Presentazione libro “Oltre il capitalismo, economia mista”

Mercoledì 19 novembrealle ore 21.00
Mostra mappa
SPAZIO AUT! VIA FILIPPINO 24 PRATO
Presentazione del libro: Oltre il Capitalismo – Economia Mista, di Guillermo Alejandro Sullings.

LE DATE e LE CITTA’
12 Novembre 2014 MILANO – ore 18 – â„… LA SOCIETÀ UMANITARIA – Sala Cinema – via Daverio 7
14 Novembre 2014 TORINO – ore 18 –
18 Novembre 2014 ROMA – ore 19,30 – â„… LIBRERIA ASSAGGI Via degli Etruschi 4
19 Novembre 2014 PRATO – ore 21 – â„… SPAZIO AUT! via Filippino 24

A cura del Partito Umanista e dell’Associazione Editoriale Multimage.
> info@partitoumanista.it
> http://www.multimage.org/libri/oltre-il-capitalismo-economia-mista
——————-
economia-mista.jpeg
Oltre il Capitalismo – Economia Mista

Generalmente, quando si dice che un’economia è mista si fa riferimento a paesi in cui prevale l’economia privata e lo Stato si riserva la gestione di alcune aziende pubbliche o, al contrario, a paesi in cui l’economia è statalizzata, ma viene lasciato un certo spazio agli investimenti privati.

Invece “Oltre il Capitalismo – Economia Mista” tratteggia un sistema economico originale, né capitalista né statalista, in cui l’iniziativa pubblica e quella privata convivono, coordinate da uno Stato che funzioni in base alla democrazia diretta e sia un ambito di autorganizzazione, gestito dai cittadini per darsi politiche comuni.

Il passaggio alla democrazia diretta e partecipativa è una condizione imprescindibile, se si vuole realizzare un sistema economico che sappia garantire pari diritti e pari opportunità per tutti. Solo così andrà a scomparire l’antagonismo tra il settore pubblico e quello privato e i cittadini potranno generare politiche tendenti al bene comune in ambiti fondamentali come la sanità, l’istruzione, l’ambiente e la giustizia, oltre a pianificare lo sviluppo sostenibile e la distribuzione equa dei redditi.
Oggi più che mai, di fronte alla violenza dell’economia di mercato, è necessario fondere l’interesse sociale e l’interesse economico in un nuovo sistema, in cui lo Stato sia responsabile delle necessità della gente e della direzione dell’economia, mentre la gente si farà carico del funzionamento e della direzione dello Stato.

“Oltre il capitalismo – Economia Mista” è stato pubblicato per la prima volta in Argentina nel 2000, suscitando un vivo interesse in tutto il Sudamerica e fornendo un importante contributo teorico al processo di umanizzazione dell’economia, tuttora in corso in molti paesi latinoamericani.
Viene pubblicato in Italia nel 2014 con un’aggiornamento dell’autore, a cura del Partito Umanista edito dall’associazione editoriale Multimage.
POST

Riflessione sulle porcate del “job act”

Sapete cosà passera nel job act : abolizione dell art 18 , ogni azienda sarà libera di licenziare , con cause fittizie, perchè la decisione se giusta causa o no , non spetterà più ad un giudice , ma sarà presa dall’ azienda, videosorveglianza , così che ogni minima cavolata potrà essere interpretatata e impugnata in modo univoco, demansionamento del lavoratore x motivi che l’azienda deciderà in piena autonomia
ma l’omino voleva ridurre la disoccupazione o istaurare un clima di caccia alle streghe ( le strehe siamo noi immolate sul rogo del capitalismo).
Ma è veramente così che questi signori vogliono risolvere la crisi economica e la disoccupazione, non credo sia la strada buona, così facendo si incentiva solo a discriminare i lavoratori , a creare veramente lavoratori di serie a b c………, e si da carta bianca alle aziende per prendere il personale che costa meno, è una politica di diritti al ribasso, e tra l’altro non trovo come possa giovare all’ economia.
Luca Pecchioli – Partito Umanista Pistoia

Giornata della nonviolenza a Pistoia

articolo-11.jpg
5 OTTOBRE 2014 a Pistoia, in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza si svolgerà la manifestazione “ART-11, Nonviolenza e Disarmo”.

Che cos’è ART-11

Questo progetto nasce dall’interesse e dalla necessità, condivisi da varie realtà associative pistoiesi, di sensibilizzare la società sui temi della Pace e della Nonviolenza. Quale miglior “pretesto”, dunque, se non quello di prendere come punto di riferimento il 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma Gandhi e “Giornata Internazionale per la Pace e la Nonviolenza” istituita dall’ONU?

Anche quest’anno si è creata una rete di organizzazioni che, con la co-promozione del Comune di Pistoia, hanno costruito un programma contenente iniziative culturali, sociali e di rivendicazione di diritti. Il tema comune è, ancora una volta, la Nonviolenza, che abbiamo voluto associare, nel titolo, al Disarmo: di fronte all’intensità e alla ferocia dei conflitti, che ormai riguardano sempre più ampie parti del mondo, crediamo che l’unica risposta sia chiedere con risolutezza la fine della produzione di armi e la chiusura del relativo mercato, insieme allo smantellamento di tutte le testate nucleari. Anche per questo abbiamo deciso di aderire ufficialmente alla “Campagna per il disarmo e la difesa civile” promossa da Azione Nonviolenta:

«Di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, che sostanzialmente non ha sfiorato lo strumento militare, vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta. (…) La Campagna è stata presentata il 21 aprile 2014 in Arena di pace e disarmo. Viene lanciata in occasione del 2 giugno 2014, Festa della Repubblica che ripudia la guerra. La raccolta delle 5o.ooo firme necessarie per depositare alla Camera la Proposta di Legge di iniziativa popolare inizierà il 2 ottobre 2014, Giornata internazionale della Nonviolenza e si concluderà dopo 6 mesi».

Il programma

Il programma di ART-11 quest’anno si sviluppa in una sola giornata, domenica 5 ottobre, e si inserisce nell’ambito di iniziative per la pace promosse dal Comune di Pistoia.

ORE 16, Piazza Duono: meditazione camminata per le vie del centro, a cura del “Sangha di Pistoia nella tradizione di THICH NHAT HANH”.

ORE 18, Antichi magazzini del sale, via Ripa del Sale: Recital di Piero Nissim “ANCH’IO MI INDIGNO! Poesie della Legalità” con David Domilici alle percussioni; regia di Andrea Mancini.

Durante tutto il pomeriggio saranno presenti in piazza Duomo gli stand informativi delle associazioni promotrici e di altre associazioni che eventualmente potranno aderire in seguito all’iniziativa.

ANCH’IO MI INDIGNO! Poesie della Legalità

La pièce civile “Anch’io mi indigno” di Piero Nissim, in cui l’artista, accompagnato dal percussionista David Domilici, legge e canta le sue “Poesie della Legalità”, dopo aver toccato diverse città della Toscana e non solo, arriva a Pistoia il 5 ottobre in occasione di ART-11. Ricordi e omaggi (a Falcone, Borsellino, Don Diana, Don Gallo, Peppino Impastato,…), luoghi di lutto e sofferenza (L’Aquila, Viareggio, la Stazione di Bologna,…), cronache di nuova Memoria (i fatti di Rosarno, gli studenti sui tetti di Roma,…), gli uomini e le donne che scrissero la Costituzione (fra cui Teresa Mattei, la “Chicchi” partigiana) sono solo alcuni dei temi al centro di questa performance di denuncia e indignazione.

Associazioni promotrici

Gruppo Esperantista Pistoiese “Umberto Stoppoloni” – Sangha di Pistoia – Centro Studi Umanisti Toscana TiConZero – Associazione “Incontriamoci sull’Arno” – Circolo Arci “La Torre”

Sul “patto educativo” proposto dal governo: il bastone e la carota

carota.jpeg

Da buon intrattenitore del pubblico, il capo del governo Renzi, sta molto attento ad usare il meno possibile termini che possano avere il sapore del già detto e quindi annoiare la platea. Per cui avverte che la proposta che dovrebbe cambiare il sistema dell’istruzione in Italia non deve essere definita “riforma”, ma “patto educativo”.
A parte però questa quasi ossessiva attenzione allo stile comunicativo, ci sembra proprio che, rispetto alle cosiddette “riforme” del sistema scolastico proposte dai governi precedenti sin dalla fine degli anni ’80, questo “patto” sia in assoluta continuità con i dettami neoliberisti che vogliono la completa aziendalizzazione della scuola.
Inversamente proporzionale alla novità dello stile comunicativo è d’altro canto il metodo della proposta, che ricorda il vecchio sistema del bastone e della carota, che esiste da quando esiste lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Se infatti da una parte il patto educativo del nostrano mister Bean promette la carota rappresentata dall’assunzione di 150mila docenti precari entro il 2015, dall’altra agita il bastone del blocco delle condizioni salariali per nove anni, della sostituzione degli scatti di anzianità con i cosiddetti “scatti di competenza” di cui godrebbero solo i più meritevoli, della disponibilità a trasferirsi per lavoro, dell’introduzione della figura del preside-manager che sarà una specie di capo di un’impresa che sceglierà i docenti più adatti al suo progetto, così come farebbe un qualsiasi direttore di azienda.

In altre parole: se si vuole la stabilizzazione dei precari bisogna accettare che la scuola non sia più pubblica, ma definitivamente nelle mani di interessi privati.

Quando infatti si parla, per esempio, di premiare solo i docenti meritevoli, la domanda spontanea che sorge è: chi decide sul merito? Secondo quali parametri? Facilmente si può prevedere che i parametri di valutazione avranno come riferimento degli obiettivi il cui raggiungimento sarà la condizione necessaria per essere valutati come “meritevoli”. Altrettanto facilmente si può prevedere che i suddetti obiettivi saranno dettati non da interessi comuni, ma da interessi privati, col risultato finale voluto: formazione dei docenti e degli studenti al servizio delle aziende. Dove finirà, a questo punto, la libertà d’insegnamento?
Con l’accentramento del potere nelle mani di un preside-manager si conferma poi il quadro generale di annullamento progressivo della rappresentatività, come ben si evince dalle proposte dell’attuale governo riguardo alla legge elettorale. Con questo sistema educativo, che vorrebbe passare per nuovo ma che invece tanto ricorda la scuola dei nostri bisnonni, verranno premiati solo coloro che saranno disponibili, pur di lavorare e di guadagnare qualche decina di euro in più al mese, ad essere sfruttati.
Quali saranno, in sintesi, i risultati di questo “patto educativo” se verrà messo in atto?
– Centralizzazione del potere con conseguente cancellazione di qualsiasi potere decisionale da parte di chi lavora sul campo;
– Potenziamento della meritocrazia che, lungi dall’essere una possibilità di riscatto per i più poveri, ha già dimostrato di essere solo al servizio del mantenimento dello status quo;
– Strumentalizzazione del sistema educativo rendendolo subordinato ad un unico tipo di sapere, quello dettato dalle aziende, e quindi funzionale alla progressiva esclusione di coloro che non si adattano all’ordine sociale esistente.

Sarebbe necessaria una forte opposizione a questo progetto, soprattutto da parte dei sindacati, che dovrebbero sentirsi coinvolti in prima linea. E soprattutto non bisogna accettare la logica del bastone e della carota: la sacrosanta stabilizzazione dei precari è una necessità che non può essere subordinata all’accettazione di tutto il resto del “patto”. Una cosa è il diritto al lavoro, un’altra è la modifica del sistema educativo.
Chi alza i polveroni lo fa nella speranza di poter attaccare la potenziale preda approfittando della sua momentanea cecità. Ma non sempre funziona, perché il vento può cambiare.

Vivere con la spada – il terrorismo sacro di Israele

volantino-18-settembre.jpg

Il programma del Forum Europeo 2014 – Oltre l’euro l’alternativa c’è

oltre-euro.jpeg

Siamo oramai alle porte del Forum europeo (Assisi 20-24 agosto 2014). Un’occasione straordinaria per conoscere, confrontarsi e organizzarsi in vista di un’alleanza che, oltre a dire no all’euro e al neoliberismo, si batta per la giustizia sociale, la fratellanza e la liberazione dei popoli.
Presentiamo il programma definitivo delle giornate del Forum.

Per il programma completo clicca qui

Ripudiamo l’azione militare di Israele a Gaza

gaza.jpeg

Il Partito Umanista Internazionale ripudia l’azione militare di Israele a Gaza e manifesta la sua solidarietà al popolo palestinese, che subisce un’aggressione di inusitata violenza.
Allo stesso tempo denuncia la campagna di disinformazione che ha ostacolato le espressioni di solidarietà in molte parti del mondo, così come la manifesta inattività delle Nazioni Unite.
La comunità internazionale sta cominciando a pretendere chiarezza su quello che, con leggerezza, viene chiamato conflitto israelo-palestinese e che, in realtà, è un’avanzata territoriale di Israele, che ignora qualsiasi considerazione umanitaria.
Ogni volta che si verificano questi reiterati scontri, che dal 2008 sono diventati costanti e riducono progressivamente il territorio di Gaza e Cisgiordania, la maggioranza dei paesi si pronuncia invano in favore di uno Stato Palestinese e del rispetto, da parte di Israele, delle risoluzioni delle Nazioni Unite, violate continuamente. È evidente che con manifestazioni di ripudio ed esortazioni alla pace non si ottiene assolutamente nulla, e che bisogna prendere posizione in modo risoluto di fronte alla manifesta crudeltà del governo israelita.
Noi umanisti esortiamo le persone di buona volontà di tutto il mondo a fare pressione sulle organizzazioni sociali, sindacali, politiche, culturali di cui fanno parte; a sviluppare tutte le azioni necessarie a condannare l’agire violento del governo di Israele; a realizzare azioni di solidarietà con il popolo palestinese; a denunciare la manipolazione mediatica e a fermare questo genocidio.
Allo stesso tempo chiediamo ad Hamas di fermare il lancio di missili. La violenza non si elimina con altra violenza e gli attacchi a Israele costituiscono solo un impedimento alla soluzione del conflitto, mentre stanno provocando, per ritorsione, molta crudeltà verso lo stesso popolo palestinese.

Infine, elogiamo il coraggio delle migliaia di cittadini israeliani che si oppongono alla guerra e agiscono nel proprio paese cercando di fermare il massacro.

Per tutti gli esseri umani che credono nella pace e nella concordia fra le nazioni, c’è una nuova sfida e una nuova impresa: Medio Oriente in convivenza pacifica.

PRESIDIO E FIACCOLATA MAI PIU’ VITTIME! PER PACE, LIBERTA’, GIUSTIZIA IN PALESTINA E ISRAELE

allegato-di-posta-elettronica.jpg
Mercoledì 16 luglio 2014 Dalle 21:00 alle 22:30
Logge dei Banchi, accanto Piazza XX Settembre, Pisa

PRESIDIO E FIACCOLATA

MAI PIU’ VITTIME!
PER PACE, LIBERTA’, GIUSTIZIA
IN PALESTINA E ISRAELE

Di fronte alla strage di innocenti provocata dai bombardamenti israeliani su Gaza, e alla morsa di violenza sulla Cisgiordania, il Gruppo Palestina di Pisa e la Comunità Palestinese locale invitano cittadini, studenti e la comunità migrante a scendere in piazza, rispondendo all’appello sottostante delle associazioni nazionali di Rete della Pace e Rete Italiana Disarmo.

Per adesioni locali scrivere a: toscana@unponteper.it

APPELLO NAZIONALE DELLE RETI:

Chiamiamo uomini e donne che credono nella Pace e nella nonviolenza a mobilitarsi Mercoledì 16 Luglio 2014, organizzando e partecipando nella propria città alla FIACCOLATA per la Pace, la libertà, la giustizia in Palestina e Israele.

Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo, donna, bambino ucciso pesa sulle nostre coscienze. Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non maciullati da schegge di piombo.

CHIEDIAMO:

· che cessino immediatamente il fuoco, le rappresaglie e le vendette di ogni parte;
· che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo e di mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del territorio palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese;
· che il governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele;
· che il nostro governo, oggi alla Presidenza dell’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio.

Il vero conflitto

di Javier Tolcachier
mani.jpeg
Sono morti quattro adolescenti. Uno di loro era palestinese, gli altri tre israeliani. Tutti coetanei, all’inizio della vita. Conosciamo i loro volti, ma di quelli di migliaia di altri, in Palestina, Siria, Iraq o Libia, in Cambogia, Nicaragua, Guatemala, Vietnam, Algeria, Ruanda, Polonia, Germania o Liberia non è rimasta alcuna traccia. Tuttavia li conserviamo tutti nella nostra memoria, così come i volti dei morti in tanti altri luoghi senza nome.

Chi indicherai come il colpevole di questi crimini? Chi ha premuto il grilletto? Chi ha fabbricato la pallottola e venduto l’arma? Chi ha infiammato gli animi con i suoi discorsi, o chi ha seminato zizzania? Dimmi, per favore, contro chi punti il tuo dito accusatore. Chi nel suo palazzo tesse impassibile le ragnatele del dolore altrui, miserabile nella sua ricchezza? Chi inventa storie per derubare gli altri, chi si interessa solo delle proprie cose?

Chi indica colpevoli senza illustrare il contesto che rende possibili le atrocità non rivela solo la sua miopia, ma oscurando la radice del conflitto diventa anche complice delle future nefandezze. Chi agendo in questo modo reclama un castigo, non sta chiedendo giustizia, ma esigendo vendetta. Ripara forse così l’inutile sacrificio della vittima? Mitiga il dolore dell’afflitto? Restituisce la vita alla persona cara? Impedisce il futuro genocidio, o piuttosto lo alimenta?

Si tratta di una questione seria. Io non intendo assecondare questa complicità con la morte. Bisogna alzare la voce e denunciare il vero conflitto.

Questo non è un conflitto tra palestinesi ed ebrei, tra sciiti e sunniti e neanche tra camicie rosse e gialle. Il vero conflitto è tra i popoli e i poteri che vogliono manipolarli, opprimerli e metterli gli uni contro gli altri.

Non è forse noto che ogni volta che la pace sembra avvicinarsi, volti nascosti l’allontanano con una bomba, con un assassinio, con un attentato? Chi si cela dietro a questi volti nascosti? Chi paga e invia questi sicari per distruggere la possibilità di realizzare la tanto sognata coesistenza?

I popoli devono unirsi e comprendere l’inutilità di continuare a combattersi.

Il vero conflitto è tra continuare a essere ostaggi di fazioni opposte a parole, ma unite nei fatti nell’azione distruttiva e ribellarsi, negando loro il proprio appoggio. E’ tra chi crede che il proprio interesse o la propria visione del mondo siano una giustificazione sufficiente per imporli agli altri e tutti noi che apprezziamo la libertà umana e la diversità della vita. E’ tra quelli che si arricchiscono con la guerra e vogliono mantenere il loro potere e le loro proprietà contro le necessità dei diseredati del mondo e le maggioranze che lottano tutti i giorni per costruire un’esistenza degna.

E’ anche un conflitto nella propria coscienza, tra il Sì e il No, tra la rassegnazione a una vita vuota e il contributo al miglioramento del mondo, tra la contraddizione interiore che genera la violenza e l’atto di unità che si espande a partire dall’affetto per ciò che c’è di umano in ognuno.

Gli israeliani, i palestinesi, i tailandesi, gli ucraini, i siriani, i curdi e gli iracheni non vogliono altra morte e altro dolore. Sono tutti vittime di un’estorsione, coinvolti in scenari strazianti, ma anche responsabili di impedire che tutto questo continui a succedere. La chiave sta nel risvegliare l’umanesimo che vive in ognuno di noi, appoggiarsi a esso, dargli una forza e una voce d’insieme, andando al di là delle apparenze.

Siamo tutti responsabili di cercare e trovare la riconciliazione con chi ci ha ferito e anche di riparare i nostri errori. Se invece ricorriamo a giustificazioni per continuare ad avvallare ciò che è ingiustificabile, collaboriamo solo alla crescente spirale di violenza, disperdiamo la possibilità di un futuro diverso e ci rinchiudiamo nelle mura della preistoria.

Di origine ebraica, condivido la sete giudaica di libertà e conoscenza. Di aspetto semita, ammiro nei miei fratelli arabi la nobiltà e la devozione. Umanista per scelta, amo di tutti i popoli della Terra l’identica anima umana sparsa dappertutto. Amo i diversi colori con i quali si adorna, le belle vesti con cui si abbiglia, le opere brillanti da essa scaturite, gli amori simili con cui si appassiona.

Mentre immagino questo paesaggio commovente, che comincia a confortarmi davanti a tante crude notizie, ascolto il saluto di vari esseri allegri, che avvicinandosi dall’orizzonte mi dicono in una lingua melodiosa: “Che la Pace sia con te”. “E con voi” rispondo riconoscente.

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo
Fonte: http://www.pressenza.com/it/2014/07/vero-conflitto/

OLTRE L’EURO un alternativa all’euro dittatura