rispetto alle relazioni familiari.
-Vita sociale: La partecipazione sociale delle persone con diversabilità costituisce la sfida più grande e più difficile da affrontare, perché in essa si vengono a sommare problematiche derivanti non solo dalla condizione data del soggetto, ma soprattutto e principalmente dal contesto ambientale e culturale. I disabili restano di fatto esclusi dalla vita sociale, privi di spazi a loro disposizione.
-Tempo libero: il 22% dei diversamente abili di età inferiore ai 44 anni si è recato al cinema, al teatro o a vedere spettacoli vari negli ultimi 12 mesi, a fronte del 31% dei non diversamente abili (ISTAT, 1999). Il 20% dei diversamente abili legge libri (ISTAT, 1999).
-Sensibilizzare, far conoscere la diversabilità in maniera più appropriata;
-Sensibilizzazione alla creazione di occasioni e spazi ludici, espressivi e culturali;
-Sensibilizzare rispetto alle tematiche del disagio sociale;

AMBIENTE

Lo smaltimento dei rifiuti

-Attualmente nel comune di Pistoia la raccolta differenziata, anche negli ultimi anni ha subito un’incremento non arriva a livelli confortanti. Viene il sospetto che questa bassa percentuale serva a dimostrare la necessità del termovalorizzatore o peggio ancora di inceneritori. Essendo assolutamente contrari per ragioni legate alla salute pubblica, dobbiamo riorganizzare il servizio per arrivare per innalzare la raccolta differenziata in tempi brevi.
-Occorre però sensibilizzare gli operatori economici e i cittadini sul corretto smaltimento, sulla diminuzione dell’uso delle confezioni (rappresentano in volume circa il 50% dei rifiuti), sulla riduzione consapevole del consumo individuale. Si dovranno realizzare campagne informative (anche nelle scuole) e una trasparente gestione del rifiuto, che possa diventare risorsa (carta, metalli, vetro) o trasformata (umido che diventa compost da utilizzare nei parchi pubblici e nell’agricoltura biologica ).
-La gestione trasparente del rifiuto serve a dimostrare che lo sforzo del cittadino nel seguire l’iter di raccolta differenziata non è inutile, anzi, questo (come dimostrato nei comuni dove si attua) incoraggia a mettere sempre più attenzione al problema. Gli operatori economici (ditte, supermercati, commercianti) che dimostrino una riduzione consistente e permanente degli imballaggi o il riuso degli stessi riceveranno sconti consistenti sulle tasse rifiuti.
-Le discariche sono a livello ambientale delle bombe a tempo, in quanto i rifiuti vengono sotterrati e i liquidi prodotti da questi depositi (percolati), contenendo metalli pesanti e altri inquinanti, dovranno essere continuamente trattati, una volta drenati e raccolti. Il costo di questo tipo di smaltimento è abbastanza elevato e non risolve i problemi in quanto, quando le discariche attualmente utilizzate saranno piene, bisognerà trovare un’altra soluzione. Noi proponiamo un piano per lo smaltimento dei rifiuti e recupero energetico che comporti una riduzione del volume dei rifiuti solidi urbani tramite la termodistruzione e l’utilizzo del calore prodotto per produrre energia ed acqua calda, che potrà essere venduta a basso costo dal Comune ai cittadini e alle industrie.
 
Energie alternative/risparmio energetico
 
-Fino a prova contraria le sovvenzioni pubbliche regionali (incostanti e ridicole) non hanno fatto granchè per incentivare l’uso delle energie alternative, né abbiamo molte ditte veramente qualificate per proporle ed installarle. Siamo anni luce indietro rispetto a paesi e regioni più sfortunate (Trentino/Baviera/Germania…) dal punto di vista dell’insolazione eppure più attente all’innovazione ed al risparmio energetico.
-Occorre incentivare, compatibilmente al territorio forme di energie alternative: pulite e rinnovabili, quali:eolica, solare,…
– Incentivare il risparmio energetico mediante l’ ottimizzare la gestione del riscaldamento, del condizionamento e dell’illuminazione degli edifici e degli spazi pubblici e adottare tecnologie atte a ridurre gli sprechi energetici.
-Formare ed informare i cittadini riguardo al consumo consapevole mettendo in primo piano la salute e la qualità della vita e non il mero profitto
?
Territorio?
Tenendo come punto di riferimento essenziale e insindacabile, la qualità della vita, occorre:
?-Adottare trasformazioni urbanistiche che portino ad una reale valorizzazione della qualità della vita del cittadino e a non deturpare il territorio mediante cementificazioni selvagge ed incontrollate volte a soddisfare meri scopi di lucro, speculativi e clientelari.
-Un incremento dell’edilizia popolare (senza questo lesinare sulla qualità degli standard delle costruzioni), per risolvere il problema casa, maggiormente sentito dalle classi meno agiate.
-Valorizzazione dei negozi di quartiere rispetto ai grandi centri commerciali che ultimamente nascono come funghi, a discapito del piccolo commercio.
-Riqualificazione e miglioramento della vita nei quartieri periferici (Fornaci,…) mediante la rivitalizzazione di essi tramite l’apporto di servizi basilari come centri d’aggregazione, servizi alla persona, farmacie,….affinchè non siano e non restino dei quartieri dormitorio.?
Per quanto attiene la qualità della vita rapportata all’ambiente in cui viviamo occorre porre maggior attenzione ed adoperare alcune scelte,quali:
?-Un monitoraggio della qualità dell’aria delle falde acquifere e della rumorosità dell’ambiente in cui viviamo.
-Maggior attenzione agli spazi verdi esistenti e una progressiva e costante crescita delle aree adibite a verde pubblico.
-Sensibilizzazione e tutela nei confronti delle attività, industriali, vivaistiche,… per quanto riguarda l’inquinamento e il deturpamento dell’ambiente.
-Tutela dei parchi pubblici.

TRASPORTI

-Negli ultimi anni la qualità del servizio di trasporto pubblico è crollata. Sempre meno autobus, sempre più sporchi. La privatizzazione è fallita miseramente.
 -Per quanto riguarda la COPIT, occorre tenere presente che l’azienda dei trasporti, per fornire un servizio efficiente, non può che essere in perdita. L’azienda deve avere come obiettivo il contenere la perdita d’esercizio al minimo possibile. Il pareggio di bilancio, unico obiettivo di un’azienda che eroga un servizio pubblico, è conseguito con l’apporto di denaro del Comune, anche tramite rimesse statali ed utilizzando la leva fiscale nei confronti dei più abbienti, in particolare tramite:
– disincentivi all’uso dell’auto privata.
– un nuovo servizio carsharing con auto elettriche poste in diversi punti di ingresso della città, dotati di parcheggi ove eventulmente lasciare l’auto privata.
-Non sarà possibile risolvere il problema del traffico a Pistoia fino a quando la qualità della vita in città non aumenterà. Risulta evidente il disagio per il cittadino che non trova nel suo quartiere i negozi, le palestre e attrezzature sportive in genere, i cinema, le scuole, gli spazi verdi, gli ambulatori e gli ospedali, le farmacie, gli uffici comunali e postali, le biblioteche e i luoghi di svago, tutte cose per le quali, ogni volta che ne deve usufruire, è costretto a spostarsi (consideriamo inoltre gli spostamenti per il lavoro) in macchina dato che il servizio di trasporto pubblico è costoso ed inefficiente.
-Si tratta quindi di decentralizzare e dotare ogni quartiere di tutte quelle infrastrutture, servizi ed uffici che permettano al cittadino una vita comoda e a misura d’uomo, riducendo così al minimo indispensabile gli spostamenti all’interno della città. La costruzione ed apertura di dette infrastrutture, servizi ed uffici permetterà un aumento della occupazione sul territorio comunale

Oltre a tutto ciò risulta necessario agire immediatamente con tre misure fondamentali:

a) aumentare il numero delle attuali corse effettuate dal trasporto pubblico con aumento dell’occupazione e riducendo della metà il costo del biglietto.
b) cambiare il parco autobus del trasporto pubblico, aumentando i mezzi a gas naturale ed elettrici e di dimensioni ridotte rispetto agli attuali, in modo da agilizzare il traffico evitando il transito di autobus ingombranti.
c) tutti i parcheggi comunali in appalto a privati tornano in mano al Comune che ne assorbe il personale; inoltre tutte le aree di parcheggio comunali presenti nel territorio saranno gratuite.
d) una sempre maggior attenzione, mediante sensibilizzazione ed incentivi per indirizzare i cittadini all’acquisto ed utilizzo di auto a basso tasso d’inquinamento o addirittura nullo (gas, metano, elettriche).
e) incrementare e migliorare le piste ciclabili e percorsi pedonali.

Al contrario di quello che si è pensato e fatto finora, non si risolve il problema del traffico all’interno di una città pensando solamente al centro storico (che in tutti i casi va tutelato), ma risolvendo invece la qualità della vita dei quartieri, dove vive la maggior parte dei cittadini.
 
CASA

Il Comune farà un censimento sulla situazione casa per verificare le condizioni di alloggio delle persone – cittadini e no – residenti a Pistoia. In particolare il censimento avrà ad oggetto:
– la verifica di case che risultano sfitte, di seconde case e di tutte le situazioni da cui si può dedurre la presenza di affitti al nero: chi affitta al nero dovrà regolarizzare la posizione dell’affittuario; il valore dell’immobile sarà valutato da architetti incaricati dal Comune e il costo dell’affitto verrà deciso di conseguenza, in modo imparziale;
– la verifica sulla situazione delle case popolari, per controllare che queste siano occupate da chi ne ha diritto
– la verifica di quante persone e famiglie non hanno un alloggio o vivono in condizioni precarie.
Il Comune svolgerà una relazione del patrimonio immobiliare pubblico : verrà effettuato un resoconto riguardo a case, ville, palazzi di proprietà del comune per valutare quali fra questi spazi sono effettivamente necessari all’attività municipale e quali possono invece essere ristrutturati e adibiti a case popolari da dare in affitto a prezzi modici alle persone e famiglie senza dimora o con redditi bassi e problemi di alloggio, a asili nido e scuole materne, a casa delle associazioni.
Il Comune istituirà uno sportello di consulenza cui potranno rivolgersi le persone che subiscono situazioni di irregolarità.

SCUOLA
Asili nido e scuola materna

Attualmente il servizio asili nido è gestito dai Comuni, con una scarsità di fondi. Ancora oggi, purtroppo, la legge 1044 del 1971 che prevedeva la costruzione di 3.800 asili nido in tutta Italia è rimasta parzialmente attuata. Il livello qualitativo, in genere molto alto delle educatrici, non compensa queste evidenti carenze. Le poche famiglie fortunate che riescono ad inserire i loro bambini al nido si trovano comunque a dover contribuire economicamente in modo non indifferente. Per molti, comunque, l’alternativa è spesso una scuola privata ancora più costosa.
Ogni bambino ha diritto alla sua scuola, a partire dall’asilo nido e scuola materna.
Il primo obbiettivo del comune di Pistoia è quello d’investire fondi affinché il problema “mancanza di posti negli asili nido e scuola materna” non esista più.
Inoltre ci deve essere un contatto permanente tra il Comune e le famiglie per illustrare i progetti e per trovare insieme soluzioni nel caso ci siano grosse difficoltà sull’argomento.

Scuola

Il Comune si impegna ad aumentare l’offerta di istruzione pubblica.
La scuola deve fornire educazione sui seguenti argomenti:
– non violenza, con la proposta dell’inserimento nell’orario delle
lezioni o comunque nel piano di offerta formativa di almeno un’ora settimanale dedicata all’approfondimento di questo tema sia sul piano personale sia sul piano sociale, oppure con l’organizzazione di incontri ad hoc;
– sessualità, con lezioni o incontri per dare agli studenti una corretta
informazione e favorire lo scambio di idee sul tema;
– dialogo fra culture diverse
– media, insegnando a conoscere il linguaggio della tv e dei quotidiani,
i fenomeni di generazione di bisogni indotti, la formazione dell’opinione pubblica, nuove tecnologie di comunicazione – pc, internet, ecc..; Gli educatori ed insegnanti devono ricevere una formazione adeguata per gettare le basi per un sistema educativo e per un metodo pedagogico che contribuiscano a costruire un futuro degno dell’essere umano.

Il Comune si impegna a promuovere iniziative e progetti nelle scuole per favorire l’approfondimento dei temi indicati.
Le scuole private non possono ricevere finanziamenti da parte del Comune, né diretti, né indiretti: i servizi che gli istituti privati richiedono al Comune devono essere interamente finanziati dagli istituti stessi.  L’ente pubblico non finanzia, né in tutto, né in parte le spese dovute alla frequentazione di corsi presso istituti privati.
Il Comune fornisce i libri di testo agli studenti meno abbienti.

LAVORI PUBBLICI

I lavori pubblici sono definiti in sede di bilancio partecipativo, con particolare riguardo alla manutenzione ordinaria e straordinaria ed alle esigenze dei quartieri popolari.
 
Il Comune si fa carico di un ampio percorso di informazione alla città su tutti i più importanti progetti attuali e futuri, che comprenda pubblicazioni cartacee e on line, assemblee pubbliche, interventi nelle scuole e nelle università.
 
Ad ogni progetto deve essere associato un iter di assegnazione e controllo dell’appalto in grado di garantire totale trasparenza. Gruppi di cittadini possono verificare lo stato dei lavori, che deve corrispondere al piano redatto in sede di assegnazione dell’appalto.
 
La tutela dell’ambiente e del verde vanno garantiti. Le nuove edificazioni devono corrispondere a comprovate esigenze della cittadinanza e mai avere mere finalità speculative.
 
Il Comune dovrà subordinare la concessione di un appalto, oltre alle normali leggi vigenti, alla regolarità contributiva (Inps) dei loro dipendenti, fino all’ultimo subappalto. Per quanto riguarda appalti dati a cooperative, si dovrà verificare oltre a quanto detto sopra, anche che esse siano effettivamente cooperative (che abbiano effettivi soci lavoratori e non personale più o meno dipendente, assemblee con votazioni dei soci sulla gestione e bilancio). L’irregolarità non sanata in un certo periodo provoca la cessazione del rapporto e sanzione pecuniaria, l’impossibilità di assegnazione di ulteriori appalti, fino alla denuncia alle autorità competenti se le violazioni sono in tema di sicurezza, ambientali, contributive, regolarità contrattuale dei lavoratori.
 
I lavoratori oggetto di irregolarità (contrattuale, sicurezza o contributiva) che testimonino violazioni (anche ambientali) otterranno gratuito patrocinio in caso di denunce di tali violazioni.

La vigilanza urbana (polizia municipale) si dota di un settore (da qualificare) che controlla nei luoghi di lavoro (cantieri, scuole, pubblica amministrazione etc) la regolarità dei soggetti appaltanti del Comune (e tutti gli enti pubblici) in tema di sicurezza e personale (criteri definiti dal Decreto Bersani). Inoltre controlla la regolarità delle norme in tutti i cantieri oggetto di DIA.
 
Lo scopo è quello che nel Comune, nel corso del tempo, si verifichi una diminuzione del lavoro nero o irregolare. Le ditte virtuose riceveranno riduzioni delle imposte comunali, saranno citate in un database ed avranno punteggi relativi per l’assegnazione di appalti o un iter accelerato dei permessi di competenza comunale.

URBANISTICA

Il comune convocherà quanto prima due assemblee, organizzate dall’assessore all’urbanistica, con i cittadini residenti rispettivamente in via Ciampi e nella zona del “ Fagiolo “ per ridiscutere con loro le decisioni prese in precedenza sull’assetto delle strade in quelle due aree. Le istanze dei cittadini verranno ascoltate e si cercherà con loro di arrivare ad una soluzione che venga incontro ai loro interessi.
In Comune si impegna a rivedere tutto l’assetto urbanistico della città e a creare parcheggi al suo esterno, organizzando un efficiente servizio di navetta.

SERVIZI SOCIALI

Il Comune vara un piano di assunzioni per dotarsi delle figure professionali mancanti (in particolare educatori, psicologi, assistenti sociali ) e non doversi affidare più a cooperative esterne, se non nei casi strettamente necessari. Il Comune promuove corsi di aggiornamento per questi operatori.

Immigrazione e dialogo fra culture 

Il Comune adotta le misure necessarie per favorire l’integrazione e la reciproca conoscenza tra gruppi etnici diversi. In particolare organizza incontri, tavole rotonde, cene multietniche e pubblica mensilmente un giornale in varie lingue contenente informazioni utili per gli immigrati e le iniziative di comunità di stranieri e associazioni che si occupano di intercultura.
Il comune si dota delle strutture necessarie per favorire il dialogo con gli stranieri e i nomadi che parlano altre lingue.
Il Comune si impegna a non tollerare, per nessuna ragione, forme di lavoro minorile. Tutti i minori debbono frequentare la scuola dell’obbligo, coloro che non vi partecipano e/o che svolgono qualsiasi forma di lavoro, compreso il mendicare, sono posti immediatamente sotto la tutela dei servizi sociali.

Pistoia è già multietnica, ma dovrà diventare la città del dialogo tra le culture, della solidarietà.
 
Il comune dovrà farsi sempre più carico della questione immigrazione. 
Verrà attuato un censimento degli immigrati regolari e no . Lo scopo non è la denuncia ma la verifica delle condizioni abitative, lavorative e di inserimento sociale, al fine di ridurre nell’ordine:
– affitti in nero: procedere alla regolarizzazione descritta più sopra
– lavoro nero: denuncia alle autorità competenti del datore di lavoro, tutela legale per il lavoratori che denuncino irregolarità
– abbandono scolastico, situazioni di povertà, alcolismo, violenza familiare, prostituzione etc. con l’obbiettivo di fornire assistenza con le strutture pubbliche
 
Verrà istituito un assessorato all’immigrazione, assegnato ad un immigrato su proposta degli immigrati residenti o domiciliati.
 
La consulta per l’immigrazione sarà formata dai rappresentanti di tutte le nazioni ed etnie presenti in città. Il suo compito è orientato a proporre soluzioni per i problemi basilari a cui l’immigrato fa fronte per ora pressoché da solo (casa, lavoro, diritti, inserimento).
 
Il Comune richiede la gestione dei rinnovi dei permessi di soggiorno tramite i suoi uffici anagrafe, impegnandosi ad istituire un numero sufficiente di uffici, visto il trattamento degradante cui sono sottoposti in questura e alle tasse ingiustamente richieste in posta.
Il Comune si impegna a migliorare il servizio offerto dal Centro Interculturale, istituendo almeno due sportelli di consulenza legale gratuita, con avvocati esperti in materia, che si occupino di risolvere le problematiche degli immigrati coordinandosi con la consulta per l’immigrazione. Il Comune inoltre organizza corsi di italiano in orari diversi della giornata per consentire a tutti gli interessati di partecipare e corsi di lingua straniera su richiesta degli immigrati interessati, proponendo a loro stessi di tenerli.
Il Comune si fa promotore, coinvolgendo altri enti locali, di una nuova proposta di legge sull’immigrazione, sostitutiva della ‘ Bossi- Fini ‘.
Associazionismo

Il Comune promuove e sostiene ogni forma di aggregazione culturale e sociale.
E’ necessaria una “casa delle associazioni” – non in alternativa ma come ampliamento della sede in via dei cancellieri – con finalità culturali in grado di ospitare i gruppi che ne facciano richiesta, fornendo locali per riunioni e per iniziative pubbliche, macchinari e strumenti per la diffusione di materiali, telefono, fax e connessione ad internet. Il tutto a prezzi popolari che consentano all’ente pubblico di coprire la maggior parte dei costi.

CULTURA

Il patrimonio artistico e culturale della città è grande. Esso non solo va tutelato, ma valorizzato sempre più.
La città, in particolare il centro storico, ma non solo, deve poter essere vissuta dai cittadini, in un’ottica di città solidale, che trova nella pacifica e civile convivenza fra diversi la sua piena espressione. Il comune promuove iniziative volte alla reciproca conoscenza fra gruppi etnici e culturali diversi, incoraggia e sostiene le associazioni e i gruppi che lavorano per la costruzione di una società multietnica e solidale, sostiene e difende il diritto di ogni gruppo religioso di avere un luogo fisico dove professare il proprio culto, senza oneri per l’ente pubblico.
Il comune riserva una parte delle risorse per rendere la cultura accessibile a tutti : verrà creata e distribuita una tessera che darà diritto ad una riduzione del prezzo per assistere a spettacoli teatrali e musicali e per visitare musei e mostre. Alla tessera avranno diritto gli studenti e i soggetti con reddito basso.
Attualmente la città vive solo nel mese di luglio un’attività culturale piuttosto intensa, con il luglio pistoiese. Il Comune si occupa di collaborare alla realizzazione delle proposte – che potranno essere trasmesse attraverso la posta elettronica o inviate all’assessore alla cultura – di associazioni e cittadini su eventi o spettacoli, concentrandoli ad esempio nei mesi primaverili o autunnali, che sono quelli di minor attività culturale a Pistoia.
Il comune promuoverà eventi anche nel quartiere delle Fornaci, attualmente isolato, fisicamente e culturalmente, dal resto della città.

ECONOMIA
Evasione fiscale

Il Comune attiva un piano contro l’evasione fiscale con l’obiettivo di aumentare le entrate e poi di diminuire le tasse a carico dei meno abbienti. La leva fiscale può essere utilizzata anche per disincentivare l’uso dell’auto privata, ma solo con un contemporaneo sviluppo e miglioramento dei mezzi pubblici.
 
ICI

L’ICI sulla prima casa va abolita o ridotta in base ai mq occupati per persona, l’ICI sulle case sfitte va aumentata. La tassa sulla spazzatura va calcolata sul numero dei residenti e su base progressiva in relazione al reddito.
 
Anagrafe fiscale

Isituzione dell’Anagrafe fiscale: database che incrocia i dati catastali, permessi di costruzione/ristrutturazione, richieste ZTL/ZSL, anagrafe, allo scopo di avere uno strumento di accertamento del reddito (per es, pagamento rette e mensa asili, ottenimento rimborsi libri). Si rende necessario perchè il solo Isee è uno strumento inadeguato.

Stop esternalizzazioni

Il sistema delle esternalizzazioni non funziona, non migliora i servizi, fa aumentare i costi ed agevola la generazione di sistemi clientelari. Le funzioni affidate a società controllate e partecipate debbono progressivamente rientrare nell’ambito del Comune, salvo casi particolari. Le società controllate vanno sciolte, dalle partecipate il Comune, dopo aver ritirato le funzioni eventualmente affidate, ritira la partecipazione.
Riconvertire in pubblici i servizi privatizzati.
 
Stop cumulo di incarichi

Nessun assessore o consigliere può sedere in cda di società controllate o partecipate o avere incarichi, di qualsiasi tipo, presso di essi né presso le cooperative cui il comune si rivolge per alcuni servizi. Ciò vale anche per le società da queste controllate o partecipate (evitare il gioco delle scatole cinesi)
 
Consulenze

Le consulenze esterne sono ammesse purché motivate e relative a servizi specializzati, di breve durata e non reperibili tramite risorse interne. Le spese per consulenze non possono comunque superare un tetto massimo stabilito dal Consiglio. Le deroghe devono essere approvate dal Consiglio a maggioranza dei due terzi.
 
Politiche del lavoro

Il Comune si impegna, di concerto con la Provincia, ad investire nella formazione dei giovani, dei lavoratori precari-atipici, di tutti coloro che sono alla ricerca di un’occupazione. In particolare il Comune studia il mercato del lavoro ed identifica i settori sui quali destinare la formazione. Il Comune rafforza ed amplia gli uffici e i servizi a disposizione di chi cerca un lavoro per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro; propone alla Provincia l’istituzione di almeno un’altra sede del centro per l’impiego e di uno sportello speciale per gli immigrati che vogliono trovare un lavoro per mettersi in regola, con interpreti e moduli in varie lingue.
 Il Comune di impegna ad assumere nuovo personale nei settori pubblici che ne presentano la necessità ( asili, mantenimento giardini, ecc.. ).
Appalti e contratti pubblici

Appalti e contratti pubblici possono essere posti in essere solo con aziende che abbiano almeno l’80% di dipendenti con contratti a tempo indeterminato. Se l’azienda è parte di un gruppo, anche tutte le aziende del gruppo debbono sottostare allo stesso vincolo.

Nella graduatoria per l’assegnazione di appalti e contratti sono avvantaggiate le aziende che abbiano una rappresentanza sindacale eletta dei lavoratori, che abbiano con essa concordato un contratto integrativo in base alla normativa vigente e che lo attuino da almeno due anni.

SPORT

Attualmente chi vuole praticare uno sport a Pistoia deve risolvere dei seguenti problemi :

1)Associazione a qualche Società Sportiva, che attraverso un contratto con qualche impianto comunale o privato ti “venda” qualche ora di sport. I prezzi di queste affiliazioni variano a seconda del livello di speculazione che il Comune, il gestore dell’impianto sportivo e l’associazione stessa decidono (costi sempre molto elevati che precludono l’accesso a la maggioranza delle persone).

2)Costo elevato di qualsiasi articolo e materiale sportivo.

3)Nessuno ti garantisce sia che tu faccia parte di una società sportiva o no di una adeguata assistenza medico – sanitaria.

4)Effettiva mancanza sul territorio di impianti per il tuo sport o comunque insufficienti a coprirne la richiesta.

Comunque il punto è che nessuna attività, e tanto meno lo sport, può sottrarsi al contesto sociale ed umano nel quale si sviluppa. Se lo sport si disumanizza, è perché la società si sta disumanizzando.
Per noi Umanisti tutto ciò tradisce le aspirazioni e lo spirito di chiunque voglia praticare uno sport e di chiunque voglia promuovere ad altri la propria disciplina sportiva o l’attività fisico – educativa in generale.

Il Comune deve farsi carico di fornire le risorse e le condizioni adeguate affinché tutta la popolazione del territorio fiorentino possa accedervi e praticarlo, indipendentemente dalla sua età, livello economico e provenienza

Noi umanisti proponiamo pertanto che si faccia una ricerca capillare sulle necessità di ogni “vicinato” presente sul territorio, per quanto riguarda gli spazi sportivi presenti e spazi da costruire.

Che ogni sportivo che pratica sia a livello occasionale che agonistico riceva una adeguata assistenza medico – sanitaria e ovviamente che sia gratuita.
Che il comune fornisca a prezzi bassi gli articoli e accessori sportivi a tutte le persone che intendono praticare dello sport.

In sintesi vogliamo che il comune non sia un codardo e che si occupi di dare a tutti i suoi cittadini quello che si aspettano e cioè strutture sanitarie adeguate e gratuite, strutture educative adeguate e gratuite e strutture sportive adeguate e gratuite.
Vogliamo che il comune non metta a posto i suoi impianti poco prima dei mondiali o europei di quello o quell’altro sport ma quando serve ai propri cittadini.

Molti impianti sono inutilizzati dai cittadini perché ormai fatiscenti, oppure perché le società sportive praticano prezzi enormi che sono accessibili solo ad una parte della popolazione. Quindi il Comune dovrà ristrutturare e attivare gli impianti fatiscenti e occuparsi che le società sportive che gestiscono gli impianti sportivi abbassino gli attuali prezzi. Comunque gli impianti sportivi che attualmente si trovano sul territorio non sono sufficienti per coprire l’effettiva richiesta dei cittadini, quindi il Comune dovrà verificare, quartiere per quartiere, la reale richiesta delle persone di praticare sport in generale e quale in particolare.

Lo sport autentico è quello che riesce sempre ad educare, a rendere le persone più sane e che riesce ad offrire piacere e allegria.
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