A partire dal 2012 il Partito Umanista si è collocato all’interno di un’area politica definibile (a posteriori, con un termine nato negli anni seguenti) come “sovranismo di sinistra”, coerentemente con le posizioni critiche verso la nascente Unione Europea espresse nel Libro Arancione del 1999.

Tale scelta di campo caratterizza la nostra linea politica nazionale, che potremmo così definire, in maniera schematica:

- è necessario recuperare la sovranità monetaria, in quanto condizione imprescindibile per lottare contro la speculazione finanziaria e realizzare politiche in favore del popolo anziché della Banca

- è necessario rigettare i trattati di Maastricht e di Lisbona e metter fine a questa UE, strumento del dominio del liberismo e del “parastato” finanziario sui popoli europei

- la prospettiva che deve improntare un futuro assetto geopolitico non può essere quella nazionalista, ma si deve puntare alla formazione di reti solidali tra paesi che si oppongano all’economicismo e alla legge del mercato, attraverso diverse possibili configurazioni regionali (per esempio una nuova UE completamente rifondata, una Unione dei paesi del Mediterraneo, una Rete tra paesi con una direzione antiliberista, ecc.)

- è necessario realizzare quanto espresso nella Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo” e attualmente l’unico contesto all’interno del quale la popolazione può esercitare la propria sovranità è lo Stato nazionale. La sovranità popolare deve essere recuperata e potenziata, si deve avanzare nella direzione di una riforma dello Stato che preveda il massimo decentramento degli ambiti decisionali e l’utilizzo di forme complementari di democrazia rappresentativa, partecipata e diretta, riservandosi lo Stato un ruolo di coordinamento e armonizzazione delle istanze emerse a livello locale.

In questo contesto, il PU dà priorità ai rapporti di collaborazione con soggetti politici di sinistra che definiscono lo Stato come lo strumento per l’esercizio della democrazia.

Altre questioni cui il PU dà rilievo sono l’immigrazione e la crescita dell’autoritarismo:

- la tutela dei Diritti Umani non si oppone alla tutela dei Diritti Sociali: vanno perseguiti tutti simultaneamente. In questo senso l’accoglienza e l’integrazione dei migranti deve essere realizzata mentre si agisce contro la povertà e la dissoluzione delle tutele sociali che hanno colpito le popolazioni europee e che creano le condizioni favorevoli per l’insorgere di razzismo e xenofobia

- la tendenza alla crescita dell’autoritarismo è un fenomeno che riguarda molti punti del pianeta e che risponde alle caratteristiche dell’epoca e del momento storico, che possiamo definire in breve come il momento di collasso di un’intera civiltà. È ingenuo attribuire la responsabilità di tale tendenza ai governi in carica, in Italia come altrove. Riteniamo che, molto più che nella forza di propaganda delle fazioni che detengono attualmente il potere politico, il vero pericolo risieda nella povertà, che aumenta in modo esponenziale in tutto il pianeta e pone le condizioni perché i popoli, in questo momento di destrutturazione e disorientamento, diano il proprio sostegno a proposte di tipo autoritario.

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