Il dibattito politico in corso in Italia sulla cosiddetta flat tax, ovvero sull’idea di realizzare un sistema fiscale proporzionale piuttosto che progressivo, appare surreale.
La proposta, avanzata dalla Lega, e sposata dal Movimento Cinque Stelle, in verità volteggia tra l’incostituzionalità e la semplice propaganda.
E’ incostituzionale qualora l’aliquota proporzionale uguale per tutti proposta non fosse corretta da deduzioni connesse al reddito prodotto da ciascun cittadino-contribuente.
In proposito, l’art. 53 della Costituzione italiana vigente non lascia scampo alcuno.

E’ semplice propaganda qualora, invece, l’aliquota proporzionale proposta risultasse così corretta. In questo caso, infatti, il tasso effettivamente pagato da ogni cittadino non sarebbe proporzionale come sostenuto dai promotori.
Che poi, già ora, si parli di due aliquote, dovrebbe aprire gli occhi ai cittadini in merito all’ipotetica adozione di una flat tax. Se le aliquote sono due … non esiste, per definizione, alcuna tassa proporzionale!

Resta da comprendere solo, a questo punto, quale sarebbe il criterio, la finalità, della propagandata riforma fiscale. Se mantenere o meno il povero nella povertà, il cittadino medio nella sua mediocrità e quello ricco nella sua opulenza. Se, insomma, si vuole permettere o meno un’iniqua ripartizione delle risorse.
L’iniquità andrebbe, essa stessa, in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, quello che recita «E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».
 
Invero un onesto dibattito politico dovrebbe tener conto di come meglio rispondere alla forte richiesta di «eguaglianza dei cittadini» insita nella Costituzione.
Un onesto dibattito politico dovrebbe porre più attenzione al dove reperire le risorse per una riduzione del peso fiscale complessivo sui contribuenti: certamente non a discapito di quelle risorse che dovrebbero coprire i diritti fondamentali dei cittadini quali la «tutela della salute» (art. 32), «l'istruzione obbligatoria e gratuita» (art. 34), il «diritto al mantenimento e all'assistenza sociale» per chi è sprovvisto di mezzi (art. 38).
 
Spiace rilevare che questa forma di dibattito al momento non c’è.
Spiace rilevare che nessuno ha osato scrivere che le già vigenti tassazioni “flat”, ovvero proporzionali, a favore dei proprietari di immobili (cedolare secca) o di strumenti finanziari, o di particolari categorie imprenditoriali (regime agevolato forfettario) sono incostituzionali. 
 
Rileviamo che il nuovo attacco alla progressività del sistema fiscale non è che solo l'ultimo di tanti altri che, dal 1983 in poi, hanno significativamente leso la forte progressività prevista dall'iniziale riforma del 1974 (in origine c’erano ben 32 aliquote progressive : la prima aliquota sui redditi fino a 2 milioni di lire l’anno era del 10%, mentre l’ultima aliquota sui redditi oltre 500 milioni di lire l’anno era del 72%).
 
Il Partito Umanista considera possibile una riduzione del peso tributario complessivo sui contribuenti che, naturalmente, non mini i criteri di progressività previsti dalla nostra Costituzione.
Ribadisce, tuttavia, che, in ogni caso, nel reperire le risorse a copertura della riforma non si debba farne carico sui servizi sanitari o su quelli dell’istruzione e dell’assistenza.
Il Partito Umanista ritiene ancora che, nel merito, tale riforma debba consistere nella previsione di un diritto a dedurre integralmente dal reddito lordo le spese necessarie per i bisogni essenziali che la vita quotidiana richiede (ad esempio, l’affitto sulla prima casa o la rata del mutuo sulla stessa, la spesa alimentare, quella sanitaria, le spese d’istruzione e della formazione continua, le spese delle bollette dei servizi idrici, energetici, telefonici o gli abbonamenti al trasporto pubblico) ovvero, più semplicemente, nella previsione di una “No Tax area” personalizzata per ciascuna famiglia pari alla “soglia di povertà assoluta” per come oggi calcolata dal’ISTAT.
 
Fonte per calcolo “soglia di povertà assoluta” personalizzata: https://www.istat.it/it/dati-analisi-e-prodotti/contenuti-interattivi/soglia-di-poverta
 
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